CUS Sassari, Giordanelli: “Ecco il mio rinnovamento”

Intervista a 360 gradi col presidente del sodalizio universitario turritano

Nicola Giordanelli, presidente del CUS Sassari

Nicola Giordanelli, presidente del CUS Sassari

In vista dei prossimi Campionati Nazionali Universitari (Catania, 9-18 giugno), abbiamo intervistato Nicola Giordanelli, Presidente del Cus Sassari dall’aprile 2015. E’ stata un’occasione per fare un punto sulla sua gestione a metà mandato, per comprendere quanto già è stato fatto in due anni e per conoscere quali sono le ambizioni del Centro Universitario Sportivo di Sassari per il futuro.

Presidente Giordanelli, sono passati quasi 2 anni dalla sua elezione: dirigere il Cus Sassari è come si aspettava?
Avevo già vissuto un quadriennio da vicepresidente, anche se caratterizzato da una presenza non troppo assidua. Sapevo che ci sarebbero state delle cose da cambiare, da migliorare per certi versi, e sapevo che sarebbe stato un impegno gravoso sotto tutti gli aspetti.

Lei è succeduto a Gianni Ippolito, dopo 45 anni di “regno”: possiamo dire che la sua linea guida è stata di rinnovare il Cus nel segno di una importante tradizione?
Forse gli anni sono 42 e non 45 ma la sostanza non cambia molto. Il mio intento è stato quello di proseguire in una direzione di rinnovamento che era da portare al Cus, che si avvicinava agli anni 2020. Rinnovamento sotto tutti gli aspetti, soprattutto dal punto di vista della comunicazione e il raggiungimento degli studenti tramite i social, che sono lo strumento maggiormente utilizzato dagli studenti universitari.




Soprattutto nell’ultimo anno, si è notato un cambio di passo nella comunicazione del Cus: maggior presenza sull’web, bacino più funzionale per gli studenti; più notizie sia dell’attività universitaria che dell’attività federale. Si sta così migliorando uno dei talloni d’Achille di quasi tutti i Cus italiani: il non riuscire a comunicare appieno tutta la mole di attività istituzionale e non. Cosa ci dobbiamo aspettare per il futuro?
Per il futuro, dobbiamo proseguire su una strada che ci porti a raggiungere sempre più gli studenti: è la volontà nostra e anche quella degli studenti. Possiamo programmare tutte le attività che per noi possono essere di valore ma se poi gli studenti non rispondono, abbiamo fatto un buco nell’acqua. Per riuscire in ciò, abbiamo sottoposto un questionario gli studenti, lo scorso anno e anche quest’anno, al quale loro hanno risposto, al fine di capire quali sono gli interessi che loro possono avere nel Cus, quali attività vogliono che il Cus organizzi per loro. Abbiamo capito che c’è minore interesse verso le attività degli sport di squadra, mentre si cercano gli incontri diluiti in più giornate: ad esempio, noi stiamo organizzando l’OlimpiASE, una manifestazione in 4 giornate, 4 venerdì per la precisione, da fine aprile a maggio. Non più un’attività di lunga durata, che sia giornaliera o trisettimanale, ma un’attività divisa in più giornate, in modo che passi un giusto intervallo di tempo tra un evento e l’altro, perché gli studenti hanno poco tempo da dedicare allo Sport.

Attività universitaria e federale: c’è sempre dibattito sulla gestione di un Cus. Come si riesce a far comprendere, a tutti gli interlocutori, che si tratta due attività complementari e non in contrapposizione?
Stiamo cercando di farlo capire, soprattutto al nostro Ateneo, organizzando un tipo di attività che interessi gli studenti universitari.
Abbiamo creato al Cus Sassari un Centro Studi, lavorando con il dipartimento di Scienze Biomediche dell’Università di Sassari diretto dal Prof. Montella: abbiamo organizzato un’attività che si chiama “Orienta con lo Sport”, che vuole coinvolgere 6 istituti superiori cittadini, che riguarda non solo l’aspetto sportivo ma anche l’aspetto scientifico per mezzo di rilevamenti antropologici. Il nostro obiettivo è capire se i ragazzi delle scuole superiori, che saranno i futuri universitari della città di Sassari, attraverso l’attività sportiva mirata riusciranno a migliorare quelle che sono le loro capacità fisiche.

La squadra di calcio che parteciperà alle Final Eight di Catania

La squadra di calcio che parteciperà alle Final Eight di Catania

Entriamo più nel dettaglio dell’attività del Cus Sassari e partiamo dall’attività universitaria. Sin da gennaio sono partite le selezioni in vista dei CNU 2017 di Catania, il momento clou della stagione: ogni atleta potrà inviare la propria candidatura. Questo sistema garantisce minori polemiche e maggior trasparenza nelle convocazioni che, in ogni sport, sono sempre un momento critico.
Sicuramente. Abbiamo voluto questa pubblicizzazione, tramite social network e stampa, affinché ogni studente che pratica attività sportiva possa produrre una valida documentazione dell’attività (non amatoriale, ma agonistica abbastanza pronunciata), e ambire alla partecipazione ai CNU. Non vogliamo che poi qualche studente, per scarsa conoscenza nostra, o perché non “sponsorizzato” da qualche dirigente o da qualche suo compagno atleta, veda preclusa la sua partecipazione a un’occasione importante come i CNU. Oggi i CNU sono una vetrina di grande importanza: negli anni scorsi, anche il Cus Sassari ha visto partecipare sue ragazze nell’Atletica Leggera e nel Taekwondo alle Universiadi, l’Olimpiade dell’università, dopo il trampolino dei CNU.

