Cus Cagliari Calcio, si dimette l’allenatore: il caso

Le interviste a Mauro Soru, Davide Zini e Walter Cesaracciu

Marco Meloni, presidente del Cus Cagliari (foto: Gianluca Zuddas)

Marco Meloni, presidente del Cus Cagliari (foto: Gianluca Zuddas)

Hanno fatto rumore, in casa Cus Cagliari, le dimissioni del tecnico della squadra di calcio, militante nel girone A di Prima Categoria. Mauro Soru, cussino dal 1994 nelle vesti di atleta, dirigente e allenatore, ha detto basta, dopo una stagione – a suo dire – “complicata sotto molti punti di vista, per me ed un gruppo di ragazzi splendidi che hanno fatto sacrifici enormi, portando sempre con onore il marchio del Cus Cagliari in giro per la Sardegna”.

Non sono parole al miele quelle di Soru, e nel mirino finisce la dirigenza che dalla fine del 2016 ha preso le redini del sodalizio universitario. Sono giorni di incontri informali ed assemblee, le problematiche che attraversa il Cus Cagliari sono note, e riguardano tutti i vari settori sportivi. “Non c’era più sintonia – dice Soru in riferimento alla gestione del settore calcio e della prima squadra, ma non solo -, c’è stato un cambiamento radicale rispetto alla precedente gestione. Conosco bene le dinamiche del Cus Cagliari, noto che non ci sono grosse possibilità economiche, ma cambiare le regole in corsa in questo modo non va bene”.

Anche perché, continua Soru, “quando la nuova dirigenza si è presentata mi ha detto di essere soddisfatta e di voler proseguire col mio lavoro, però andare al campo e trovare l’acqua fredda, il campo in erba in condizioni disastrose, gli spogliatoi occupati, non è il massimo della vita”. I confronti tra allenatore e società non sono mancati: “Ci è stato detto “dovete organizzarvi per gestire la struttura” – spiega Soru – ci tengo a ribadire che i calciatori non percepiscono un euro, ci sono studenti fuori sede che nel weekend non tornano a casa per giocare in campionato, non abbiamo dato una borsa o una tuta ai ragazzi. Per cosa? Per sentirci dire che il CUS è degli studenti e dobbiamo adeguarci…”, si chiede l’allenatore dimissionario.




L’invettiva continua: “La realtà è che da ottobre ad aprile di studenti nella nostra struttura se ne vedono pochi – continua Soru -, a meno che non partecipino ad attività federali. Io al Cus ci sono tutti i giorni, c’è una scuola calcio che in sei anni è cresciuta fino a diventare una delle pochissime di Cagliari, una prima squadra che si è salvata tranquillamente. Gli spazi servono, se si vuole gestire il campo da calcio e gli spogliatoi non si può non avere un confronto con il settore calcio, invece tutto ad un tratto la Coppa Rettore è diventata un intralcio, il CNU idem, quando invece non erano mai stati un problema”.

Le cose sono precipitate quando “dopo la partita del CNU, in cui c’è stato un episodio increscioso con lo staff, ho avvisato che sarei andato via. La reazione della società è stata molto blanda, e questo mi dispiace”, dice Soru, che poi racconta: “Abbiamo fatto un campionato di Prima Categoria a costo zero, spesso i ragazzi hanno messo a disposizione la propria macchina per andare in trasferta, e poi ti senti accusato di volere fare la guerra al Cus Cagliari. La delusione è tanta – continua il tecnico – quando arriva una nuova dirigenza le aspettative sono tante, dopo il periodo di Arrica si aspettavano entusiasmo, voglia e salto di qualità. L’unico settore che all’inizio non ha avuto ripercussioni è stato il nostro, negli altri diverse persone non allineate sono state messe subito in condizioni difficili. Noi abbiamo fatto sport senza problemi come avveniva nella precedente gestione, poi sono entrate in gioco altre dinamiche”.

Che futuro per il Cus Cagliari? “Si sa che occorre risanare i conti, a livello sportivo basta guarda i risultati delle varie squadre, che sono tutte in difficoltà, qualche atleta di spicco se ne è andato. Noi siamo qui per fare sport e non per lucrare, spero che questi siano gli intendimenti di chi gestisce il Cus Cagliari. Io vado via a testa alta – conclude Soru -, ho fatto tutto quello che dovevo, a prescindere che comandasse Arrica o Meloni, alla riunione per le mie dimissioni non si è presentato nessuno. Ci sono vari modi per mandare via una persona: o glielo dici in faccia o lo metti nelle condizioni di farsi da parte. Sono al Cus dal ’94, c’è gente come Sini, Friargiu, Sesselego che è al Cus da quarant’anni, non puoi non coinvolgerla”.

