Dinamo, Pasquini: “Sono sereno, ecco perché!”

Le parole del coach alla vigilia della gara con l’Hapoel Holon

Federico Pasquini

Federico Pasquini

Dopo la concitata giornata di domenica 12 novembre, la Dinamo Sassari ripensa al campo ospitando nel 6° turno di Champions League l’Hapoel Holon. Federico Pasquini ha parlato del suo stato d’animo dopo le dimissioni respinte da presidente Sardara: “Sono sereno per un motivo fondamentale: quello che ho fatto domenica dopo la partita ’ho fatto per un grande senso di responsabilità nei confronti del presidente e della società. Perché vedere la squadra che giocava quel tipo di partita. Aver visto i ragazzi che non erano in grado di giocare la loro pallacanestro, quella che vedo tutti i giorni in allenamento, mi ha fatto dire che se fosse servito a qualcosa fare un passo indietro per rivederli  per quello che erano prima dell’infortunio di Rok , mi posso anche mettere da parte. Il mio stato d’animo è sempre stato quello di una persona che è convinta del lavoro che fa, dell’impegno che stiamo mettendo quotidianamente. Io ho una certa idea di pallacanestro, credo che stiamo lavorando bene e il fatto che non abbiamo portato in campo questo tipo di energia domenica – quando ero convinto che avremmo fatto un’ottima partita – mi ha semplicemente fatto agire con il senso di responsabilità che ho per la società”.



“Questa squadra avrà un bel futuro- continua il coach- per me sarebbe stato più semplice pararmi le spalle e prendere un altro giocatore ma sono invece sicuro che con questa squadra ci voglia pazienza, che abbia bisogno di essere aspettata perché possa crescere. Nel momento in cui si era arrivati a un certo equilibrio si sono ritrovati a dover ripartire per l’ennesima volta punto a capo purtroppo perché l’infortunio di Stipcevic e di Jones ci ha tolto le base su cui abbiamo costruito un certo tipo di lavoro.  Dall’altra parte probabilmente c’è una mancanza di pazienza, non riusciamo a capire che questo è un problema che necessita di tempo, perché abbiamo a che fare con ragazzi che hanno 24-25 anni, non 34 come l’anno scorso in quelli che erano i giocatori chiave. Io questo roster lo voglio giudicare quando lo vedrò finalmente al completo e lavorare per un mese con tutti gli effettivi a disposizione. Allora potrò valutare quello che è il livello di miglioramento in ogni singolo ruolo e a livello di esperienza dei più giovani che non hanno mai giocato a questo livello. Secondo me quello che manca a questo gruppo sono pazienza e un po’ di salute”.

Ora parlerà il campo con la sfida agli israeliani dell’ex Joe Alexander: “Domani giochiamo una partita che dobbiamo assolutamente vincere perché è la partita che ci deve riavvicinare ai primi quattro posti in classifica. Giocheremo contro una squadra che da quando ha preso Glen Rice jr ha cambiato molto dal punto di vista tecnico e tattico e anche di qualità con un giocatore che in due partite ha fatto 51 punti. Sappiamo quindi che domani sera il pericolo pubblico sarà lui, che gioca sia da 3 sia da 4 e che assieme a Joe Alexander è il principale terminale di questa squadra. Dovremo avere grande focus su questi due elementi e fare attenzione a Walden come a Thomas e Blatt. Sappiamo che hanno vinto tre delle ultime quattro partite da quando è arrivato Rice e dobbiamo lavorare forte per disinnescarlo”.



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