Sassari, Bianchi: “Tocca a noi, bisogna reagire!”

Il centrocampista sassarese parla dopo il 4-0 di Rieti: “Obiettivo riscossa!”

Daniele Bianchi, sassarese, ha giocato anche con Torres, Nuorese e Rieti

Daniele Bianchi, sassarese, ha giocato anche con Torres, Nuorese e Rieti (foto: Alessandro Sanna)

Tramite i canali ufficiali del Sassari Calcio Latte Dolce, il centrocampista Daniele Bianchi parla dopo la pesante sconfitta per 4-0 a Rieti. Un KO che brucia, il secondo in tre partite di campionato (l’altro a Nuoro al debutto, prima del 3-2 al Monterosi), per il quale il tecnico Marco Sanna si è assunto tutte le responsabilità. Clima non leggero in casa sassarese, alle porte c’è un Budoni che ha zero punti e tanta rabbia, ma che andrà battuto per rialzare subito la testa.

«Siamo andati a giocare in casa di una squadra reduce da un buon inizio di campionato – dice Bianchi -, nel primo tempo abbiamo giocato a viso aperto andando sotto di un gol ma tenendo viva la partita e creando i presupposti per andare vicino al pareggio. Nel secondo tempo abbiamo preso tre gol nel giro di otto minuti e chiaramente la partita ha svoltato in quel frangente».



Dopo l’intervallo si è vista una squadra troppo arrendevole, come mai? «Non può esserci una spiegazione puramente tecnica per un ‘inizio di un secondo tempo così. Può esserci stata una differenza di intensità mentale, perché dopo il loro raddoppio abbiamo accusato il colpo e abbiamo perso sicurezza, ma questo non può accadere. Non può accadere alla squadra e a me in primis, dato che essendo un over devo trasmettere certezze ad un gruppo giovane come il nostro».

Guai a cadere nel catastrofismo. «Cosa c’è da salvare dopo un 4-0? La risposta più comune sarebbe niente – continua Bianchi -, ma alla terza giornata bisogna guardare a medio termine. Non è certo tempo di bilanci ma è il momento di capire cosa rafforzare e quali aspetti del gruppo migliorare. La nostra rosa ha sicuramente dei margini di miglioramento, bisogna capire quanto siamo disposti a lavorare per raggiungere i vari step di crescita, questo sta a noi giocatori».



«È un ko che brucia – continua -, e tanto. Una sconfitta che deve essere uno stimolo a dare qualcosa in più in questa settimana di lavoro. Il nostro processo di crescita passa anche dalla fame e dalla voglia di migliorare individualmente, e di conseguenza come gruppo, che deve essere alimentata a prescindere dal risultato della domenica precedente. Ma è inevitabile che, almeno inizialmente, tutti teniamo a dimostrare che non siamo quelli di domenica scorsa».

Adesso c’è il Budoni. «Una formazione che non ha iniziato bene il campionato ma che ha un’identità di squadra marcata. L’abbiamo già incontrata in Coppa Italia e so quello che dico: ora però dobbiamo pensare a noi stessi e concentrarci sul nostro percorso».

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