Arzachena, Zucchi: “Questo gruppo è da Lega Pro”

A tu per tu con il dirigente smeraldino: “Lottiamo per rimanere tra i pro”

Antonello Zucchi in panchina all'"Artemio Franchi" di Siena

Antonello Zucchi in panchina all'”Artemio Franchi” di Siena

Tanta sfortuna, uno scotto da pagare nella nuova categoria, la pugnalata di Siena che ancora fa male. Antonello Zucchi, responsabile dell’area tecnica dell’Arzachena, fa un primo bilancio dopo tre giornate di Serie C, panorama tutto nuovo per il club smeraldino. La storica vittoria di Arezzo al debutto è un ricordo, adesso bisogna rialzarsi dopo i KO contro Viterbese e bianconeri toscani.

“Domenica la delusione è stata forte – dice Zucchi – Quando perdi all’ultimo minuto, pur essendo stato in vantaggio e avendo giocato bene, si fa fatica a smaltire. Sono rimasto impietrito in panchina senza andare negli spogliatoi dopo il fischio finale, ma adesso dobbiamo reagire”.



Tre mesi caldi sul fronte burocratico e della costruzione della squadra, adesso il professionismo: sensazioni?
“Abbiamo lavorato di squadra, dirigenti, allenatore e squadra che andava formandosi. Siamo soddisfatti, adesso abbiamo l’elmetto in testa e combatteremo fino alla fine”.

Avrebbe firmato per tre punti in tre partite?
“Uno sportivo non firma mai a bocce ferme, e poi cambia tutto a seconda di come vanno le cose, al di là dei numeri. Noi ci siamo esaltati con quella vittoria di Arezzo, poi contro Viterbese e Siena abbiamo pagato alcuni errori da evitare, da eliminare”.

L’inesperienza in categoria pesa…
“Certamente, tutti noi come realtà Arzachena dobbiamo pagare dazio essendo in tanti alla prima esperienza tra i professionisti. Ma ci tengo a dire una cosa”.

Prego…
“Questo gruppo di calciatori è altamente competitivo in Serie C, molti di loro rimarranno in categoria in futuro, e faranno carriera nel professionismo. Non sono d’accordo con chi dice che siamo una squadra da Serie D, e lo dico con convinzione. Le prestazioni, del resto, parlano chiaro”.



Vuole spronare qualcuno?
“Assolutamente no, voglio difendere un gruppo che è appena nato e ha ampi margini di miglioramento. I primi che devono convincersi di questo sono i ragazzi, ma vedo uno spogliatoio sereno e carichissimo per ritrovare presto i punti, col coltello tra i denti”.

Il condottiero Giorico, fresco di UEFA A dopo un’estate a Coverciano, come lo vede?
“E’ la nostra guida da quattro stagioni, il mister è più di un allenatore per noi, sa quello che fa e ha grande esperienza nel calcio. Lavoro con lui da tanto tempo, i ragazzi devono seguirlo perché sta lavorando su tutti gli aspetti, a partire da quello difensivo perché otto gol subiti in tre gare non possiamo permetterceli, se vogliamo salvarci”.

E lei? Nelle scorse settimane le voci la davano sul piede d’addio: tutto rientrato?
“Non ho mai voluto prendere in considerazione l’idea di lasciare la squadra, la società, la mia realtà. Sono un arzachenese d’origine controllata, ho i colori biancoverdi nel cuore e nella pelle, e amo lavorare qui. Adesso dobbiamo solo pensare tutti insieme ad una nuova impresa da mettere in bacheca”.

Problema trasferte costose e voli: un’altra difficoltà da aggiungere a quelle di cui sopra…
“Sicuramente noi sardi siamo penalizzati, non lo scopro io e non lo scopriamo quest’anno. Però voglio ricordare che, nonostante dopo Arezzo siano venute fuori foto e articoli sul nostro viaggio secondo alcuni della speranza, in Toscana abbiamo fatto una trasferta molto lineare, preparando il match nel migliore dei modi, idem a Siena. Andammo ad Arezzo un giorno prima in nave, svolgendo il ritiro in Toscana, vista l’assenza di voli essendo in piena stagione estiva. Non siamo una realtà allo sbando o che organizza le cose coi piedi”.

Fabio Frongia



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