Cagliari, Sconvolts: “Giulini, non saremo mai tuoi impiegati”

“Il Cagliari non è solo un’azienda da fatturato”

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Continua la diatriba tra la frangia più accesa del tifo organizzato rossoblù e il Cagliari Calcio. Il motivo del contendere sono – ancora – le misure applicate dalle autorità in seguito agli incresciosi fatti accaduti a Sassari poco più di un mese fa. Nel pomeriggio, mentre all’interno dello stadio Sant’Elia si giocava Cagliari-Empoli, è stato diffuso un nuovo comunicato firmato dagli Sconvolts. Un comunicato piuttosto duro che ha, come unico destinatario, la società di via Mameli.

Queste le parole: “Dopo quanto accaduto a Sassari e con i successivi provvedimenti persecutori, ci sentiamo in dovere di evidenziare, per l’ennesima volta, le numerose ingiustizie che stiamo subendo, non solo noi ma un po’ tutti i tifosi del Cagliari, e su cui i mass media nazionali e regionali hanno intenzionalmente taciuto. Nessuno può negare che impedire l’ingresso allo stadio ai possessori di voucher sia stata una disposizione sbagliata e discriminatoria. Obbligare poi alla sottoscrizione della tessera del tifoso per assistere alle gare casalinghe è stata ugualmente una decisione ingiusta e non è stato sicuramente il modo migliore per avvicinare la gente allo stadio, anzi”.




“Gli effetti di questi scellerati provvedimenti decisi dalla Prefettura – si legge ancora nel comunicato – con la servile complicità della società Cagliari Calcio si stanno già vedendo. Doveroso far notare la scarsità di pubblico presente al Sant’Elia, e soprattutto in Curva Nord, nelle ultime 3 partite interne. In questo periodo poi abbiamo acquisito la salvezza matematica…ma l’anno prossimo? Quando ci sarà bisogno veramente di fare punti? Quando (speriamo mai, ma la nostra realtà è questa prima si soffre per poi magari gioire)  le cose non andranno benissimo? C’E’ POCO DA GIRARCI INTORNO: CHI PENSAVA CI SAREBBE STATO UN AUTOMATICO RICAMBIO DI PUBBLICO E RIEMPIMENTO DI SPAZI VUOTI CON UNA CONSEGUENTE MAGICA APPARIZIONE DI PERSONE CHE CANTAVANO E SOSTENEVANO LA SQUADRA, si è clamorosamente sbagliato”.

Il Cagliari Calcio – si legge in chiusura – deve capire che il tifo non si compra regalando tessere e sperando in un improbabile cambio di sostenitori che di fatto non può avvenire. PERCHE’ IL CAGLIARI NON E’ SOLO UN’AZIENDA DA FATTURATO E NOI NON SAREMO MAI TUOI IMPIEGATI, PRESIDENTE GIULINI. Tutti i tifosi (si, avete capito bene, perché non siamo solo noi ad aver giustamente disertato) che hanno aderito alla protesta e scelto di non entrare allo stadio VOGLIONO SOLO ESSERE LIBERI di incitare la propria squadra senza per questo sottoporsi a schedatura di massa e tutte le altre assurde misure preventive. Ribadiamo che l’adesione alla cosiddetta ‘tessera del tifoso’ non può essere obbligatoria e quindi NON CEDEREMO AL RICATTO AUTORITARIO IMPOSTO DALLE FORZE DELL’ORDINE, altrimenti andremo avanti per la nostra strada con lo stadio che rimarrà sempre più vuoto ed in silenzio…oppure pieno ma di tifoserie ospiti, soprattutto con quelle squadre che è inutile menzionare, sappiamo bene quali.”




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