Addio a Vicini, quando disse: “Nessuno come Riva”

E’ morto a 85 anni l’ex CT della Nazionale, pilastro del calcio italiano: “Gigi, come te nessuno mai”

Gigi Riva, Enzo Bearzot e Azeglio Vicini

Gigi Riva, Enzo Bearzot e Azeglio Vicini

Se n’è andato a 85 anni Azeglio Vicini, uno degli uomini storici del calcio italiano, vista la sua lunga militanza in azzurro, con il culmine dell’avventura da Commissario Tecnico dal 1986 al 1991, raccogliendo l’eredità di Bearzot e lasciando all’era Sacchi. Una vita in FIGC, da quando (nel 1968) affiancò il Valcareggi fresco campione d’Europa per poi proseguire come vice di Bearzot (con Maldini), quindi tecnico dell’Italia Under 23, dell’Under 21 (da cui attinse per il ciclo nella Nazionale maggiore) e della squadra che arrivò in semifinale agli Europei dell’88 e ai Mondiali del ’90. A lui è legato anche l’ingresso nel mondo azzurro di un certo Gigi Riva.




Il cesenate Vicini, che da calciatore (centrocampista di governo e inserimenti) vestì le maglie di Vicenza, Sampdoria e Brescia (qui risiedeva ed è morto), non ha mai nascosto la predilezione per Gigi Riva, che nell’87 entrò nel “club azzurro” come dirigente proprio sotto la gestione Vicini. «Il calciatore più forte che ho incrociato? Gigi Riva – diceva cinque anni fa in un’intervista al Giornale di Brescia – Aveva una facilità di calcio con la palla in movimento che così non ho più visto in nessuno. E poi pensateci: chi è stato determinante come lui, capace di far vincere uno scudetto al Cagliari? Quando lo vedo gli dico: segnavi 20 gol a stagione, ma se fossi andato in una grande ne avresti fatti almeno 40 alla volta».

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