Stefano Sardara, presidente della Dinamo Sassari (foto: Giuliano Gatti)

Stefano Sardara, presidente della Dinamo Sassari (foto: Giuliano Gatti)

Stefano Sardara, presidente della Dinamo Sassari, protagonista oggi sulle colonne de La Nuova Sardegna, dove fa un bilancio del momento biancoblù (non solo sul campo) e dice la sua anche sulla polemica innescata da una lettrice, che ha criticato la scelta del quotidiano sassarese di inserire il capitano Jack Devecchi tra gli sportivi “sardi” illustri.

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“Che cosa c’entrano con i sardi i lombardi, i lodigiani…”, diceva la lettrice critica, che attaccava sostenendo che “siamo sempre i soliti “continentalisti”! E così l’Italia ha ragione di trattarci!”, perché “alla Dinamo ce ne sono stati a dimostrare molto di più pur senza tanti anni di appartenenza”. La risposta di Sardara non si è fatta attendere, perché “la sardità non è un valore che si acquisisce per nascita, ma perché si posseggono e si tutelano con orgoglio i valori della nostra terra”, ribadendo come Devecchi abbia “orgoglio, spirito di appartenenza, cultura delle tradizioni, attaccamento alla propria terra e ai suoi valori”. Stregato dalla Sardegna proprio come Gigi Riva: “Lui e Jack non fatico a definirli sardi, poi se si vuole possiamo aggiungere ‘di adozione’, ma per me sono sardi al 100%!”.



Ma Sardara passa a parlare anche dell’attualità cestistica. “Sono convinto che il 2018 per noi potrà essere entusiasmante – spiega a La Nuova Sardegna – C’è il progetto per allargare il Pala Serradimigni, ci sono le offerte e il Comune valuterà secondo le sue prerogative, ma sono assolutamente fiducioso. La Dinamo è una delle poche società che ha più domanda che offerta di biglietti”.

La vittoria su Trento ha messo quasi in cassaforte la partecipazione alla Coppa Italia di Firenze, a febbraio, anche se bisognerà vincere a Pesaro per evitare sorprese, per trovare Venezia o Brescia (a seconda dei risultati concomitanti dell’ultima giornata) nei quarti della manifestazione. “Abbiamo patito infortuni pesanti – dice Sardara -, sbagliando veramente solo la partita contro Capo d’Orlando. Siamo ancora in fase di crescita e conoscenza. Pasquini? Con il tempo sta venendo fuori la bontà del suo lavoro, la classifica alla luce dei budget in campo ci soddisfa”. Rispetto agli altri anni la Dinamo non è stata costretta ad andare sul mercato dopo pochi mesi: “Abbiamo costruito una base solida importante, con tanti italiani validi: penso a Polonara, Spissu e Devecchi che sono da quintetto, e poi Bucarelli, Ebeling e Rullo che maturano a Cagliari. E abbiamo almeno due americani che potremmo riuscire a tenere”.



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