Olbia, nel segno (positivo) della continuità

L’analisi sul progetto olbiese a ridosso del via della Serie C, girone A

L'undici dell'Olbia che ha vinto ad Aritzo contro il Cagliari (foto: Zuddas)

L’undici dell’Olbia che ha vinto ad Aritzo contro il Cagliari (foto: Zuddas)

Pisa, Gavorrano, Piacenza. Sono queste le prime tre tappe dell’Olbia nel campionato 2017/2018, il secondo tra i professionisti nell’era Alessandro Marino. Un’Olbia che ha scelto di proseguire sul solco tracciato nel momento più buio della scorsa stagione, quando a quattro giornate dal termine Bernardo Mereu raccoglieva una squadra a pezzi e in balia delle onde, portandola in porto senza la scialuppa dei playout. Da allora, subito dopo lo scampato pericolo tecnico, presidente e il ds Pierluigi Carta si sono seduti al tavolo e hanno avuto le idee chiare: cambiare poco per farlo in meglio.



E l’Olbia che si è già tuffata nel nuovo cammino è sostanzialmente identica a quella precedente. Prioritario era risolvere una delle grane che per tutta la stagione scorsa avevano accompagnato il gruppo: quella dei portieri, dopo averne giostrati ben quattro. Spazio allora a Simone Aresti, bucaniere accanto agli altri elementi (e non sono pochi) in grado di trascinare la comitiva. Sì perché il trio con Pisano e Dametto è ben accompagnato da giovani, molti di scuola Cagliari, maturati in fretta anche grazie al fatto che la società bianca li abbia buttati presto nel mare del calcio “vero”. Da Pinna e Cotali a Feola e Muroni, passando per Murgia, Ogunseye Biancu – che è il più piccolo di tutti sul quale il progetto spinge con forza e convinzione -, le “stelline” ci sono eccome. E dal mercato dovrebbe arrivare un altro centrale difensivo da valorizzare.

Largo, quindi, al 4-3-1-2 di Mereu, con pochi concetti chiave e tanta sostanza finalizzata a soffrire meno rispetto alla precedente stagione. Lo aveva detto, il tecnico di Triei: “Serve l’attaccante che permetta di sopperire ad eventuali giornate di difficoltà difensiva”, per limitare le quali Mereu sta lavorando duro col pacchetto arretrato. Scelta caduta su Robertone Ogunseye, classe ’95 al quale in pochi avrebbero dato le chiavi dell’attacco. E invece Mereu punta forte sull’ex Prato con marchio Inter, ragazzone che ha testa, cuore e gambe. Lunghe leve che abbinano agilità e cinismo, in un gigante che sembra davvero miniera dal quale poter estrarre qualcosa di ottimo. La partenza è stata bruciante, “Ogu” aveva già firmato la salvezza e ora saranno gli altri (Kouko, Ragatzu o altri, se il mercato azionerà le porte) a dover sostenere e impreziosire. Resta poi sempre viva la pista che porta a Simone Corazza, attaccante classe ’91, e non è detto che il suo arrivo debba per forza essere legato a contestuali uscite.

Via Cossu, sulla trequarti si è deciso di dare fiducia ad un Alessio Murgia positivo al debutto in Coppa Italia, investito di responsabilità ma protetto dal resto della rosa. Nessun nuovo innesto, a parte Biancu, ma un’interscambiabilità che all’interno del rombo mediano potrà dare forza ulteriore ad un reparto dove i centimetri mancanti dovranno essere compensati dal tasso tecnico degli interpreti. Necessario un salto di qualità delle mezzali di gamba e qualità: i “giovani vecchi” come Muroni, Piredda e Feola, completati dal fido Geroni.



Un progetto molto sardo e giovane, al quale anche casa Cagliari guarda con attenzione e spirito virtuoso. Un’iniziativa che per l’isola è qualcosa di inedito e prezioso. E che, dopo un anno e mezzo di rodaggio, inciampi e salvezza, ora riparte con esperienza consolidata per rinsaldarsi laddove anche la rosa dell’anno scorso meritava di stare. Dopo il grande spavento spazio alla continuità, elemento di forza per un’Olbia che vuole continuare a crescere.

Fabio Frongia

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