Muravera, Torres e quel passato con vergogna rossoblù

Rossoblù in cerca di riscatto, nel 2009 e nel 2010 due sfide passate alla storia per risse e intemperanze

I tifosi della Torres in Curva Nord al "Vanni Sanna": in quel rovente ottobre 2009 era chiusa per sciopero del tifo (foto: Alessandro Sanna)

I tifosi della Torres in Curva Nord al “Vanni Sanna”: in quel rovente ottobre 2009 era chiusa per sciopero del tifo (foto: Alessandro Sanna)

La Torres cerca il riscatto, una sorta di ripartenza, dopo l’avvio di stagione complicato. L’illusione estiva, con il nuovo corso societario, la qualificazione al secondo turno di Coppa Dilettanti contro il Sorso (che si è preso la rivincita domenica scorsa in campionato), il successo al debutto e poi il declino. Adesso, con il nuovo tecnico Pino Tortora (presentato mercoledì), non si può più sbagliare. La vetta è già lontana, la squadra non eccellente e soprattutto in discussione nei suoi elementi, ma il tempo stringe. Bisogna rialzarsi per non archiviare una stagione anonima nel massimo torneo regionale, dove i rossoblù dovrebbero essere solo di passaggio. Così vorrebbero e si auguravano i tifosi.

Si va a Muravera, su un campo difficile dove la capolista Stintino soffrì nella prima giornata (poi vinse 5-2 in rimonta) e il favorito Sorso dovette accontentarsi del pareggio. I sarrabesi di Luis Oliveira sono partiti alla grande, considerata una situazione di notevoli difficoltà tecniche e organizzative dopo un’estate passata a sognare a singhiozzo il ripescaggio in Serie D. Ma le sfide tra Muravera e Torres non saranno mai banali, sia che si giochi nel Sarrabus sia che il teatro sia il “Vanni Sanna”. Nella passata stagione, per esempio, la disastrata compagine presieduta da Daniele Piraino (in quel periodo nel pieno dei guai che sarebbero poi esplosi in inverno) perse malamente a Muravera, mentre al ritorno il 2-1 gialloblù stroncò le speranze salvezza di una Torres che sperava nel rilancio post-avvento di Salvatore Sechi e soci.



Ma sono due sfide, quelle di fine ottobre 2009 e di fine agosto 2010 ad essere storiche, purtroppo per motivi non legati strettamente al calcio giocato. Finì male nel 2009, per una Torres neopromossa e destinata ad arrivare solo decima in Eccellenza. Al termine del match perso per 2-1 in casa, i rossoblù in piena crisi tecnica, economica e societaria (ci fu l’avvicendamento tra Lorenzoni e Marras alla presidenza) vennero bastonati da multe e squalifiche (colpiti il tecnico Michele Tamponi e il fisioterapista Ugo D’Alessandro) per «Insulti espressivi di discriminazione razziale verso un avversario». Quell’avversario era proprio Luis Ayrton Oliveira, oggi allenatore dei prossimi avversari dei sassaresi. Ma ci furono anche «insulti all’arbitro da parte di un tesserato o sostenitore, non identificato, all’interno degli spogliatoi», «ingiurie da parte del massaggiatore, che sputava ripetutamente i giocatori avversari», quindi le «espressioni ingiuriose dell’allenatore, accompagnato da un altro individuo, verso l’arbitro». Il tutto fu aggravato dal fatto che gli insulti razzisti ai danni di Oliveira arrivarono non dalla Curva (allora vuota) ma dalla tribuna e da gente comune.

«Non è una novità, purtroppodisse Oliveira in quel caldo post-partita -, e non mi fa né caldo né freddo. Mi meraviglia solo che siamo nel 2009 e ancora mi tocca sentire queste cose, sarebbe ora di smetterla. Io? Vado avanti, tiro dritto, sinceramente non me ne frega niente di quello che mi dicono. Ne ho viste tante, ma sono sicuro che a Sassari il pubblico ha reagito cosi, nei miei confronti, perché ho giocato nel Cagliari. E’ capitato anche quando indossavo la maglia della Nuorese».



Vergognosa anche la pagina dell’agosto 2010. Si giocava nel Sarrabus, con la partita interrotta al 42′ della ripresa (sull’1-0 per il Muravera) su segnalazione del primo assistente, vittima di sputi e lancio di lattine da parte della tifoseria torresina. Sconfitta a tavolino, e intemperanze iniziate proprio dopo il gol di Lulù Oliveira al 27′ del primo tempo, seguito dall’esultanza a ridosso dei sostenitori rossoblù. L’epilogo di quel pomeriggio vergognoso fu molto caldo. L’allora presidente della Torres, Antonello Lorenzoni, polemizzò contro la decisione di sospendere la gara, mentre il tecnico Roberto Ennas cadde anch’egli dalle nuvole affermando di non capire i motivi della sospensione. Quella Torres arriverà seconda e perderà la semifinale dei playoff nazionali per salire in Serie D, riuscendo a salire solo l’anno successivo, vincendo l’Eccellenza con Mauro Giorico in panchina.

Fabio Frongia

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