Rastelli vince, i suoi “sostituti” tutti a picco

Sono tutti incolori i profili vagliati a giugno prima di optare per il Rastelli-ter

Massimo Rastelli segue l'allenamento dei suoi giocatori (foto: Zuddas)

Massimo Rastelli segue l’allenamento dei suoi giocatori (foto: Zuddas)

Il Cagliari dorme tra i proverbiali due guanciali, merito di un inizio di stagione fatto di concretezza e solidità, idee semplici e chiare, risultati (due, consecutivi) che hanno fatto da seguito alle prestazioni (sfortunate, a Milano e Torino). La squadra rossoblù si gode il momento, all’orizzonte ha gli impegni casalinghi contro Sassuolo e Chievo, ostici ma succulenti, e le nuvole grigie del passato adesso sono lontanissime. In particolare quelle che albergavano sulla testa di Massimo Rastelli, nocchiero che vive la terza stagione rossoblù, arricchito e alleggerito da uno staff che oggi risulta valore aggiunto.



Mercoledì alla Sardegna Arena arriverà il Sassuolo, partito ad handicap (un punto in quattro partite), guidato da quel Cristian Bucchi che a giugno pareva il più serio candidato per rilevare proprio Rastelli sulla panchina isolana. L’ex centravanti in Sardegna ha giocato (al Cagliari, tra il 2003 e il 2004) e allenato (alla Torres, nel 2015), non è partito bene al debutto in Serie A, avendo pareggiato contro il Genoa all’esordio casalingo, e perso contro Torino, Atalanta (entrambe in trasferta) e Juventus. A Cagliari si augurano che la Sardegna Arena non sia l’inizio della riscossa di una realtà legata a doppio filo con quella sarda. A dicembre scorso Sau e compagni trovarono con il Sassuolo una vittoria scaccia disastri nel bel mezzo delle risse interne, in casa Mapei sono passati il ds Rossi e i giocatori Andreolli, Farias e Pavoletti, e non mancano gli ex Cagliari in maglia emiliana: Missiroli, Biondini e Matri.

Tornando ai profili di allenatori, più o meno giovani, che ad inizio estate sembravano pronti a raccogliere l’eredità di Rastelli, salta all’occhio come nessuno stia facendo sfracelli, eufemisticamente parlando. Oltre a Bucchi, infatti, non se la passa affatto bene quel Marco Baroni che a Benevento è in discussione, dopo lo 0-6 di Napoli e gli zero punti in classifica al debutto in Serie A. Il toscano è chiamato a rialzare sé stesso e i colori giallorossi, per non essere sostituito a stretto giro di posta.



Male sta andando anche Fabio Grosso a Bari, alla guida di quella che dovrebbe essere una delle corazzate della cadetteria. Per il terzino dall’immortale fama il ruolino dice 3 punti in 4 partite, frutto di una sola vittoria e tre pesantissime sconfitte. Per il momento il giovane tecnico, alla prima esperienza nel calcio dei grandi dopo il settore giovanile juventino, è fermo al palo.

Mentre Massimo Oddo aspetta a casa e si diletta nell’attività di commentatore televisivo, l’ex CT Cesare Prandelli ha scelto il meno attenzionato (e più remunerativo) lido dell’Al Nasr per cercare la gloria dei bei tempi andati. Resta, infine, ancora a riposo Francesco Guidolin, appassitosi alla distanza dopo l’addio all’Udinese, con il fallimento delle esperienze da manager in Friuli e Galles.

Fabio Frongia



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