Biancu: “Voglio crescere con l’Olbia”

“Non sento alcuna pressione, sono pronto”

Roberto Biancu

Roberto Biancu

Roberto Biancu è diretto. Essenziale. Quando rivela le sue sensazioni, così come quando disegna calcio sul rettangolo verde. Poche concessioni alle emozioni, ma idee ben chiare in mente. A dispetto dei 17 anni. Ai box in questo avvio di stagione, a causa di un infortunio che ne ha rinviato il debutto con la maglia dell’Olbia, il centrocampista sassarese scalda i motori. La prima convocazione per la gara contro la Robur Siena, un modo per fargli riassaporare il clima partita. Adesso il ritorno in campo sembra ormai a portata di mano.

“Ad inizio agosto, durante un’amichevole con la Nazionale – racconta lo stesso Biancu – ho rimediato una contusione ossea e una lesione ai legamenti della caviglia. Adesso gradualmente sto recuperando la forma migliore. Ho riniziato ad allenarmi con la squadra e mister Mereu mi ha convocato nell’ultimo turno. Sto bene e con un’altra settimana di allenamenti crescerò ancora di condizione”. Il tuo rientro è coinciso con l’infortunio di Enrico Geroni, che sarà indisponibile per i prossimi tre mesi. La tua presenza, perciò, è diventata quasi un’urgenza, prima ancora del debutto: “Mi sento pronto e non vedo l’ora di far bene con questa maglia”.

Cresciuto con i riflettori puntati addosso, è considerato un talento fuori dal comune da osservatori e addetti ai lavori. Quanto pesano in un adolescente queste etichette? “Io non avverto alcuna pressione, gioco e mi diverto. Faccio quello che moltissimi coetanei vorrebbero fare nella vita. Vedo il calcio come una passione e un divertimento, quindi non sento pressioni”.

In questo tuo primo approccio col calcio professionistico, hai al tuo fianco un guru del calcio isolano come Bernardo Mereu. Allenatore tradizionalmente prodigo di consigli per i più giovani: “Mi riserva molte attenzioni, confermandomi a più riprese tutta la fiducia che ha nei miei confronti. Mi ripete spesso che quest’anno farò bene e vuole che il primo ad esserne convinto sia io. Mi ha fatto capire sin dal primo allenamento che questa stagione può essere molto importante per la mia carriera, per il mio futuro”. Uno spogliatoio, quello gallurese, che ha facilitato il suo ambientamento: “Siamo una squadra molto giovane e diversi ragazzi presenti qui ad Olbia li conosco sin dai tempi del settore giovanile rossoblù. Questo mi ha aiutato certamente, ho trovato un bel gruppo”.



Paolo Dametto, nel ritiro estivo di Lunamatrona, ci raccontò di quanto rimase sorpreso dalla tua maturità in campo. Quale, invece, la principale differenza nel passaggio dal campionato Primavera? “Il ritmo, sicuramente. E’ stato l’aspetto più difficile a cui adattarsi”. Una maturità – quella descritta dal compagno – che potremmo anche definire freddezza. Pochi sarebbero stati in grado di gestire con tanta tranquillità un debutto a 16 anni con la maglia del Cagliari: “Sinceramente non so spiegare il perché, ma sono riuscito a non emozionarmi. Ho cercato di fare quello che mi ha detto mister Rastelli, che mi ha chiesto grinta su ogni pallone. Poi i compagni mi hanno aiutato ed è andata bene. E’ una mia caratteristica, riesco a mantenere la calma”.

Scoperto quando, con la maglia della Lanteri, giocava nella categoria Esordienti, il suo talento attira sin dall’età adolescenziale l’interesse di diverse società professionistiche. Roma, Sampdoria e Virtus Entella, in particolare, restano folgorate dalle sue qualità. Ed è proprio quest’ultima ad esporsi più di tutte, ospitandolo per una settimana di allenamenti. L’accordo però non si trova e il giocatore fa ritorno in Sardegna dove è il Cagliari ad assicurarsene le prestazioni. “In quegli anni sono cresciuto e maturato – ricorda Biancu – anche perché per la prima volta mi trovavo lontano da casa. È stato un periodo importante”. Il ragazzo, così, cresce sotto l’ala di Pierluigi Carta, che ne tutela pazientemente il talento. Anche nei momenti più complicati. Come quando, nell’estate del 2015, qualche titubanza spingeva lo stesso giocatore a rinunciare alla carriera di calciatore.



Queste ultime settimane hanno visto la crescita esponenziale di Nicolò Barella, consacrata con la prima convocazione in Nazionale. Partendo dal presupposto che devi ancora esordire in Serie C, ma rimanendo nel campo dei sogni: cosa rappresenta per te la sua testimonianza? Nicolò è un modello, un punto di riferimento. Secondo me, tra i suoi coetanei, è il più forte nel suo ruolo a livello nazionale. Ho avuto la fortuna di allenarmi con lui e ha delle giocate pazzesche. Incredibili”. Firmato Roberto Biancu. Poche parole ma un progetto chiaro in mente: crescere e far crescere l’Olbia.

Stefano Sulis



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