Continuare a volare? L’Arzachena sa come si fa!

L’analisi del momento smeraldino dopo il pari di Monza

Un'esultanza dell'Arzachena (foto: Sandro Giordano)

Un’esultanza dell’Arzachena (foto: Sandro Giordano)

Uscita indenne dalla trasferta in Brianza, l’Arzachena infila il terzo risultato utile consecutivo (7 punti su 9 disponibili) e guarda con sempre maggior ottimismo al futuro. La trasferta monzese, infatti, era una prova del livello di maturità raggiunto dai ragazzi di mister Giorico, che sono stati eccellenti nel non perdere mai il controllo della situazione che, in più di un momento, sembrava girare male col Monza che provava ad assediare l’area di rigore smeraldina. Al triplice fischio finale il pareggio soddisfa sicuramente di più i galluresi, che nel conto del doppio confronto coi biancorossi hanno conquistato 4 punti sui 6 a disposizione.

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Essenzialità – I biancoverdi hanno dato vita a 90 minuti di concretezza applicata: fase difensiva attenta a limitare gli spazi con pressione nella propria metà campo da parte di tutti gli effettivi. Impossibile non citare i ripiegamenti delle tre punte, Curcio-Sanna-Vano, che in una domenica avara di opportunità in zona gol si sono messi a disposizione in copertura come i più classici dei medianacci. Interessanti anche le ripartenze, sempre armoniche, evitando rischi inutili con una gestione intelligente della palla in transizione.

Carattere – Molto positiva la reazione caratteriale della squadra una volta subito il gol dello svantaggio, che poteva rappresentare una mazzata psicologica. I due cambi, Bonacquisti e Musto per Bertoldi e Vano, sono entrati immediatamente in partita e la squadra in dieci minuti ha messo in grave difficoltà i padroni di casa, trovando il pari proprio col timbro dell’attaccante arrivato a gennaio. Ottenuto il pari l’Arzachena ha ripreso il suo atteggiamento di attesa, lasciando nuovamente il pallino del gioco al Monza e provando la ripartenza. Una speculazione che ha pagato, pur con qualche brivido.



Le palle da fermo – A rovinare la domenica smeraldina, semmai, è stata la scarsa prestazione difensiva sulle palle da fermo: al di là del gol subito, su corner, ogni calcio piazzato ha portato brividi dalle parti di Ruzittu, e solo un grande intervento del portiere biancoverde su incornata di Coi ha negato il secondo vantaggio ai monzesi. Qualcosa su cui lavorare attentamente, come detto nel post-partita dallo stesso Ruzittu, perché in partite così equilibrate questi episodi possono incidere fatalmente sul risultato finale.
Futuro – Al netto di ciò, dalle parti del Pirina (dove dovrebbero iniziare a breve i lavori) ci sono tanti motivi per sorridere, tra cui la classifica: il quartultimo posto è distante 6 punti, ma il penultimo occupato dalla coppia Prato-Gavorrano è a 15 lunghezze, dettaglio importante visto che in caso di distacco superiore agli 8 punti lo spareggio non si giocherebbe.
Paradossalmente gli smeraldini sono più vicini al quinto posto, appena 3 punti, e nulla vieta ai tifosi di sognare un ingresso da out-sider nella lotta promozione. Sognare non costa niente, specialmente perché alla concretezza ci pensano capitan Bonacquisti e compagni.
Domenica arriva un’altra squadra storica: il Pisa, che all’andata si impose per 1 a 0 senza strabiliare. L’Arzachena è pronta a scrivere una nuova pagina di storia.

Claudio Inconis

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