Gli impianti Fluorsid a Macchiareddu

Gli impianti Fluorsid a Macchiareddu

“Alluminio, arsenico, berillio, cobalto, ferro, manganese, nichel e piombo quasi sempre oltre limite di legge, anche di dieci volte superiore”. Questo dicono i risultati sulle analisi eseguite dal dipartimento di Scienze chimiche e geologiche dell’Università di Cagliari, in merito all’inchiesta sul disastro ambientale e inquinamento nella zona industriale di Macchiareddu, nei terreni interni ed esterni allo stabilimento della Fluorsid, l’azienda del presidente del Cagliari Calcio, Tommaso Giulini.



Ne parla L’Unione Sarda oggi in edicola, che riporta le risultanze del lavoro svolto durante l’inchiesta coordinata dal pm Marco Cocco, nell’ambito della quale erano stati arrestati diverse persone e ascoltato anche il patron rossoblù.

Controllati 48 campioni d’acqua, suolo e sedimenti, dai quali emergerebbe “una diffusa contaminazione”, e che nulla sarebbe stato fatto per trovare le fonti di tale inquinamento. Sotto la lente anche l’Arpas per i suoi controlli passati, dove – riporta il quotidiano L’Unione Sarda – venne usata l’unità di misura non adeguata (milligrammi e microgrammi) per analizzare i fluoruri, elemento “manipolato in grosse quantità dalla Fluorsid”.

Secondo l’Arpas la contaminazione potrebbe non essere legata all’attività industriale, mentre Pivetta e Porceddu (che hanno svolto le analisi di cui sopra) respingono tale ipotesi come “non scientificamente giustificabile né accettabile”.



Le indagini sono di fatto chiuse. Sotto accusa ci sono nove persone, dal direttore dello stabilimento a responsabili sicurezza e cantieri, operai, dipendenti e funzionari, fino a proprietari di terreni in cui sarebbero stati versati materiali inquinanti. Le aree interessate misurano 23 ettari nella zona industriale, con distanza anche di 10 chilometri tra singole aree interessate da sversamenti. Dall’analisi degli specialisti – ben riportata nel dettaglio da L’Unione Sarda – emergerebbe la medesima origine dei campioni prelevati all’interno dello stabilimento e in sedi diverse, e l’unica che “manipola grosse quantità di materiale con alti tenori di fluoruri, alluminio e manganese è la Fluorsid”, tra le oltre 80 aziende del territorio esaminate. “L’azienda – conclude l’analisi – non riporta alcuna descrizione delle fasi lavorative e delle procedure e dei dispositivi adottati”, e ancora “non fa cenno a siti di stoccaggio tali da evitare dispersione di polveri e percolati in ambiente”. Le relazioni vengono definite “molto stringate, senza evidenziare anomalie o criticità, né ipotizzare cause della contaminazione, comunque dichiarata”.

(fonte: Unione Sarda)

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