Sassari Latte Dolce, Colombino saluta: “Ho coinvolto tutti”

L’uomo mercato commenta il divorzio arrivato domenica dopo l’ennesima sconfitta

Andrea Colombino (primo da sinistra) con uno dei colpi dell'estate (Daniele Bianchi) e il dg Adriano Fantoni

Andrea Colombino (primo da sinistra) con uno dei colpi dell’estate (Daniele Bianchi) e il dg Adriano Fantoni

E’ sicuramente uno dei lunedì più difficili della sua vita calcistica, ma a circa quindici ore dall’esonero (assieme all’ormai ex mister Marco Sanna e al vice Pietro Rubino) Andrea Colombino vuole già voltare pagina e ripartire. L’artefice di un Sassari Calcio Latte Dolce tutto sardo, che in estate aveva aperto la nuova ambiziosa era, si divide tra rammarico, ragionamento e sguardo al futuro.

“Sono deluso, è ovvio – afferma Colombino, giunto in estate in via Leoncavallo dopo le esperienze con Torres e Atletico Uri – mi dispiace che sia arrivata questa decisione della società, ma nel calcio comanda chi investe e dobbiamo accettarlo”. Paga la guida tecnica e chi aveva la paternità di una campagna acquisti rumorosa, che però non ha ancora dato frutti. “E’ stata fatta questa valutazione – commenta Colombino –, io ho sempre cercato di coinvolgere tutti mentre facevo il mio lavoro, in sede di campagna acquisti, e non ho mai fatto tutto da solo o di testa mia. Ho sempre coinvolto i vecchi dirigenti e chi prima di me aveva svolto la mansione che mi era stata affidata. Purtroppo nel momento di difficoltà è andata così, da parte mia posso dire di avere dato il massimo delle mie possibilità con i mezzi che avevo a disposizione, che non erano tanti, ma molti di più di quelli che il Latte Dolce aveva sempre utilizzato per costruire una squadra”.



Ora la testa è al futuro, aspettando l’occasione di riscatto. “Anche da questa esperienza cercherò di tirare fuori un insegnamento – rilancia -, perché così bisogna fare sempre. Si impara di più dalle sconfitte e dai fallimenti, io ho una passione smisurata per il calcio e per il mio lavoro, non mi faccio abbattere da questa esperienza negativa”.

Silurati i tre vertici tecnici, adesso sotto i riflettori rimangono solo i giocatori. Dopo Rieti, Marco Sanna si era preso tutte le responsabilità, poi in seguito al KO interno col Budoni era arrivato il messaggio ai calciatori, unito a strigliate private e pubbliche della società. Non è cambiato nulla, il Sassari Calcio Latte Dolce è ultimo (5 sconfitte e 1 vittoria in Serie D), ritrova Massimiliano Paba in panchina e deve rialzarsi per non dover vivere una stagione fuori dall’immaginario di poche settimane fa. Sul capitolo calciatori, Colombino dice la sua: “Sicuramente i giocatori che sono andato a prendere non si sono adattati all’ambiente – spiega -, ritengo che i giocatori oltre ad essere bravi tecnicamente ed ad avere un trascorso importante debbano ogni volta che entrano in un progetto connettersi all’ambiente. Devono connettere corpo e mente, e se c’è una situazione diversa da quelle vissute in passato devono trovare le soluzioni, anziché cercare alibi o aspetti che non vanno, perché non sempre si può avere la perfezione. L’intelligenza agonistica dei calciatori riguarda proprio questo aspetto: la capacità di adattarsi ad un ambiente diverso, che deve crescere per gradi e con tutte le sue componenti. Io ho agito in buona fede, sempre, purtroppo i risultati sono stati diversi da quello che speravo e speravano tutti. Di sicuro non mi lascio abbattere da questa disavventura”.

Fabio Frongia



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