In estate ci saranno le Universiadi a Taipei: ci sono speranze di vedere un rappresentante del Cus Sassari?
Ancora dobbiamo valutare quali e quanti saranno gli atleti, perché a volte noi stessi non siamo a conoscenza di chi frequenta il nostro Ateneo: ora, con le selezioni programmate soprattutto delle Facoltà di Odontoiatria e Medicina, ci siamo resi conto che parecchi studenti arrivano a Sassari dal resto della Sardegna, ma anche dalla Penisola. Abbiamo avuto una riprova la settimana scorsa con la squadra di rugby a 7, che ha partecipato alle selezioni per i CNU. Dobbiamo prima capire quali sono le richieste per la partecipazione ai CNU e, successivamente, vedremo se ci sarà una punta di eccellenza che possa ambire a una Universiade.

Dopo aver parlato degli appuntamenti principi dell’attività universitaria, come possiamo riassumere in poche battute tutta l’enorme mole di attività quotidiana?
L’attività universitaria ha importanza centrale, sia come insieme di valori che come tempo occupato. Martedì siamo stati presenti col nostro stand presso la Facoltà di Via Mosca dell’Università di Sassari: l’obiettivo è stato di fare orientamento verso i futuri studenti universitari, facendo capire cosa è il Cus Sassari, quali sono le attività che facciamo nei nostri impianti e quelli nelle strutture convenzionate di Sassari. Il nostro intento è semplicissimo: il Cus Sassari cerca di portare a praticare sport anche coloro che non hanno fatto sport sin da piccoli; il Cus Sassari non è solo attività federale di vertice, ma anche attività socio-ricreativa, quel genere di attività che ogni studente italiano dovrebbe praticare parallelamente allo studio. Il movimento è vita, salute e anche un modo di interpretare la propria giornata.




Passiamo alle attività federali. Ci dia alcune pillole per ogni sezione agonistica: cosa si è fatto in questi 2 anni e sin dove ci si aspetta di arrivare? Partiamo dal Calcio.
Solo partendo dall’attività giovanile si può pensare di costruire un ragazzo e un futuro atleta che conosca i valori dello Sport, non per niente il nostro slogan, come quello di tutti i Cus, è “vieni al Cus, lo Sport è Cultura”. Inculcare la cultura dello Sport in ogni ragazzo è quello che in primis ogni Cus vuole fare: rispetto delle regole nella massima espressione e rispetto di ciò che ci circonda ma, prima, dobbiamo cercare di formare il cittadino e insieme a lui lo sportivo dal punto di vista agonistico e questo si può fare solo partendo dai giovani. Con l’avvento della mia presidenza abbiamo ricostruito dalle basi la scuola calcio, avvalendoci della collaborazione di tecnici, uno dei quali ora è responsabile dell’attività calcistica, selezionatore FIGC Sardegna e di altri collaboratori tecnici che arrivano da società di primissimo ordine a Sassari e hinterland. Siamo riusciti ad avere un ottimo settore giovanile e un’ottima promozione. Ci siamo salvati con 6 settimane di anticipo e cerchiamo ora di giocare divertendoci.

I campi da tennis del Cus Sassari

I campi da tennis del Cus Sassari

Passiamo al Basket.
Sette anni fa avevamo una squadra che era ai vertici della C regionale e per tre anni abbiamo fatto gli spareggi per accedere nella C nazionale. Poi ci siamo resi conto, guardandoci indietro, che non avevamo niente: abbiamo azzerato tutto, siamo ripartiti dalla base e ora vediamo sul parquet quei bambini che venivano a guardare la C regionale. Questo è motivo di orgoglio per noi: portare a giocare un campionato regionale gli stessi bambini che sono cresciuti nel nostro vivaio. E’ quello che abbiamo perseguito nel calcio e stiamo perseguendo nel basket.

E’ il turno del Tennis.
Anche nel tennis abbiamo una quarantina di ragazzi che fanno attività, poi abbiamo le squadre che fanno la fase provinciale e i vari campionati, ai rispettivi livelli. Abbiamo i nostri tre campi, un ottimo maestro e un ottimo coordinatore, quindi contiamo di crescere insieme come nelle altre sezioni.

