Davide Cassani: “2017 anno clou per Aru, da solo…”

Il ct azzurro sul rapporto tra il sardo e Nibali e sul 2017 che attende i due

Fabio Aru (a sinistra) e Vincenzo Nibali (ANSA/AP Photo/Christophe Ena)

Fabio Aru (a sinistra) e Vincenzo Nibali (ANSA/AP Photo/Christophe Ena)

Il 2016 è ormai alle spalle, ma ha sicuramente lasciato il segno su Fabio Aru, deluso da un’annata che vuole cancellare per davvero con un 2017 da protagonista. Correrà ancora con l’Astana (per l’ultima stagione?), senza Vincenzo Nibali al suo fianco. Del rapporto con il siciliano ha parlato il commissario tecnico della Nazionale Davide Cassani, nel corso di un’intervista al Corriere dello Sport, lasciandosi andare ad alcune riflessioni interessanti.

“All’inizio del 2016 era abbastanza forzato – ha detto Cassani -. C’era forse diffidenza, paura che uno non potesse aiutare l’altro. Poi c’è stato il Tour, con Vincenzo che ha fatto il gregario e Fabio ha capito di che spessore è Nibali. E a Rio ha corso per lui. Mi ha colpito che, finiti i Giochi, Fabio abbia detto a Vincenzo: ‘Mi dispiace proprio che l’anno prossimo non saremo insieme’. Rio ha rinsaldato una fiducia che forse prima non c’era. Mi viene in mente un’immagine. Alle Olimpiadi, prima della partenza, sulla spiaggia, Nibali ha chiamato Aru: ‘Vieni qui, dove vai con quel numero tutto storto?’ E gli ha sistemato il dorsale con le spillette. Sembravano a una corsa di allievi”.




Parole molto significative e belle, che disegnano una relazione fino a questo momento dipinta in maniera molto diversa. La convivenza tra Aru e Nibali, che duelleranno nel prossimo Giro d’Italia (partirà dalla Sardegna e passerà in Sicilia), è stata sempre vista come complicata, essendo i due punte di diamante e talenti cristallini.

“Nel 2016 Nibali aveva in testa Giro e Olimpiadi – racconta Cassani – Quest’anno punta tutto sul Giro, se anticipa un attimo la preparazione può vincere la Liegi. Lui è un campione completo. Per Aru questo sarà un anno importante dopo la batosta che ha preso al Tour, la prima della sua carriera. La batosta se la assorbi, fa bene. E infatti Fabio ha corso bene l’Olimpiade, che gli ha ridato un po’ di respiro, un sorriso. Ora ha di fronte un anno decisivo. Ha una squadra sulle spalle, senza più Nibali: può scegliere il calendario da solo, senza pensare più a Vincenzo”, ha aggiunto Cassani guardando al futuro dei due simboli del ciclismo italiano.




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