La partita nella partita di David Dei

Una furia, il toscano da due anni è la chiave per far rendere al top i portieri del Cagliari

David Dei abbraccia Massimo Rastelli: il binomio dura da tanti anni

David Dei abbraccia Massimo Rastelli: il binomio dura da tanti anni

Difficilmente i preparatori dei portieri meritano gli onori delle cronache, nascosti in quel ruolo di allenatori “speciali” al servizio prima di tutto di un piccolo gruppo nel gruppo. Sì, ci sono i ringraziamenti dopo un rigore parato o una prodezza, quelle parole estremamente sincere e sentite che a Cagliari sentiamo spesso (e questo accresce i meriti), ma la vetrina è un’altra cosa. David Dei da Partina (frazione di Bibbiena, Arezzo) è uomo sanguigno, che lavora e ove non bastasse… lavora ancora. “Provate a portarlo fuori a cena a Cagliari, vi sarà impossibile perché deve studiare cose nuove e aspetti del gioco e dei suoi ragazzi!”, ci dice chi lo frequenta, fotografando al meglio la vita da emigrato in Sardegna dell’ex estremo difensore di Pistoiese e Triestina, tra le altre.



Da due anni nello staff rossoblù, sodale di Massimo Rastelli che ovviamente se lo tiene stretto, Dei ha vissuto la prima alla Sardegna Arena in modo speciale. Una gara tesa, sfida diretta per la salvezza contro il Crotone (dove ha giocato da protagonista dal 2002 al 2006), emozionante ma pericolosa, dove la paura di rovinare lo storico si tagliava a fette. E Dei l’ha giocata nel vero senso della parola.

Chi legge SardegnaSport.com (e siete tantissimi, sempre di più anche in queste ultime ore dense di eventi a tinte sportive e sarde) conosce bene il lavoro del tecnico toscano, grazie anche ai tanti report dettagliati sul lavoro in allenamento. Delle sedute innovative e originali, con strumenti non troppo frequenti, abbiamo scritto molto. La gara della Sardegna Arena, però, ha restituito una volta di più tutta l’elettricità di Dei, anche per questo molto amato da chi lavora con lui, oltre che dal tifoso comune che ha imparato ad apprezzarlo.



E allora il pomeriggio piovoso del 10 settembre – pagina che passerà alla storia del Cagliari – Dei lo ha passato a saltare da una parte all’altra, ad imprecare e consigliare, sia Rastelli sia Cragno sia i giocatori di movimento. Una furia, probabilmente stancandosi più di quando doveva “solo” difendere tre legni. “Massimooo, hanno messo il 3-4-2-1!”, si affrettava a segnalare al tecnico campano nel cuore del secondo tempo. Solo uno dei tanti virgolettati, qualcuno anche colorito, che hanno reso uno spasso seguire la partita nella partita disputata da Dei. Le urla ad ogni fischio arbitrale, il vociare per didascalizzare i vari movimenti (in primis quelli di Cragno), ma attenzione particolare anche ai piazzamenti difensivi sui calci piazzati a sfavore. Ingredienti di un pomeriggio colorato di rossoblù, dove tutti hanno portato un mattoncino, e Dei può assolutamente lucidare il suo. In attesa della prossima battaglia.

Fabio Frongia

 

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