Cagliari, Giulini: “Stadio definitivo entro 4-5 anni”

Il presidente del Cagliari parla a margine della vittoria dei sardi col Crotone

Tommaso Giulini, presidente del Cagliari

Tommaso Giulini, presidente del Cagliari

Al termine della vittoria del Cagliari per 1-0 sul Crotone, grazie alla rete di Marco Sau, nella sala stampa del nuovo stadio rossoblù, la Sardegna Arena, è intervenuto il numero uno della società isolana, il presidente Tommaso Giulini. Si inizia subito a parlare di stadio definitivo. Ecco quali dovrebbero essere i prossimi passi: “Entro la fine del 2017 speriamo di appaltare il progetto esecutivo per la costruzione – spiega il Presidente – Ci vorranno circa sei mesi per terminarlo e consegnarlo al Comune. A quel punto le istituzioni dovranno dare la dichiarazione di pubblica utilità, finora abbiamo avuto quella di pubblico interesse: prevedo che questa possa arrivare entro la fine del 2018. Quindi il Comune dovrà mettere a bando il progetto ed entro la metà del 2019 secondo la più rosea delle previsioni e sempre che non ci siano ritardi o ricorsi, i costruttori designati ad edificare il nuovo stadio dovranno iniziare a smantellare il vecchio Sant’Elia. Per completarlo occorreranno almeno altre due stagioni sportive”.

“Fra quattro o cinque stagioni cambieremo definitivamente casa, ma per ora ci godiamo questa. E’ stato fatto un lavoro straordinario in pochissimo tempo, soprattutto nella main stand, che tra l’altro ha ben poco di definitivo. Ho ricevuto tanti complimenti, ringrazio tutti. La squadra si è emozionata guardando museo e spogliatoi. Stiamo vivendo un piccolo sogno, non ci vogliamo svegliare“.



Dunque, un plauso alle istituzioni per la celerità: “Sono state velocissime e intelligenti: l’idea di mettere assieme il progetto dello stadio temporaneo con quello definitivo è stata del comune, una procedura unica che ha permesso di velocizzare il tutto, accorciando la burocrazia. E’ stato bravissimo poi Stefano Signorelli che una volta saputo dell’idea del comune, ha avuto la magnifica idea di pensare di costruire sopra i parcheggi. Questa è stata la trovata vincente per permetterci di rimanere a Cagliari, altrimenti dubito che avremmo potuto fare ciò in un’altra zona del Cagliari, in questi tempi. Rimanere in città era la priorità assoluta“. Continua così il presidente dei rossoblù, parlando anche di Marco Sau: “Crediamo molto alla storia e al futuro. Questa squadra ha una storia gloriosa per la città e tutta la Sardegna. Sau è per me sempre stato un giocatore fondamentale, l’ho sempre difeso anche davanti ai tanti infortuni. Pure contro giornalisti autorevoli che dicevano fosse meglio non rimanesse qui, che era rotto e avrebbe creato problemi… Io l’ho sempre voluto. Lui è un giocatore decisivo sotto tutti i punti di vista, non solo in campo. Anche oggi lo ha dimostrato, dopo averlo fatto tempo fa a Vercelli con quella rovesciata. Il primo anno non ci parlavamo tanto, lui è molto timido. L’anno scorso ci siamo capiti e compresi entrambi, ci abbiamo messo tre anni e spero possa chiudere la carriera con noi“.

Sulla possibilità di andare oltre la salvezza: “Per noi il primo obiettivo è sempre salvarci, poi dovremo migliorarci di anno in anno. Già fare qualcosa in più dell’anno scorso sarebbe gran cosa, abbiamo basi anche più solide. Oggi è stata una battaglia vera, se non fosse un gruppo granitico e compatto magari l’avremmo pareggiata. E’ stata una situazione elettrizzante, l’ho letto anche nei calciatori. Speriamo questo sogno vada avanti e si riesca a fare un bel filotto senza sconfitte“.



Sulla paura di non farcela in tempo: “Non essendo il mio lavoro, spesso ho avuto paura di non farcela. Non avevo la stessa percezione di Signorelli che invece è del mestiere e mi rassicurava tutte le settimane che ce l’avremmo fatta. Sponsor? Ci stiamo lavorando, ci sono due o tre aziende interessate, ma come spiegavo prima adesso abbiamo un iter di due anni prima di posare la prima pietra e ci sarà tutto il tempo di trovarlo, anche perché lo sponsor dovrà essere quello giusto. Prima di mettere il suo nome dello stadio, presumo che anch’esso voglia delle garanzie. Bisognerà aspettare la vera e propria assegnazione dei lavori“.



Sulla campagna abbonamenti: “Soddisfatto della risposta del pubblico. Non abbiamo aumentato di tanto il numero di abbonati, nonostante la struttura. Ci sono dei motivi nel non avere un dato più alto: non tutti erano sicuri che ce l’avremmo fatta. Non era così scontato avere lo stadio aperto e proprio per questo motivo ricominceremo settimana prossima con la campagna abbonamenti per almeno 8-9 giorni, fino alla partita col Sassuolo. Tre quarti dello stadio è ancora scoperta, anche se la pioggia si prende lo stesso come accaduto oggi. Spero che però lo stadio bagnato sia anche fortunato. Poi in main stand, per migliorare la qualità dei servizi, abbiamo dovuto alzare i prezzi, non facili per tutti da sostenere. Per questi tre motivi abbiamo superato solo di poco il numero, ma sono fiducioso che con qualche accorgimento, nella prossima stagione riusciremo ad arrivare a una base stabile di 10000, a cui il Cagliari dovrebbe assolutamente ambire“.

dall’inviato Stefano Sulis



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