Nicolò Barella contro Federico Chiesa in Cagliari-Fiorentina 0-1 (foto: Zuddas)

Nicolò Barella contro Federico Chiesa in Cagliari-Fiorentina 0-1 (foto: Zuddas)

Lo sbadiglio è un riflesso umano le cui cause sono da ricercare in noia, fame, stanchezza e stress. Chi non si era ancora seduto a tavola mentre guardava il lunch match fra Sassuolo e Cagliari, ha probabilmente manifestato più volte una di queste condizioni, visto l’orario e la partita che ne è scaturita. Non di certo il miglior spot per il calcio italiano, ancora una volta vittima della scarsa audacia delle due squadre. Neroverdi e rossoblù hanno preferito fare pari e patta piuttosto che farsi male, mettendo in cascina un punto utile per allungare di un ulteriore passo sulla sconfitta SPAL. I sardi si portano così a +8 sulla zona retrocessione, ma chi si accontenta non sempre gode.

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CHI NON RISICA NON ROSICA – Il Cagliari del primo tempo ha timidamente provato a impensierire il Sassuolo. Gli emiliani non hanno mai dato la parvenza di essere impenetrabili, anzi. La compagine di Iachini si è rivelata piuttosto fragile sia sul piano tecnico che psicologico, scomparendo a tratti dalla partita e palesando tutte le sue difficoltà quando attaccata dagli isolani. Quest’ultimi, nella ripresa, si sono colpevolmente abbassati, senza rischiare particolarmente (occssione di Berardi a parte) ma permettendo a Babacar e soci di orbitare pericolosamente intorno all’area cagliaritana. Con un po’ più di intraprendenza, portare via l’intera posta e portarsi a +10 non sarebbe stata roba da poco, in un campionato davvero povero e tenuto in vita dalla lotta al vertice e da quella per i posizionamenti europei. In coda va pian piano delineandosi il tutto, e solo un netto calo del buon Crotone di Zenga potrebbe permettere alle neopromosse di sperare in un lieto fine.



CABINA VUOTA – La nota più stonata della giornata di Reggio Emilia è l’infortunio di Luca Cigarini. Il regista isolano ha dovuto abbandonare il match anzitempo, in seguito a un duro scontro di gioco. Sembra quasi la punizione divina inflitta da un ipotetico dio del pallone che rimprovera al direttore sportivo Giovanni Rossi di non aver operato sulla mediana trovando un sostituto naturale del numero 8 rossoblù. Già in passato erano emersi non pochi problemi in seguito all’assenza di un calciatore dalle grandi capacità tecniche nel muovere i fili della mediana. L’esperimento Cossu fallì praticamente in partenza, senza considerare che nemmeno Barella sembra in grado di poter prendere in mano il centrocampo, non oggi. L’enfant prodige classe ’97 ha sbagliato una marea di palloni nel momento in cui Lopez lo ha spostato al centro dei cinque, e sembra non possedere le caratteristiche mentali appropriate per interpretare quel ruolo, data la sua irruenza e frenesia palla al piede, un’elettricità che è pregio in determinate zone e frangenti ma non quando bisogna dettare i tempi alla truppa. Cosa si inventerà dunque il nocchiero di Montevideo?

ANCORA CLEAN SHEET Sicuramente da premiare, e impossibile da non menzionare, l’ennesima ottima prova della difesa cagliaritana. Ok Ceppitelli, ancor meglio Andreolli che non fa rimpiangere il desaparecido Romagna, ormai misteriosamente relegato in panchina da alcuni turni. Nuova prestazione da incorniciare per Castan: il centrale brasiliano appare tra i più pimpanti, non ha sbagliato un colpo nelle tre gare giocate, e pensare che rappresentava un’incognita dal punto di vista atletico. L’ex Roma sembra aver ormai fugato tutti i dubbi che fin dal suo arrivato si erano instillati sul suo conto. Leo dà sicurezza a tutto il reparto: arcigno in marcatura, ostico da superare nell’uno contro uno e impossibile da spostare dal pacchetto difensivo nonostante, a detta di Lopez, le rotazioni siano sempre vive.



E ORA VERONA – Nel prossimo turno, il Cagliari sarà ancora lontano dalla Sardegna Arena. I sardi saranno impegnati in trasferta al “Bentegodi” di Verona contro un Chievo in netta difficoltà. La formazione di Rolando Maran ha totalizzato due punti nelle ultime dieci partite, venendo sconfitto in questo filotto anche dal fanalino di coda Benevento. L’occasione è troppo ghiotta per non provare a fare il colpaccio. Fare punti, e s’intende bottino pieno, significherebbe dare una nuova e forse definitiva spallata alla graduatoria della Serie A, visto anche il proibitivo turno che aspetta la SPAL, di scena al “San Paolo” contro la capolista Napoli. Non va dimenticato che, dalla prossima stagione, la nuova ripartizione dei diritti televisivi del massimo campionato permetterà alle squadre medio-piccole di avere un buon incremento delle entrate. Un posizionamento migliore vorrebbe dire altri soldi in più e proiettare magari il Cagliari un gradino sopra alle attuali gerarchie del pallone tricolore, per poi puntare concretamente nel futuro a esaudire il desiderio del presidente Giulini di vedere una squadra stabilmente nella top ten del Belpaese.

Mattia Marzeddu



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