Molino e Guberti, la Sardegna che segna (e vince)

I due sardi fanno esplodere Como e Siena

Stefano Guberti, qui ai tempi del Bari

Stefano Guberti, qui ai tempi del Bari

Due ragazzi non più giovanissimi, uno di trenta e l’altro di trentatre anni, ma piedi buoni, fiuto per il gol e tanta voglia di scrivere ancora pagine importanti. Daniele Molino da Ovilò e Stefano Guberti da Villamassargia fanno godere Como (che batte l’odiato Varese dopo 27 anni) e Siena (del sulcitano il gol del 2-2 nella rimonta sull’Arzachena, leggi qui), e iniziano al meglio le nuove avventure dopo un’estate non semplicissima.

Molino ha illuminato il derby tra biancorossi e Lariani, atteso sin dalla ufficializzazione dei gironi e dei calendari di Serie D. Una traversa e un gol, di puro talento, battendo il portiere Bizzi (brianzolo del Cagliari) per decidere una sfida caldissima anche sugli spalti, facendo ripartire in classifica il Como della dirigenza (anche) sarda, con l’A.D. Felleca e il coordinatore tecnico Corda.



Guberti, sbarcato in Toscana scendendo dalla Serie B col Perugia (con cui non si è lasciato benissimo dopo un’estate da separato in casa), ha subito impreziosito la rosa di Michele Mignani, dimostrano che è un lusso nella terza serie, lui classe ’84 reduce da un’ottima annata in cadetteria con oltre 40 partite a referto.

Entrato al 55′, Guberti ha giocato una gara non sempre continua per rendimento, schierato sul centro sinistra dell’attacco accanto a Marotta. Tanto movimento, la solita generosità, anche da rifinitore di raccordo dietro Marotta unica punta. Il gol: riceve palla sulla sinistra, quasi sulla linea laterale – marcato da Arboleda e coi raddoppi di Bonacquisti e Piroli in seconda battuta -, tiene la palla, la protegge, se la porta prima verso il fondo e poi (quando Piroli esce dall’area per chiudergli la strada andandogli incontro) rientra verso il vertice dell’area grande, scagliando il piatto destro leggermente a rientrare sul palo più lontano che Ruzittu poteva solo sfiorare senza impedire finisse in rete.

Molino e Guberti, un inizio per vidimare l’ennesima stagione da urlo, e forse foriera di qualche rimpianto per quello che i due avrebbero meritato in carriera.

Fabio Frongia



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