Andrea Mura a bordo

Andrea Mura a bordo

Andrea Mura sta puntando la prua di Vento di Sardegna sempre più a nord alla OSTAR, la terribile regata transatlantica in solitario partita 3 giorni da Plymouth. In testa sin dalle prime battute, il navigatore sardo ha scelto – insieme a buona parte della flotta – di aggirare la vasta depressione che si è formata nel Nord Atlantico.




Lo skipper si è trovato nel pieno di una burrasca:“Ci sono 25-30 nodi di vento di bolina – dichiara Mura – con onde di 5 metri. E’ davvero un inferno, piove, e la barca è sottoposta a notevoli sollecitazioni”. E’ questa la OSTAR, già affrontata 4 anni fa. Nelle prossime ore Mura dovrebbe incrociare e superare l’occhio della depressione per poi viaggiare in condizioni meteo-marine certamente migliori e più favorevoli. “Ma adesso è molto difficile – conclude Andrea – non sto neanche mangiando, solo barrette, l’equilibrio è precario, la barca balla e sembra di stare in una centrifuga”.




Le ultime ore della OSTAR 2017, la regata transatlantica più difficile, sono state caratterizzate da una serie di ritiri. Ultimo, quello del forte portoghese Ricardo Diniz, che si è infortunato a bordo della propria imbarcazione, battendo per due volte la testa con sospetta commozione cerebrale.

Precedentemente si sono ritirati il polacco Andrzej Kopytko per la rottura delle sartie con il concreto rischio di disalberare il suo Opole; il francese Christophe Dietsch, che – colpito da un onda gigantesca – ha imbarcato troppa acqua sul suo Breizh Cola. Anche nella Twostar si registra un ritiro: quello del catamarano francese PiR2 – CCI Fecamp Bolbec con a bordo Etienne Hochedé e Françoise Hanss, con l’albero danneggiato e l’elettronica azzerata. Andrea Mura continua a tenere la leadership puntando deciso verso Nord. Con una strategia ormai chiara: doppiare il punto di bassa pressione del ciclone a nord, tenendolo alla sinistra, per poi fare una rotta speculare verso sud, che lo porterà con venti favorevoli e velocità sostenuta dritto a Newport.

E’ una strategia non scontata, tanto che tanti altri concorrenti ne hanno seguito una opposta a Sud, ed è rischiosa, perché per non andare troppo a nord (col rischio iceberg e temperature polari), si deve guardare in faccia l’occhio del ciclone…e Andrea lo sta fissando molto da vicino da diverso tempo ormai. “Pensavo di avercela fatta a raggiungere e superare l’occhio depressionario – conferma Mura – ma mi è letteralmente scappato via e si è spostato. E’ una corsa contro il tempo, la barca è sottoposta a sollecitazioni incredibili. Dovrò salire ancora…forse addirittura sino al 60° parallelo…”

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