Progetto stadio copiato dal Cagliari, il Bari si scusa: “Errore materiale”

Infiamma la polemica tra società pugliese e Comune

Una visuale del "San Nicola" di Bari dall'alto

Una visuale del “San Nicola” di Bari dall’alto

Ha fatto discutere nei giorni scorsi (leggi qui) il lavoro di copia e incolla fatto dal Bari (presidente Cosimo Giancaspro) sul project financing del Cagliari Calcio. Mentre nel capoluogo pugliese impazza la polemica sulla vicenda stadio, è lo stesso club biancorosso ad ammettere di aver copiato alcuni passaggi, scusandosi con la società rossoblù, parlando di “errore materiale” per il quale si scusa con il club sardo.




“I pochi dati riferibili a casi simili risultano già sufficientemente diffusi e comunemente utilizzati”, si legge nel comunicato ufficiale della società pugliese, all’interno di una lunga nota che risponde al Comune di Bari, con il quale la polemica è rovente.

Leggi qui il comunicato del Bari contro il Comune

Un comunicato pesante, quello della società di Giancaspro, che parla di “indebita diffusione di uno stralcio dei documenti presentati presso gli uffici comunali in data 30 maggio 2017”, e di “pubblicazione di giudizi denigratori da parte di alcuni giornalisti e delle dichiarazioni via via rilasciate da alcuni Consiglieri, dall’Assessore allo Sport e dal Sindaco del Comune di Bari”. Lo studio di fattibilità presentato – scrive il Bari – “risulta assolutamente ed inequivocabilmente conforme al contenuto stabilito dall’art. 14, co. 1, del D. Lgs. 5 ottobre 2010, n. 207, in quanto richiamato dall’art. 1, co. 304, lett. a), della L. 27 dicembre 2013, n. 147”.

IL CLUB SUL PROGETTO STADIO – “Lo studio di fattibilità presentato da F.C. Bari 1908 S.p.a. – si legge in merito al copia e incolla del progetto rossoblù – contiene un mero errore materiale, quanto alla rielaborazione e proiezione di alcuni dati desumibili dalle ricerche effettuate in casi simili, per il quale la società intende scusarsi pubblicamente con Cagliari Calcio S.p.a., precisando in ogni caso che i pochi dati riferibili a casi simili risultano già sufficientemente diffusi e comunemente utilizzati. Quel che è certo è che il predetto errore attiene ad un aspetto del tutto marginale dell’intervento ipotizzato, peraltro agevolmente individuabile ed emendabile, che non inficia in alcun modo l’individualità e la piena rispondenza alla legge del contenuto sostanziale e complessivo dei documenti presentati, né giustifica le espressioni offensive adoperate da alcune testate giornalistiche, già rimesse al vaglio dei legali della società per ogni valutazione, unitamente al contenuto di alcuni precedenti articoli, a loro volta viziati dalla pubblicazione di notizie non rispondenti alla realtà dei fatti”.

LA RISPOSTA DEL COMUNE DI BARI – “Risponderemo alla proposta soltanto quando diventerà seria: questo non è un buon comportamento – ha detto il sindaco, Antonio Decaro – Il comunicato del signor Giancaspro – scrive – è intollerabile nei toni e nei contenuti. È strumentale e proietta un’ombra di preoccupazione sul futuro che Giancaspro sta disegnando per la società. Il Comune ha sempre offerto la massima collaborazione e ha sempre curato di impostare un dialogo garbato e sereno con Fc Bari calcio. Al momento, il Comune ha ricevuto solo una richiesta generica di realizzare lavori importanti di adeguamento dell’impianto sportivo (dal costo di circa 150 milioni di euro), con la possibilità di realizzare nuovi volumi e utilizzare lo stadio San Nicola per 99 anni. Se potessi – continua Decaro – darei le chiavi dell’impianto alla società. Ma, mi dispiace, il signor Giancaspro è soggetto alla legge come lo siamo noi e dovrà fare ciò che viene richiesto dalla normativa. Questo significa che dovrà presentare un progetto, che non sia una raccolta di calcoli di seconda mano, e dovrà fare capire, non a me ma alla città, chi sono i suoi finanziatori. Di tutto questo a oggi non c’è traccia nella proposta presentata”.




Continua Decaro: “Non ho nessun interesse – spiega – a giocare una partita di poker con il signor Giancaspro, specie se è al buio e specie se la posta è un bene pubblico. Un’iniziativa imprenditoriale seria si valuta anzitutto dai comportamenti. Il comunicato diffuso oggi è una sgrammaticatura e per me non è un buon comportamento. Chi utilizza l’impianto, fino addirittura a volervi risiedere, non può sottrarsi a pagare le spese di manutenzione. Le stesse non si possono scaricare sulle tasche dei cittadini. Tuttavia accompagneremo la proposta quando la stessa diventerà seria. Fino ad allora il signor Giancaspro dovrà rispondere, spero più garbatamente, alle osservazioni del Comune come alle critiche della stampa. Questa è ancora una comunità che discute dei suoi beni e ha tutto il diritto di esprimere le sue opinioni, anche quando queste non piacciono”.

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