Di sicuro non c’erano problemi con i giocatori. “Loro giocano per la società, non per l’allenatore, è giusto che l’attività della squadra vada avanti e si concluda il campionato. Con alcuni in particolare c’è un rapporto speciale, la mia scelta è stata soffertissima, bisogna onorare il campionato e lo faranno in queste partite che mancano. Ringrazio i ragazzi di quest’anno e chi c’era negli anni scorsi, hanno vissuto negli ultimi mesi le problematiche in modo più acuto. Molti dirigenti non sanno cosa vuol dire avere senso di appartenenza, cosa che abbiamo io e altri dirigenti con cui ho condiviso questa avventura”.

Sulla stessa lunghezza d’onda le considerazioni del capitano, Davide Zini. “Siamo tutti amareggiati – dice -, ci auguriamo sia solo un periodo di sconforto, Mauro ha dato tantissimo al Cus in questi anni e a volte ci sta di vedere tutto nero. Ho parlato con la società e ci ha garantito che farà di tutto per trattenerlo, continuando col suo progetto tecnico. Il Cus Cagliari rischia di perdere una figura importante, non solo per il settore calcio. Una figura che ti permette di fare calcio ad ottimo livello, che sa cosa significa programmare, cosa che quest’anno è mancata. Noi come squadra potevamo fare di più, in campionato, e garantiamo che fino alla fine onoreremo la stagione portando a casa una salvezza importante, conquistata sul campo. Non abbiamo voluto sostituti, andremo con l’autogestione e aspettiamo il ritorno di Mauro, sperando in suo dietrofront. Voglio ricordare che Mauro Soru ha organizzato la trasferta agli avversari del CUS Pisa, e non era tenuto a farlo, si è prodigato mettendo soldi di tasca sua per palloni, attrezzature e quant’altro. Ci viene detto che vengono prima gli studenti e l’Università, e va benissimo, però qua ci sono persone che portano in giro il logo del Cus Cagliari e nessuno ha attenzione per problemi che durano da tanto tempo, da prima di questa stagione. Il calcio – conclude Zini – è l’unico settore del Cus Cagliari che garantisce utili, non è un caso. Speriamo che la pausa pasquale possa aiutare a sistemare le cose con il mister, dalla società e da Walter Cesaracciu (Consigliere e responsabile del settore calcio, ndr) c’è stata disponibilità e non posso dirgli nulla”.




Queste le considerazioni di Walter Cesaracciu (Consigliere e responsabile del settore calcio) sulla vicenda: “Siamo rimasti un po’ sorpresi dalle dimissioni di Mauro – afferma – Sto cercando in queste ore di avere un incontro per capire le motivazioni alla base della sua decisione. Ci siamo messi a disposizione per trovare un punto di incontro, siamo fiduciosi. Ha fatto un ottimo lavoro, rispettiamo tantissimo la sua figura, riteniamo che sia fondamentale all’interno del Cus Cagliari. Noi garantiamo la prosecuzione della stagione, questo è sicuro. Da parte nostra parole concilianti? Questa dirigenza è subentrata in corsa, non possiamo fare altro che garantire la continuità, questo è il periodo in cui ci saremmo dovuti incontrare per programmare la prossima stagione, avevamo in agenda un incontro programmatico ma evidentemente non si è potuto ancora tenere. Conto che si possa trovare un punto di incontro, ci piacerebbe trovare il modo di andare avanti con Soru, riteniamo abbia fatto un ottimo lavoro con lo staff. Abbiamo dei programmi, speriamo siano coincidenti con quelli del tecnico, se così non fosse lavoreremo affinché il calcio del Cus Cagliari continui a posizionarsi su ottimi livelli, come sta facendo con la prima squadra e il settore giovanile. Sto provando da ieri a contattare Mauro Soru, non è stato possibile, a prescindere dall’esito di un eventuale incontro è giusto guardarsi in faccia. Siamo tutti al corrente delle problematiche che ci sono state in questa stagione, bisogna dire che siamo arrivati tra dicembre e gennaio, ci stiamo impegnando in tutti settori perché il Cus Cagliari è una società complessa, dove tutte le aree devono migliorare e avere la medesima attenzione. Lavoriamo per superare le difficoltà e, ribadisco, ci dispiace registrare la scelta di mister Mauro Soru, che ha sempre lavorato al massimo. In ogni caso, non ci può essere polemica da parte nostra nei suoi confronti”.

Fabio Frongia

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