Cagliari, Padoin: “Ci è mancato un leader, miglioreremo!”

Le parole del calciatore friulano, classe ’84, dalla sala stampa di Pejo

Simone Padoin dal ritiro del Cagliari a Pejo

Simone Padoin dal ritiro del Cagliari a Pejo

Protagonista di giornata, ai microfoni in sala stampa, è Simone Padoin, difensore-centrocampista del Cagliari alla seconda stagione in rossoblù. Il friulano, dopo un anno in Sardegna, vuole conquistare ulteriormente la piazza e si prepara ad un’annata in cui potrebbe giocare più da difensore (esterno, destro o sinistro) che nel suo naturale ruolo di mezzala. Di questo e molto altro ha parlato dopo l’allenamento mattutino in quel di Pejo.

Subito un lavoro ad alta intensità: come ti stai trovando? Cosa pensi dei nuovi in gruppo?

Penso che possa essere una cosa positiva. La società ha fatto un’ottima analisi dello scorso anno e col mister hanno deciso di continuare in gran parte col gruppo dello scorso anno, inserendo nei ruoli scoperti dei giocatori secondo me importantissimi. Abbiamo perso Tachtsidis e Di Gennaro, due tasselli importanti. E’ arrivato Cigarini, con cui ho giocato diversi anni. Con un po’ di sfortuna in meno lui avrebbe potuto fare una carriera straordinaria. Poi c’è Andreolli, sostituirà Bruno e porta esperienza, ha sempre fatto bene e darà una grossa mano. E’ importante. Il gruppo non è stato toccato più di tanto e questa è una base importante per la stagione.

Come ti vedi tu in campo e nel gruppo?

Come l’anno scorso, cerco di dare il massimo e il mister lo stesso. Qualunque ruolo farò, sono a disposizione del mister, sia che giochi o no.

Essere un jolly per Rastelli ti inorgoglisce o ti spaventa?

Mi inorgoglisce, è una cosa che ha sempre fatto parte della mia carriera. Ci sono abituato. Per ora mi sta provando terzino destro, son contento. Forse ora posso dare più da terzino che da mezzala.

Un giudizio sulla tua prima stagione a Cagliari?

Dal punto di vista del rendimento soddisfatto della prima parte, poi ho avuto un infortunio tirato avanti a lungo, ho giocato di più nel finale di stagione. Un rimpianto è quello di non poter dare una grossa mano nei momenti del difficoltà, come durante le batoste. Avrei forse potuto dare qualcosa di più. Non è mancata la voglia, avrei potuto fare di più. Secondo me quest’anno andrà comunque meglio, anche l’anno scorso positivo a parte qualche alto e basso. Dopo essere risaliti, arrivati 11esimi con 47 punti a una sola lunghezza dal decimo posto fa capire che abbiamo potenzialità importanti. Con gli acquisti fatti e portando avanti il lavoro del mister ci conosciamo ulteriormente e queste cose porteranno a fare un campionato (penso e spero) più positivo dello scorso anno.




Come ti spieghi le brutte sconfitte dello scorso anno?

E’ una domanda che ci ha torturato lungo tutta la stagione. Ogni tanto le partite storte possono capitare ma l’anno scorso troppo di frequente. Stiamo ragionando col mister su quali migliore attuare per evitare determinati risultati ma sono certo che quest’anno non faremo più le figuracce.

Cigarini può aiutare in questo?

Non è questione di temperamento, l’anno scorso magari è mancato un giocatore che facesse di riferimento e che vedendo le difficoltà della squadra ricompattasse tutti, ristabilendo gli equilibri. Con Luca abbiamo fatto bingo. E’ un giocatore che ci dà grandissima qualità ma anche personalità in campo. E’ il motivo per cui prima ho detto che secondo me abbiamo acquistato un giocatore importantissimo.

Cosa potevi dare di più secondo te?

Magari alzare la voce in determinate situazioni, essendo un punto di riferimento per i compagni e mostrando più personalità in campo.

Dopo un anno ti senti il Cagliari maggiormente addosso?

E’ una maglia che fa capire quanta responsabilità hai. Rappresenti un popolo intero e anche giocando con giocatori importanti, sardi, ti rendi conto di quanto sia fondamentale rappresentare questi colori. Tutti noi ci sentiamo sempre più attaccati al Cagliari anno dopo anno.




Dopo un anno cosa hai raccolto da Cagliari e dalla Sardegna?

Ho notato la voglia della società di fare le cose per bene. Ne va dato atto, soprattutto quest’anno dove è stato ampliato lo staff in maniera egregia. Tutte le cose che si possono fare riusciremo a farle. Ciò aiuterà i giocatori a entrare in campo con più consapevolezza di ciò che c’è da fare tutta la partita. Un pubblico come quello sardo fa sentire il calore ma non ce n’era bisogno, queste cose le percepivo anche da avversario.

Da riserva sei passato ad essere un titolare con ampio minutaggio. Hai sofferto questa cosa?

