Damir Ceter con il numero 24 (foto: Agenzia Fotocronache)

Damir Ceter con il numero 24 (foto: Agenzia Fotocronache)

Per molti Damir Ceter è ancora un oggetto misterioso. Perché non ha esordito con la prima squadra e ha giocato solo due partite con la Primavera di Max Canzi. Ma soprattutto perché è arrivato al Cagliari a sorpresa e con poche notizie dalla sua Colombia, oltre all’eredità di un infortunio con operazione chirurgica. L’ex Deportes Quindio è quindi tutto da scoprire. Intanto si è definito più simile a Muriel che a Zapata, per restare nell’ambito di celebri connazionali, ma i dati e le analisi dettagliate delle uniche due prestazioni forniscono molti spunti di riflessione e discussione che andiamo a vedere nel dettaglio. E che spesso non si notano alla sola prima visione (anche dal vivo) delle partite.



Se contro la Ternana, partita persa in casa dai rossoblù, Ceter era parso appesantito e pesce fuor d’acqua, contro la Salernitana (avversario più abbordabile, va detto), il colosso sudamericano si è segnalato per una crescita evidente. E l’analisi regala ulteriori note di merito per un ragazzo che, sempre in fatto di paragoni, ricorda molto Victor Ibarbo. La morfologia è infatti diversa da quella del suo idolo Falcao e dello stesso Muriel, perché Ceter abbina sia le caratteristiche del panzer sia quella della punta mobile che si può affiancare al centravanti classico. Un discorso molto interessante anche in ottica prima squadra, con cui si allena e dove Lopez lo ha fatto scaldare per pochi minuti contro il Napoli. Potrebbe infatti affiancare Pavoletti perché condivide con Han l’imprevedibilità e la rapidità nelle le transizioni positive; potrebbe giocare con il nordcoreano perché, come il livornese, ha dalla sua grande fisicità e capacità di giocare spalle alla porta.

Qui sotto, un’emblematica azione personale sulla fascia sinistra saltando ben quattro avversari

Ceter è una prima punta classica, potenzialmente in grado di diventare un delantero moderno, capace quindi di fare reparto da solo ma anche di svariare su tutto il fronte offensivo. In grado, inoltre, di prendersi responsabilità palla al piede e in velocità, dialogando con i compagni o assistendoli. Ceter utilizza molto bene il proprio corpo per prendere posizione e rifinire con sponde, diventando il riferimento offensivo per le verticalizzazioni dalle retrovie. Oltre a questo, è dotato di una forza esplosiva che gli consente di essere devastante in accelerazione e dribbling, sfruttabili soprattutto nelle transizioni positive della propria squadra. Evidente, poi, la facilità al tiro. Contro la Salernitana, per esempio, ha fatto registrare il 100% (6/6) alla voce dribbling riusciti. Decisamente un bel biglietto da visita.



In un’altra azione, Ceter salta due giocatori, si appoggia sull’esterno per poi ricevere il filtrante del suo compagno di squadra. Da notare come sia bravo nell’attaccare sempre la zona cieca del difensore. A colpire, soprattutto in prospettiva, non sono solo le doti tecniche ed atletiche ma anche l’attitudine mentale, perché in molte circostanze appare un giocatore consapevole dello spazio attorno a sé e delle possibilità che ci sono per sfruttarlo.

Scarico e via alle spalle del difensore!

Nelle immagini di seguito, prima di ricevere palla, Ceter si guarda alle spalle per valutare la posizione di compagni ed avversari. Una situazione e un comportamento che potrebbero sembrare banali, ma che non tutti i calciatori di vent’anni (Ceter è un classe ’97) attuano con continuità nel corso di una partita.

Un occhio sempre dietro!

Sempre in riferimento alla partita contro la Salernitana, Ceter ha dato ottimi segnali anche sul fronte della concentrazione al momento di soffrire con la squadra in fase di non possesso. Pronto a fiutare l’errore dell’avversario portando il primo pressing, in una transizione difensiva Ceter recupera il pallone recuperando quattro metri al difensore. Capacità atletiche ma anche voglia di sacrificarsi, il massimo che un allenatore possa chiedere.

La falcata anche in difesa!

a cura di Francesco Piccirilli

Vuoi conoscere meglio il lavoro di Francesco Piccirilli, confrontarti e dialogare con lui sui temi del calcio e l’analisi applicata ad esso? Clicca qui!

Altre notizie relative

Diavolo di un Cagliari | LE PAGELLE Bella vittoria rossoblù in casa del Milan nel Primavera 1 | CRONACA, TABELLINO & PAGELLE
Rastelli: “A Cagliari non avevo tempo di sbagliare” Il nuovo tecnico della Cremonese descrive così il periodo in Sardegna
Barella: “Zola un mito, Conti un esempio” Il centrocampista del Cagliari si racconta

...e tu cosa ne pensi?

300