Giulini, tre anni di adrenalina

I primi tre anni di gestione giuliniana del Cagliari, tra novità, aperture e soddisfazioni, alla ricerca della quadratura del cerchio

Tommaso Giulini, presidente del Cagliari

Tommaso Giulini, presidente del Cagliari che festeggia il terzo anno di avventura

11 giugno 2014-11 giugno 2017. Tre anni di Tommaso Giulini presidente e proprietario del Cagliari con la sua Fluorsid. Di acqua sotto i ponti, da quando l’imprenditore milanese chiuse l’epoca Cellino, ne è passata abbastanza e non si può dire che l’inizio del nuovo corso rossoblù non abbia riservato emozioni. Una retrocessione al pronti-via, la roboante cavalcata per l’immediata risalita e una salvezza densa di contraddizioni, ma comunque tranquilla. In mezzo ci sono stati acquisti sbagliati e scelte azzeccate dentro e fuori dal campo, veleni e tensioni, novità gestionali e cambi di rotta tangibili rispetto al passato.




Tanti i fatti che, in ordine più o meno sparso, si trovano nel primo scorcio del cammino giuliniano a Cagliari, in quella Sardegna che per lui divenne anche pallonara dopo gli anni di insediamento industriale della sua famiglia. Il delirio della prima metà del 2014 – tra arabi, russi, cinesi e “silvestroni” – finiva con la stretta di mano tra l’attuale patron e il predecessore, quindi il tuffo nel futuro. Dolce in avvio e nei sogni, amarissimo per una prima stagione da incubo.

Notevole l’adrenalina di quella serata all’Arena Sant’Elia, sognando Zemanlandia con una squadra di giovani di belle speranze e cavalli giunti al capolinea. Un fallimento fragoroso, passato per i capitoli Zola e Festa, e l’amarezza di un castello crollato in fretta. Il marketing spinto, l’inizio dell’avventura verso i nuovi stadi, la previsione di figure dirigenziali che segnavano un rinnovamento rispetto al periodo dell’uomo solo al comando che tutto decideva. Più vicini i tifosi, coccolati e rinvigoriti da iniziative collaterali. Da montagne russe l’avventura sul campo, con una Serie B vinta non senza patemi: il dominio, il calo e le paure per un gioco latitante non punito dalla classifica, fino alla festa di Bari. Il momento più dolce, a detta di molti, quando Giulini ha visto ripagati gli sforzi di una campagna acquisti roboante per la cadetteria, con Capozucca al suo fianco e Rastelli nocchiero.




Massimo Rastelli, giunto anche lui alla terza stagione rossoblù che partirà il prossimo 8 luglio, didascalia di un periodo contraddittorio per il Cagliari targato Giulini. Croce e delizia, sorrisi e sospiri, fatto di spogliatoi rotti e ricomposti, copertina non sempre legata ad un involucro solido, con una tifoseria critica come mai si era visto in Sardegna (frutto anche di social e web di massa), e una ricerca della propria strada che il Cagliari, società e ambiente, non sembrano ancora aver compiuto.

E allora, a caccia di un ordine che ancora non c’è, in bocca al lupo per quel che sarà.

Fabio Frongia

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