Aru: “Clima ideale nella nuova squadra”

Il sardo ospite di Radio Corsa e de La Gazzetta dello Sport

Fabio Aru con la nuova maglia del Team UAE Emirates

Fabio Aru con la nuova maglia del Team UAE Emirates

Ospite de La Gazzetta dello Sport, Fabio Aru ha continuato il suo tour tra interviste e presentazioni, con anche la nuova maglia del Team UAE Emirates. Il Tricolore fa tutto il giro del busto, mentre lo sponsor si riduce, come volevano i critici della prima versione.



“Sono al centro di un progetto – dice il ciclista sardo, appena tornato dall’isola -, ho visto l’armonia sin dal primo ritiro di dicembre in Sicilia, credo che io, Kristoff e Martin possiamo essere figure di riferimento per i giovani che già c’erano in squadra. Il mio carattere? Non penso di dover essere più spavaldo, à la Sagan, credo di avere il mio carattere e di non dover cambiare, rimanendo timido e umile come sono. Molta sfortuna? Non mi sento uno sfigato, probabile che i momenti difficili siano stati di più di quelli felici, ma ciò che conta è rialzarsi e riproporsi al meglio, le responsabilità ti spingono a fare meglio, il ruolo di capitano non mi pesa, e il Tricolore è un sogno ogni volta che lo vedo al mattino. Mi sarebbe piaciuto avere come compagni, anche all’UAE Emirates, Cataldo e Luis Leon Sanchez, ma io ho trovato l’accordo a ottobre e loro hanno avuto una buona offerta dall’Astana, hanno fatto bene ad accettarla. La squadra? In salita abbiamo Conti, Polanc, Durasek, Atapuma, uomini importanti, anche i gregari fortissimi hanno bisogno di un capitano che sappia guidarli, altrimenti non rendono al massimo. Per quanto mi riguarda, io quando sto bene attacco e non mi pongo il problema di quanto manchi all’arrivo, mi piace l’attacco, piace al pubblico, poi chiaramente l’azione deve avere un senso. Ma il ciclismo ha bisogno di spettacolo, di istinto. I Mondiali di Innsbruck? Non sarà un problema convivere con Nibali, già alle Olimpiadi di Rio andammo d’accordo, con la maglia azzurra non si può tradire”.



In serata Aru è stato ospite anche di Rai Sport, nella trasmissione “Radio Corsa”. “Era il momento di cambiare dopo aver imparato tanto in Astana, le emozioni della Maglia Gialla sono indimenticabili e le assapori ancora di più con il passare del tempo. I bei ricordi aiutano ad aumentare la consapevolezza nei propri mezzi”.

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