Non si possono far miracoli

L’analisi sull’Olbia dopo lo scialbo pareggio interno col Pro Piacenza

Bernardo Mereu (foto: Sandro Giordano, photopoint)

Bernardo Mereu (foto: Sandro Giordano, photopoint)

L’Olbia non sa più vincere né fare gol, e quando trovi una squadra (il Pro Piacenza) che dell’1-0 ha fatto ragione di vita diventa normale vedere un andamento e un finale come quello di ieri al “Bruno Nespoli”. Partita piatta e senza acuti, un continuo studiarsi sul precario equilibrio di chi ha dei difetti e sa di non poter rischiare. Il punto colto da Ragatzu e compagni è un brodino caldo che permette di muovere la classifica, ma è indubbio come la situazione sia tutt’altro che rosea. Parlare dell’infortunio di Ogunseye diventa banale e ritornello stancante, però tutto ruota attorno all’assenza di un centravanti, che complica enormemente un lavoro pieno di lati positivi.

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Dalla sfida contro la Carrarese, quando il ventiduenne centravanti uscì a fine primo tempo, si è spenta la luce offensiva dell’Olbia. Ragatzu, sempre volenteroso e ispirato a tutto campo, “canta e porta la croce” (citando Mereu post-partita), sapendo bene di dover fare quasi tutto da solo e finendo per andare fuori giri senza produrre granché. Del resto, se nelle ultime quattro gare l’Olbia ha segnato un gol su rigore un motivo ci sarà. Non si inventa nulla, insomma, il problema è che da qui alla fine i galluresi dovranno trovare soluzioni in casa, non sarà semplice perché il materiale non è pregiato e il tempo è pochissimo.

Meglio, dunque, concentrarsi e rinforzare gli aspetti positivi, che come detto non sono pochi. L’Olbia vista contro il Pro Piacenza ha fatto la partita, non sempre con qualità, e ha concesso (rischiando grosso) un solo tiro in avvio di gara. Mereu può contare su tanti giovani che appaiono maturi: a centrocampo, col regista Muroni e le mezzali Pennington e Feola, arrivando al nuovo Vallocchia, subito strutturato e di personalità, sia nelle vesti di trequartista sia da mezzala. La difesa, poi, conta su tre centrali (Dametto, Leverbe, Iotti) che sono tra i migliori della categoria, accanto i quali Pinna e Cotali non tremano. Molto bene il trenino bresciano, autore di una delle sue migliori prestazioni in assoluto, mentre il ventenne di Zeddiani non ha fatto rimpiangere Pisano, uscito per infortunio muscolare dopo mezzora.



Già, infortuni e defezioni varie rischiano di non far dormire nelle prossime notti. Ogunseye e Piredda, Pisano (da valutare), Muroni e Vallocchia (squalificati). Insomma, quando piove grandina. Ora ci sono le trasferte di Pistoia e Siena, consecutive. Una salita irta che andrà affrontata con quel gruppo granitico rivendicato dal nocchiero di Triei sabato scorso, ma anche con le meningi spremute al massimo per pescare nuovi ingredienti in cambusa. La verve, la disponibilità al sacrificio e all’apprendimento mostrate da Senesi sono il miglior incoraggiamento in tal senso.

Fabio Frongia

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