Fabio Aru alla presentazione di Nimes della Vuelta

Fabio Aru alla presentazione di Nimes della Vuelta

Una terza settimana di alti e bassi con l’exploit di Santo Toribio e i difficili momenti della cronometro di Logroño e la crisi dell’Angliru. La Vuelta di Fabio Aru si è conclusa con una 13ª piazza non esaltante, ma che ha aiutato l’Astana a vincere la classifica a squadre della corsa spagnola: “Ci tenevamo molto– dice il villacidrese in un’intervista alla Gazzetta dello Sport- volevo chiudere la stagione dimostrando gratitudine alla squadra che mi ha fatto passare professionista: questa Vuelta non era nei miei programmi, ma ho sempre dato il 100%”.



“Voglio sempre terminare un lavoro che ho iniziato– prosegue il sardo sulle colonne della Rosea- sono pagato per questo, sono un professionista: sarebbe stato più facile mollare, ma è stato importante  arrivare a Madrid per vedere le mie condizioni dopo due grandi giri consecutivi. Ho finito questa Vuelta che ero veramente stanco dopo una stagione veramente stressante e complicata”.

Ora Il Cavaliere dei Quattro Mori guarda già al 2018: “Devo avere la testa libera per la prossima stagione, ma prima ci sono da fare alcune gare in Italia in cui ci tengo a onorare la mia maglia tricolore”. Aru sarà quindi al via al Giro dell’Emilia (30 settembre), alla Tre Valli Varesine (3 ottobre), alla Milano-Torino (5 ottobre) e il grande finale del Giro di Lombardia (7 ottobre). Ancora da scoprire quando avverrà l’annuncio del più che probabile cambio di casacca alla UAE-Team Emirates, si scoprirà già qualcosa alla PedalAru di Villacidro di domenica 17 settembre?


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