Aru: “Sarò professionista fino alla fine”

Il sardo dell’Astana torna sulla convivenza durissima col team che sta per lasciare

Fabio Aru (Photo LaPresse/Fabio Ferrari)

Fabio Aru (Photo LaPresse/Fabio Ferrari)

La bomba è scoppiata (leggi qui) e non si placa, con Fabio Aru ormai ai saluti con l’Astana e pronto a sposare la UAE Emirates per il 2018. Quella del ciclista villacidrese è rabbia mista a paura, nelle battute finali del suo secondo grande giro stagionale, la Vuelta dove non ha brillato ma ha garantito un grande guizzo giovedì, in attesa del temuto Angliru di sabato.



Dopo la polemica su quello che è stato definito errore dal team Astana – riguardo la moltiplica più piccola rispetto a quanto stabilito dal ciclista -, e il problema alla ruota sopportato in una gara orgogliosa da vero combattente, al termine della difficile tappa di Santo Toribio Aru si è sfogato nuovamente con l’inviato de La Gazzetta dello Sport, Claudio Ghisalberti, parlando delle disavventure delle ore precedenti.

Ci tenevo a dimostrare il mio valore, sono uno che non molla mai e che ha la testa dura – afferma il villacidrese ricordando l’azione a 40 KM dalla fine -. Come professionista non mi si può rimproverare nulla. A volte va bene, altre male, ma ci metto sempre grande dedizione, serietà e sacrificio totale. Sono un professionista e lo farò fino alla fine. Ogni giorno che passa lo prendo come un giorno in più d’esperienza. E chi deve capire ha capito”. I problemi con la squadra sono lì, impossibili da nascondere: “Lasciamo stare che è meglio”, taglia corto quando gli si chiede delle disavventure col team, ma poi rincara: “Quello che mi è successo non è per niente bello, la salita finale era fin troppo dura, in quelle condizioni poi… Considerato tutto, sono andato anche bene”. Quindi lo sguardo a sabato: L’Angliru potrebbe essere un’opportunità, sono contento di aver staccato tanti corridori forti in un finale dove la SKY ha fatto un grande ritmo”.



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