Soffermiamoci sull’Atletica Leggera, sport che lei ha praticato da giovane, in qualità di mezzofondista. A parte alcuni talenti di livello nazionale che hanno vestito o vestono tutt’ora la maglia del Cus Sassari, come Anastassia Angioi e Alice Cocco, il movimento sassarese nel suo complesso sembra in crisi di risultati, nonostante o forse a causa dell’eccessivo numero di società presenti, sulla scia di quanto avviene in regione e in tutta Italia. Quest’anno il Cus Sassari ha varato una squadra master, ma la domanda è se e quando rivedremo una squadra giovanile o assoluta ai Campionati Nazionali.
Solo con la collaborazione tra le società si può riuscire ad avere una squadra espressione della città di Sassari o Cagliari: a livello individuale ci sono sempre stati gli atleti che hanno partecipato, a volte anche vincendo o andandoci molto vicino, ai Campionati Italiani; invece, per mettere su una squadra, difficilmente si trova una società in grado di coltivare da sola le varie specialità (velocità, mezzofondo, salti e lanci) perché è difficile avere tecnici bravi e qualificati in grado di far progredire tecnicamente gli atleti, in modo da creare una squadra di vertice. Il Cus Sassari dà la propria disponibilità per essere una società di riferimento: questo non per “prendere” gli atleti, ma perché mi rendo conto che muoversi dall’isola è difficoltoso, non ci sono fondi e questo crea un ostacolo ad assemblare una squadra che possa arrivare ai vertici nazionali. Per fare questo servirebbe maggiore collaborazione da parte delle piccole società, che, beninteso, hanno diritto di esistere e crescere, sia numericamente che qualitativamente.

Sull’Atletica, non posso non farle una domanda su come vede la situazione cittadina a pochi giorni dalle dimissioni del Presidente di Fidal Sassari e dal commissariamento.
Ho vissuto da vicino questa situazione perché Sebastiano Sanna, il Presidente dimissionario, è una persona che conosco, che ha fatto attività al Cus Sassari all’incirca nel mio periodo di atleta. Probabilmente Sebastiano ha mollato troppo in fretta la presa: si sa benissimo quali sono le difficoltà quando “si sale in vetta”, e bisogna avere capacità di coordinare le tante società e i tanti atleti. Il Cus Sassari, insieme alla Ichnos, è una delle società citate su La Nuova Sardegna come sodalizio che non accettava le tariffe proposte: non si trattava di un problema economico, perché noi spendiamo ben altre cifre per l’attività e mille o duemila euro non costituiscono un problema per l’utilizzo dello Stadio dei Pini. Il problema è stato un modo di agire per noi non chiaro e che non ci ha visti d’accordo.
Gettare la spugna al primo problema, credo non sia giusto soprattutto per una persona che si è impegnata in una “campagna elettorale” che è stata ospitata anche nei nostri impianti: sono rimasto perplesso dalla vicenda.

Oltre alle sezioni tradizionali, il Cus si sta aprendo verso nuovi sport: cosa ci può dire a riguardo?
Nell’ultimo anno abbiamo aggiunto la sezione della Pallamano, con una squadra under 16 e il prossimo anno, con qualche altro ragazzo e qualche innesto, contiamo di fare la B regionale.

Una delle critiche in genere viene mossa al Cusi e ai Cus sparsi per l’italia è quella di sottrarre le risorse acquisite dai vari enti pubblici per l’attività universitarie e “distrarle” verso l’attività agonistica federale. Una visione che appare spesso pretestuosa e offerta da chi forse non conosce veramente bene la realtà dei Cus.
Ho riscontrato negli anni che spessissimo non si conosce la realtà dei Cus: si pensa che i Cus siano ricchi enti di promozione sportiva, fruitori di elargizioni di denaro a pioggia, per di più possessori di impianti propri. Per questo motivo, i Cus sono stati visti sotto un’ottica particolare e non come società costituite da persone che vanno tutti i giorni sui campi a faticare, a cercare le palestre per fare attività, a reclutare atleti per l’attività federale. Non tutti i Cus ricevono contributi per la gestione degli impianti e chi riceve questi contributi non può utilizzarli per altri scopi: i revisori dei conti controllano ogni anno per filo e per segno tutto ciò che noi facciamo. I contributi ricevuti per l’attività federale invece sono gli stessi che arrivano alle altre società. I nostri atleti fanno attività, i genitori pagano le quote mensili e noi, grazie a questi ricavi, contribuiamo laddove non arrivano i fondi per gli impianti: pagamento del personale, pulizie, supervisione impianti, tecnici e qualche trasferta. Il resto è coperto da qualche contributo extra, proveniente da partner che capiscono il lavoro e il valore del Cus.

Nel chiudere la nostra chiacchierata, vuole lanciare un messaggio agli studenti dell’Ateneo sassarese?
Il Cus Sassari sta cercando di spingere i ragazzi verso il movimento. E’ importante uno stile di vita che non comprenda solo lo studio, perché il movimento è vita: il benessere psicofisico si raggiunge attraverso lo Sport e il movimento. Noi cerchiamo di promuovere questo e gli studenti si devono impegnare perché la fatica nello Sport porta al miglioramento delle nostre aspettative di vita.
In Italia è sempre mancata una cultura dello Sport, e questo non si può imputare ai giovani: è la scuola italiana che non promuove l’attività sportiva sin dalla scuola dell’infanzia ed è chiaro che in questo modo si accentua il formarsi di una mentalità lontana dal movimento come stile di vita.

Gianluca Zuddas

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