Ho patito forse a livello un po’ fisico il maggiore minutaggio concessomi, verso il finale di stagione. Poi l’infortunio al flessore destro ha un po’ minato ciò.

Hai ancora un obiettivo personale?

Nessuno in particolare, quello di dare il massimo come sempre. Avere la fortuna di giocare in passato con dei grandi campioni, noto come loro migliorino anno dopo anno nonostante i successi raggiunti. Questo è il mio obiettivo, oltre a quello della squadra. Il sogno, avendo visto ciò che ha fatto l’Atalanta, non vedo perché il Cagliari non possa sognare di far lo stesso. Ovvio che devi attraversare una stagione in cui fili tutto liscio, ma partiamo coi piedi per terra sapendo che la salvezza è la cosa primaria. Vedendo come lavoriamo però sono fiducioso che in futuro il Cagliari potrà fare belle cose.

Nel calciomercato italiano non si parla d’altro che di Bonucci, tuo ex compagno di squadra. Cosa ne pensi? L’hai sentito?

L’ho sentito prima delle vacanze. Leo al Milan? Non ci crederei nemmeno se lo vedessi. Mi farebbe molto strano vederlo con quella divisa.

Percepivi una sua voglia di cambiare, visti anche gli screzi con Allegri?

Assolutamente no. Penso tanti giocatori abbiano screzi con gli allenatori, poi Bonucci e Allegri, due persone abbastanza sanguigne, hanno cambiato opinione, sono due uomini intelligenti. Leo l’avrei visto più all’estero ma non al Milan, una squadra italiana.




Lo spogliatoio della Juve com’è? Cosa ne pensi delle parole di Dani Alves?

Penso che prima della partita ci si debba concentrare, lasciando il resto fuori dallo spogliatoio e fuori da un posto che comunque è sacro. Secondo me alla Juve c’è questa mentalità, ma vale anche per Cagliari, lo spogliatoio è così. Non è una cosa tanto strana che non si usino telefonini o musica. Dani Alves è abituato in Spagna e venendo qua magari è rimasto un po’ spiazzato.

Quando arrivavano alla Juve, gli altri si adattavano?

Assolutamente, si adattavano a noi.

Ti ha disturbato il clamore mediatico dello scorso anno con la storia del “talismano”?

E’ una cosa simpatica, non mi ha disturbato. Ora i social fanno da padrone e ho scelto questo tormentone, mi ha fatto piacere però non penso tanto ad apparire, solo a lavorare.




Cosa pensi di Romagna, giocatore in orbita Cagliari?

Quand’era in Primavera alla Juve spesso era aggregato in prima squadra. Grande intelligenza tattica, deve crescere dal punto di vista fisico ma è molto intelligente. Riesce a prevedere prima le giocate avversare ed è sempre posizionato nella maniera giusta. Deve fare esperienza, avendo preso Andreolli, giocatore che mi sembra simile, sarebbe un acquisto importante per il futuro del Cagliari. Poi non so quali siano gli accordi con la Juventus ma è un calciatore che potrà avere un’ottima carriera, come dimostrato nella seconda parte della stagione in Serie B lo scorso anno. E’ un giocatore abbastanza pronto. Ma c’è anche Del Fabro, in questi giorni mi è piaciuto molto. Penso abbia fatto una buona stagione nonostante la retrocessione. Ma su queste cose deciderà la società, il direttore decide sicuramente le cose meglio di me.

La Juventus è ancora la favorita per il titolo?

Non credo che il ciclo possa finire, la Juve è ancora avanti rispetto al Napoli nonostante gli azzurri giochino il calcio più bello d’Italia. i bianconeri sono però ancora superiori. La Juve ha perso Dani Alves ma ha preso Douglas Costa che è un grande campione. Tutti gli juventini credevano di vincere la finale e la sconfitta può aver dato fastidio ma in quello spogliatoio c’è molta consapevolezza dei propri mezzi e sono sicuro che la Juve parta ancora favorita in lotta col Napoli

Il nuovo staff tecnico cosa vi dà?

Dal punto di vista fisico abbiamo due preparatori invece che uno, c’è più condivisione dal punto di vista del lavoro. Ciascuno dice cosa possa andar meglio, ognuno ha la sua opinione e si trova il giusto compromesso. Santoni ci sta dando tanto dal punto di vista dei lavori tecnici. Abituato al modello Ajax, in cui la squadra la fa da padrona, propone lavori in cui in Italia non si è tanto abituati. Questo è bello anche per noi, ci alleniamo maggiormente con la sfera e quando un giocatore corre con la palla è molto più stimolato rispetto alle ripetute. Queste figure ci daranno tanto, all’interno dello staff c’è un’ottima suddivisione dei lavori e ogni persona si occupa di meno cose ma lo fa con più qualità, in maniera più specifica. Questo ci sta piacendo molto.

dagli inviati Mattia Marzeddu e Fabio Frongia




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