Torres, è iniziato un nuovo ciclo?

L’analisi sulla squadra rossoblù che ha entusiasmato e vinto la terza gara consecutiva

Tore Pinna al centro di tutto il gruppo Torres (foto: Alessandro Sanna)

Tore Pinna al centro di tutto il gruppo Torres (foto: Alessandro Sanna)

Bagliori di luce nel cielo plumbeo sassarese. La Torres ingrana la marcia e manda bengala di sfida alle dirette concorrenti per la promozione in Serie D. Il filotto di vittorie consecutive – tre in undici giorni – prosegue. Cresce, inoltre, la condizione fisica e il morale. La zona playoff, lontana anni luce ad ottobre, non è più un’utopia. Cronaca, tabellino e interviste di Torres-Ferrini Cagliari 2-0



Il 2-0 rifilato alla Ferrini Cagliari si configura come gara spartiacque, un intermezzo tra la vecchia e la nuova stagione, il terminus ad quo di un decisivo cambio di passo. La scelta della dirigenza di affidare la panchina al motivatore Tortora si è rivelata giusta. Il gruppo, con l’avvento del tecnico ex Avezzano e del bomber Ibba, ha preso consapevolezza dei propri mezzi, rinvigorendosi, in una metamorfosi simile a quella dei cugini del Sassari Latte Dolce col ritorno di Massimiliano Paba.

NUMERI. 4-3-3 è il modulo di riferimento ma anche il numero di vittorie, pareggi e sconfitte. Quattro i gol realizzati dal capocannoniere della squadra Stefano Sarritzu, tre son le marcature di Cristian Ibba e le gare di fila senza incassare reti. La porta di Tore Pinna ritorna ad essere una saracinesca inespugnabile, protetta dal tandem Caterisano-Minutolo, in lizza come miglior coppia difensiva del campionato.

FOCUS. Pressing costante sui portatori di palla cagliaritani, baricentro alto e molteplici soluzioni in fase di costruzione. Son questi alcuni degli ingredienti della clamorosa svolta dei rossoblù. I ritmi toccati nel primo tempo parlano di una squadra di categoria superiore, una Torres di furore e d’assalto che mancava dall’epoca targata Marco Sanna. Le ali instancabili Diouf e Sarritzu beneficiano dell’innesto di una vero delantero: Ibba è un punto di riferimento centrale costante con cui dialogare ed incidere nella trequarti avversaria. Giovano delle sponde e dei movimenti senza palla dell’ex San Teodoro Cocco e Piga, arrivati al tiro dalla lunetta con frequenza.



L’INTUIZIONE. Ibba e Sarritzu – sempre più leader dei turritani – sono gli uomini copertina, Sandro Scioni il protagonista fuori dai riflettori. Pino Tortora alias Carlo Mazzone nella geniale intuizione di arretrare un trequartista davanti alla difesa? Forse il paragone è più calzante con Maurizio Sarri. Scioni non ha il radar nei piedi come Pirlo ma idealmente si avvicina alla capacità di dettare i tempi del metronomo Jorginho. La posizione da regista all’ex Arzachena sembra essergli stata cucita addosso alla nascita. Scioni non arzigogola, gioca semplice e risolve rebus complicati con l’intuizione del dieci. L’appoggio ai compagni è continuo come la ricerca di verticalità che apre un ventaglio di possibilità nella costruzione delle trame offensive.

GLI AVVERSARI. La Ferrini Cagliari, alla vigilia, si presentava come un avversario temibile per la natura corsara, capace di far conquistare molti punti stando lontani dal “Piero Polese”. I ragazzi di Giordano, probabilmente intimoriti dallo stadio e dall’impeto dei sassaresi, sono andati in black out nei primi 20’, sfilacciandosi in due blocchi e lasciando scoperta la retroguardia. La squadra, a trazione offensiva, ha peccato di superbia, non curandosi di anestetizzare i palleggiatori torresini. La reazione tardiva è arrivata quando Giordano ha sistemato il centrocampo, dirottando Sigismondo dietro Argiolas – migliore in campo tra le fila cagliaritane – a ridosso dell’area di rigore dei padroni di casa. Proprio Sigismondo, alla mezz’ora del secondo tempo, ha sciupato il gol del 2-1 venendo ipnotizzato da Pinna. Se il pallone fosse entrato, avrebbe dato vita ad un finale al cardiopalma, ma non avrebbe cambiato le vesti ad un incontro comunque a senso unico.

NUOVO CICLO? Pino Tortora nel giorno della conferenza di presentazione era stato chiaro: “Spero di rimanere a Sassari per tanto tempo. Mi piacerebbe portare questi colori nuovamente tra i professionisti e dare una ventata d’aria fresca ”. Il terzo obbiettivo è stato centrato con successo, gli altri due è meglio lasciarli in disparte, seppur sognare, ogni tanto, sia lecito. Con questa Torres sarebbe un peccato non farlo.

Fiorenzo Pala



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