Lanusei, sconforto Hervatin: “Così diventa dura”

Le parole del tecnico turritano dopo la sconfitta rimediata in casa contro il Trastevere

Hervatin in sala stampa dopo la gara contro il Trastevere

Hervatin in sala stampa dopo la gara contro il Trastevere

Neanche i due legni colpiti da Pietro Ladu aiutano Gianluca Hervatin a trovare il bicchiere mezzo pieno al termine della gara che ha visto soccombere i suoi per la 6ª volta in 8 incontri. «Questa squadra sta dando tutto quello che ha. Stiamo provando a fare di tutto ma il nostro tutto non basta e non è sempre da ritrovare in qualcosa che manca, perché spesso coincide con qualcosa che non c’è. Ai ragazzi ho poco da rimproverare, si dannano l’anima e sono disperati e io lo sono con loro perché si meritano di più per come lavorano, ma non so – ammette – se quel di più c’è. Io sono con loro fino alla fine ma così diventa dura».



Sembra una soluzione molto simile a quella dello scorso anno, con la squadra che arranca e una rosa non adeguata che sta mostrando tutti i propri limiti, dati anche dalla giovane età di tanti di loro. C’è sfiducia e delusione per una situazione complicata che si sta riproponendo. Come si inverte la rotta? Il mister turritano non ha dubbi, “solo aumentando la qualità della rosa”. Aspetto che segna l’attuale gap tra il Lanusei e le rivali, secondo Hervatin, e sembra evidente che dovrà arrivare qualcuno per far cambiare le cose.



Analizzando, non senza difficoltà, la gara: «Siamo andati in svantaggio sfruttando un errore avversario, però paghiamo lacune di tattica individuale: prendiamo i gol dall’esterno per diagonali di copertura sbagliate. Loro hanno manovrato di più è fatto più possesso palla, spesso fine a se stesso e tirando poco in porta, come noi nel primo tempo. Nella ripresa ci siamo sbilanciati in avanti, ho alleggerito la difesa perché ormai eravamo in svantaggio. In questo modo abbiamo creato confusione nella loro retroguardia e trovato i due pali perché abbiamo provato in ogni modo, ma lo abbiamo fatto in maniera disordinata, con giocatori fuori ruolo. Le ho provate tutte ma non è bastato. Servono uomini che possano realizzare, che ci diano più armi, anche a centrocampo. Non possiamo chiedere lo sforzo sempre agli stessi 2-3».

Roberta Marongiu

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