Farias e Giannetti

Farias e Giannetti

Il nostro pagellone del Cagliari 2015/16 è arrivato agli atti conclusivi, con il reparto che ha regalato più gioie alla causa rossoblù: l’attacco. Con 78 gol infatti i sardi si sono guadagnati la palma di squadra più prolifica del campionato. Tanto merito ce l’hanno sicuramente i cinque moschettieri là davanti, ognuno decisivo e importante a modo suo. 

Cerri 6 – Uno dei più giovani della banda, è arrivato come quinto attaccante e si è fatto sempre trovare ponto, soprattutto a partita in corso. Nonostante qualche mugugno, forse eccessivo, da parte del pubblico, il suo lavoro di sponde e sacrificio è stato prezioso e l’impegno non è mai mancato. Ha segnato comunque molto poco e questo non gli permette di andare oltre la sufficienza. La sua avventura a Cagliari si chiude con 3 reti in 24 partite.

Sau 6,5 – Avrebbe potuto (e dovuto), vista la caratura tecnica a sua disposizione, fare molto di più. Spesso vittima del suo fisico fragile e di una solidità mentale ancora da perfezionare, sono abbondate le prestazioni abuliche ed evanescenti. Il periodo più buio del Cagliari è coinciso con l’impiego della coppia d’attacco Sau-Farias, totalmente incompatibili. Verso il finale di campionato, però, ha incantato i tifosi con perle da primo della classe ed ha raggiunto la doppia cifra. In massima serie dovrà ritrovare costanza e lo smalto dei tempi migliori.

Melchiorri 7 – Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior“, cantava De Andrè. L’ex Pescara il letame lo conosce bene, dopo i tanti anni passati nelle categorie più infime del calcio italiano. A Cagliari è riuscito a diventare il “guerriero elegante” del Sant’Elia, alternando giocate da stropicciarsi gli occhi a sfiancanti ripiegamenti difensivi. Quando parte in progressione con la palla tra i piedi restituisce una sensazione di piacevolezza a tutti gli amanti del bel calcio. Leggero e pungente, leader e gregario allo stesso tempo; se non fosse stato per infortuni e squalifiche, che gli hanno impedito di collezionare adeguate presenze, staremo, probabilmente, parlando del migliore della stagione rossoblù.




Giannetti 7 – Arriva in sordina, chiude da solista. Stupisce la sua intelligenza tattica e il suo fare quasi sempre la scelta giusta, anche nei momenti più complessi. Numero 9 moderno per eccellenza: bravo con la palla tra i piedi e implacabile sotto porta. I suoi gol si sono rivelati i più decisivi del campionato e l’atteggiamento è quello di un ragazzo serio e con la testa sulle spalle, a differenza di tanti suoi coetanei (per ora) più affermati di lui. Accetta la panchina senza mai batter ciglio e lotta fino all’ultima goccia di sudore finché è impiegato da Rastelli, in Serie A potrebbe rivelarsi un crack.

Farias 7,5 – Genio e sregolatezza, brasiliano di altri tempi. Quando vuole non lo prende nessuno ed è, al distacco, la vera stella della rosa rossoblù. Altre volte, tuttavia, si esibisce in partite da “Chi l’ha visto?”, dove la sua presenza è giustificata solo dal nome sulla distinta. Dribblomane, egoista, irritante; se volessimo evidenziare tutti i suoi difetti finiremo domani. Ma, alla resa dei conti, parliamo di una seconda punta che, oltre una quantità industriale di assist, ha collezionato 14 reti, diventando il capocannoniere della squadra e migliorando esponenzialmente quello che sembrava essere il suo più grande difetto: la poca freddezza sotto porta. I numeri sono dalla sua parte, il talento è cristallino e quindi è lui, pur con qualche riserva, il miglior attaccante stagionale.

Oliviero Addis




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