La squadra del Trinità

La squadra del Trinità

Lo scorso turno di Seconda Categoria sarda è stato caratterizzato da una polemica seguente alla partita tra l’U.S. Trinità 1968 e il Santa Teresa Calcio. Attraverso le pagine del quotidiano La Nuova Sardegna, infatti, i giocatori della squadra lungonese hanno lamentato degli episodi di razzismo che avrebbero subito i loro compagni di colore. In particolare i quattro atleti africani (tre in campo, uno in panchina) ospiti presso il centro di accoglienza temporaneo per migranti di Porto Pozzo. A parlare è stato anche un tifoso, Giovanni Bitti, che ha dichiarato di aver sentito proferire offese come “Scimmioni, africani, siete abituati a correre con i leoni. Abbiamo sollecitato anche l’arbitro, ma la partita è andata avanti come se niente fosse“. Ha parlato anche il capitano del Santa Teresa Mattia Piazza: “Sono volate parole grosse, esagerate in ogni campo, di gioco e di vita. Ho chiesto anche io di calmare gli animi, ma ormai la situazione era sfuggita di mano




Sempre sul giornale diretto da Antonio Di Rosa, un tifoso, Tomaso Mannoni, ha aggiunto che “Il pubblico è stato composto, i comportamenti scorretti ci sono stati in campo. Insulti gratuiti che hanno contribuito a fomentare il clima di tensione. Una brutta pagina nel mondo delle piccole realtà di calcio, sono volati anche spintoni“. Ad acuire la tensione sarebbe stata l’espulsione di Ibraim Peter Kouiate per un fallo di gioco a pochi minuti dal termine, così commentato dal presidente Pietro Addis: “Ero impegnato a fare il guardalinee e ho visto solo la mischia successiva, mi trovavo a 30 metri e non so dire cosa sia successo né se siano volate parole grosse nei confronti dei ragazzi di colore – in più ricorda che nel 2014 un giocatore del Trinità era stato vittima di un episodio di razzismo – all’epoca tra le nostre file c’era il senegalese Fadel e a Perfugas dagli spalti volarono insulti al centrocampista. Quindi, siamo i primi a condannare gesti simili. A fine gara abbiamo addirittura invitato gli ospiti al terzo tempo. La nostra società quest’anno festeggia 50 anni, contiamo su tre settori giovanili. Crediamo molto nei valori del mondo sportivo“.

A proferire parola sul quotidiano sardo anche i due sindaci. Così Giampiero Carta di Trinità: “Di sicuro non è un atto razzista, non so cosa sia successo in campo, ma sono convinto che si sia trattato di un episodio legato solo a questioni agonistiche. Lo sport, il calcio, deve essere vissuto nel rispetto massimo di tutti“. Cosi Stefano Pisciottu di Santa Teresa di Gallura: “Bisogna favorire l’integrazione e il rispetto, ancor più nel mondo dilettantistico. Si corre il rischio di avere ripercussioni sui campi di gioco di quanto sta avvenendo a livello nazionale. Lo sport in generale non va inquinato con ripercussioni razziste. I risultati sono legati solo alle caratteristiche delle squadre“.

Salvatore Mamia, mister del Trinità, con uno dei ragazzi ospiti a Paduledda

Salvatore Mamia, mister del Trinità, con uno dei ragazzi ospiti a Paduledda

Giusto ricordare che nel paese di Trinità d’Agultu e Vignola sono tutt’oggi ospitati un alto numero di migranti presso il centro di accoglienza di Paduledda, molti dei quali frequentano regolarmente le scuole del paese, senza che mai si siano segnalati episodi di razzismo. Anche dal punto di vista sportivo paiono piuttosto attivi: lo stesso Salvatore Mamia, allenatore dei rossoblù, ha avuto modo in alcune occasioni di allenarli nel centro sportivo di Isola RossaI quattro mori“, come possibile vedere nell’immagine.

Riportiamo integralmente, senza modifiche o commenti a margine, il comunicato stampa di replica emanato dal direttivo dell’U.S. Trinità 1968 in risposta alle accuse del Santa Teresa, in modo che ognuno sia libero di trarre le proprie conclusioni solo dopo aver sentito le voci di entrambe le parti chiamate in causa:

Alcuni articoli di stampa a commenta della partita di calcio svolta tra la nostra squadra e la squadra di S. Teresa della scorsa domenica riportano fatti incresciosi accaduti nel finale della partita e sviluppi razzisti contro giocatori di colore del S. Teresa di Gallura da parte dei nostri tesserati.

Dobbiamo per nostra fortuna smentire le accuse che sono state rivolte ai nostri giocatori ed alla nostra tifoseria. La nostra società che quest’anno festeggia i cinquant’anni della sua storia si è sempre contraddistinta per la sportività e l’accoglienza che contraddistingue anche Trinità d’Agultu e Vignola.

Sul nostro territorio vi è un importante Centro di accoglienza che ospita molte persone di colore e mai nulla è accaduto che potesse far intravedere il minimo aspetto razzista nella nostra Comunità.

La nostra società sarebbe la prima in caso fossero stati veri i fatti raccontati a scusarsi con i giocatori e con la dirigenza della squadra ospite.

Ma così non è. Nessuna ingiuria razzista è stata proferita dai nostri giocatori contro giocatori avversari di colore e neanche da parte dei nostri tifosi. Ci incolpano di fatti accaduti a fine partita a seguito dell’espulsione di un giocatore del S. Teresa che aveva commesso un pericoloso fallo da tergo ad un nostro giocatore. Ma l’arbitro ha applicato il regolamento ed ha applicato la giusta espulsione come avrebbe sicuramente sospeso la partita qualora avesse ascoltato cori ed ingiurie razziste nei confronti dei giocatori.

Ma allo stesso tempo non ci stiamo a chi usa questi mezzi di disinformazione per scrivere sulle prime pagine dei quotidiani. Questi sono argomenti che fanno sensazione e vanno subito in prima pagina ma quando sono verificati e veri.

Ma se non sono tali è solo disinformazione.

La nostra squadra ha sempre accettato le vittorie e le sconfitte che vengono dal campo e non quelle che derivano da decisione extra campo per di più non vere. Non usiamo tali mezzucci e neanche vogliamo che ne usino altri contro di noi.

Vogliamo solo fare dello sport e che i nostri giocatori ci rappresentino nella lealtà, nella sportività e nella corretta amicizia tra i Popoli e non essere lo strumento di nessuno.

Chiediamo che sia dato al presente comunicato la stessa evidenza data agli articoli apparsi e ci auguriamo che tutti, noi per primi, non cavalchiamo più gli interessi personali il forte disagio sociale che purtroppo sta dilagando.



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