Cagliari, così puoi far soffrire l’Inter

Quali armi tattiche per i rossoblù contro i nerazzurri? Proviamo a giocare la gara in anticipo

Padoin a duello con l'Inter nella sfida del marzo 2017 (foto: Zuddas)

Padoin a duello con l’Inter nella sfida del marzo 2017 (foto: Zuddas)

Il Cagliari non vuole dilapidare il grande patrimonio di certezze ed entusiasmo raccolto con il colpo di Udine, e attende al varco uno dei clienti più ostici del momento: la solidissima e lanciatissima Inter di Luciano Spalletti, deus ex machina capace di ricomporre un ambiente falcidiato dalle precedenti gestioni tecniche, dando ai nerazzurri una dimensione di primo piano nel campionato italiano. Basta questo per rendere la gara di sabato alla Sardegna Arena (ore 20.45) una caccia all’impresa per gli uomini di Diego Lopez. Proviamo allora a trovare alcuni antidoti tattici che i rossoblù dovranno usare per strappare punti ai milanesi.



Imprescindibili, ma è banale ricordarlo, ritmo e intensità per una durata più lunga possibile, assieme alla compattezza che renda il blocco sardo unito e con gli effettivi vicini, così da ostruire le linee di passaggio, fornire aiuto reciproco nelle varie zone, trovare sostegno nelle occasioni in cui si potrà ripartire. Dal punto di vista meramente tattico e delle strategie, invece, occorre guardare all’opposizione tra il 4-2-3-1 interista il 3-5-2 cagliaritano, nuova veste inaugurata con l’avvento di Lopez.

Spalletti cambia poco o nulla di partita in partita, favorito dall’assenza di impegni europei, e una volta individuato l’undici titolare apporta minime modifiche. Difesa a quattro con D’Ambrosio-Miranda-Skriniar-Nagatomo (Santon), mediana a due con Vecino-Gagliardini, due ali classiche come Candreva e Perisic, Borja Valero a fare da cucitore sulla trequarti dietro il cecchino Icardi. La gara di domenica scorsa contro l’Atalanta ha messo alla prova contro una squadra che usa la difesa a tre e fa della densità in mezzo al campo e degli inserimenti tra le linee il suo marchio di fabbrica. Anche se le differenze tra il Cagliari e la squadra di Gasperini sono notevoli (oltre alle caratteristiche individuali, i bergamaschi hanno schierato un 3-4-3 senza Petagna dal 1′, passando poi al più classico 3-5-2 o 3-4-2-1 con l’ingresso del panzer), qualche indizio a Lopez e i suoi potrebbe essere arrivato.

L’Inter, per esempio, può soffrire la scarsa attitudine difensiva di Perisic, ala sinistra mortifera palla al piede o nelle chiusure che lo portano spesso alla conclusione. Ecco allora che il lavoro della catena di destra formata da Faragò e Barella potrà risultare propizia, con i due costretti ad un lavoro massacrante per non andare in sofferenza senza palla garantendo comunque spinta e inserimenti. Più dedito al sacrificio è Candreva dall’altra parte, dove agiranno Ionita-Padoin e uno tra Andreolli e Pisacane. L’ex di turno potrebbe soffrire gli uno contro uno di Candreva, anche se appare in crescita, ecco allora che un marcatore più classico e brevilineo come Pisacane (se al top) potrebbe risultare più funzionale. Il napoletano, viste le sue prerogative di mastino difensivo, sulla carta appare maggiormente in grado di contrastare Icardi, contro il quale oggi tutti fanno molta fatica. Sulla fascia mancina dei rossoblù, come dall’altra parte, fondamentale sarà il lavoro collettivo fatto di aiuti e tenuta dell’uno contro uno, per reggere l’urto di accelerazioni e palleggio orchestrato da Borja Valero e Vecino. Difficile, infine, che Spalletti punti sulla schermatura di Cigarini, la mente rossoblù che sembra giovarsi della maggiore protezione garantita dal nuovo sistema di gioco.



In alcuni frangenti l’Inter soffre l’uomo tra le linee, e qui sarà cruciale la capacità di Joao Pedro di abbinare quantità (anche senza palla) e qualità, proponendosi e spaziando a rimorchio di Pavoletti. Il livornese sarà stretto nella morsa di Miranda, esperto ma non rapidissimo, e Skriniar, in stato di grazia. Lui e i compagni dovranno salire di livello, ma serviranno, come sempre, anche le defaillances nerazzurre per spuntare qualcosa di positivo da un match pieno di insidie ma anche di spiragli di luce.

Fabio Frongia

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