Stefano Guberti al momento della firma con la Robur Siena

Stefano Guberti al momento della firma con la Robur Siena

Una nuova sfida, un altro passo all’indietro, e la grande voglia di prendere l’ennesima rincorsa per riconquistare quello che ragioni varie gli hanno tolto. Stefano Guberti da Villamassargia non è mai domo, tiene tutto dentro e cerca di buttarlo sul campo dando come sempre qualità, sgroppate e gol a chi si è assicurato le sue prestazioni. E la Robur Siena, che lo ha a disposizione, se lo gode, ben sapendo che l’ex – tra le altre – di Ascoli, Bari, Roma, Sampdoria, Torino e Perugia rappresenta un lusso per la Serie C.



Il calendario del girone A propone un nuovo scontro tra Guberti e la sua terra, lasciata professionalmente ormai undici anni fa. Al “Bruno Nespoli” l’Olbia cercherà di infliggere ai bianconeri toscani dell’ex Michele Mignani (il tecnico del ritorno in Lega Pro a maggio 2016) il primo dispiacere stagionale: “Sappiamo che sarà dura uscire da Olbia con dei punti in tasca – racconta Guberti – Stanno giocando molto bene e ottenendo risultati, hanno un tecnico esperto e preparato come Bernardo Mereu, che conosco da tempo, da quando ero un ragazzino, e con il quale sono rimasto in contatto. Lo saluterò con grande piacere”. Leggi qui le parole di Mereu alla vigilia

Se Guberti è il rifinitore in grado di dare l’ultimo passaggio, Daniele Ragatzu è la stella luminosissima dei galluresi. “Ma non abbiamo preparato nulla di specifico per neutralizzarlo – chiarisce il classe ’84 – Ovviamente dovremo stare attenti ai suoi colpi, ma l’Olbia ha anche altre frecce da temere. Senza dubbio, se ci sarà da concedere qualcosa non bisognerà farlo con Ragatzu”. 

Una Serie C tutta da scoprire, “perché è una categoria che non vivo dal 2006 (Serie B sfiorata con la Torres, ndr), e dove i valori ancora non sono venuti fuori: “Penso che le occasioni siano numerose per tanti, a parte poche squadre che dovranno badare a salvarsi fino all’ultima giornata. Sì, ci sono squadre ben attrezzate, ma il ceto medio del campionato può sognare”. 



Un campionato che Guberti avrebbe potuto giocare con la maglia proprio dell’Olbia. Chiuso il capitolo Perugia per motivazioni non certo tecniche, il sardo aveva diverse soluzioni pronte in Serie B ma l’accordo con il Grifone umbro (al ritorno all’attività più 40 partite nell’anno della finale playoff persa col Benevento) non si è trovato. All’ultimo tuffo i senesi hanno avuto la meglio sui sardi: “La mia idea era quella di rimanere perlomeno in cadetteria – spiega -, poi è andata come è andata… Si è arrivati agli ultimi giorni di mercato, il Siena si era fatto avanti già qualche settimana prima. Spostarmi in Sardegna comportava cambiamenti logistici e di vario genere anche per la mia famiglia, e non erano decisioni che potevo prendere in poche ore. Così sono venuto in Toscana dove sto ambientandomi in fretta”. 

Stefano Guberti al tiro in maglia bianconera

Stefano Guberti al tiro in maglia bianconera

I sacrifici non mancano: la famiglia a Perugia, tanti chilometri da percorrere per starle vicino e militare nella città del Palio, ma ne vale la pena al fine di inseguire le proprie ambizioni. “Quando non ne avrò più smetterò – dice con fermezza -. Ho ancora obiettivi, in particolare quello di tornare nei palcoscenici che penso di meritare, voglio mettere tutto me stesso e giocarmi le mie carte in una squadra che si deve scoprire. Sicuramente ci sono realtà più attrezzate del Siena, dobbiamo pensare a fare più punti possibile da qui alla sosta invernale. A quel punto capiremo chi siamo e dove potremo arrivare”. 

Mignani lasciò l’Olbia nel bel mezzo di una caduta rovinosa, iniziata a gennaio 2017 dopo un girone d’andata splendido, arrestata dall’intervento in extremis di Mereu. “Il mister conosce bene l’Olbia e quell’ambiente. Ci ha spiegato le caratteristiche della squadra e dei giocatori che andremo ad incontrare, siamo pronti. A mio avviso, però, servirà pensare a quello che siamo capaci di fare noi, senza presunzione ma con coraggio e autostima“.

Nessuna scaramanzia, però, pensando che alla Sardegna lui ha già segnato in questa stagione. Un gran gol di Guberti, infatti, contribuì a battere in rimonta e in zona Cesarini l’ottima Arzachena giunta qualche settimana fa all’Artemio Franchi. “Segnare ad una squadra sarda un po’ mi dispiace – conclude con sincerità -, però siamo professionisti e in quei momenti non puoi pensare troppo a certi aspetti romantici. Sono contento che ci siano due squadre nei professionisti oltre al Cagliari, e che il progetto Cagliari-Olbia permetta di costruire qualcosa di solido per la maturazione dei giovani e la speranza di avere un giorno, chissà, una squadra in Serie A e una Serie B a matrice isolana. Mi auguro che progetti così non rimangano isolati ma ne nascano di simili”.

Fabio Frongia



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