Olbia, un anno dopo

Dodici mesi di crescita: dal dramma all’obiettivo playoff

Bernardo Mereu

Bernardo Mereu

Era l’8 aprile 2017 quando l’Olbia si inchinava al cospetto di una Racing Roma ormai condannata alla retrocessione in D. L’ennesimo pomeriggio da dimenticare di un periodo nero, iniziato sotto la gestione Mignani e proseguito durante l’interregno targato Simone Tiribocchi. Una squadra confusa nelle idee e incapace di reagire sul piano caratteriale, lontana parente della compagine brillante che aveva entusiasmato la platea gallurese nel primo scorcio di stagione. Una piega che sembrava condurre i bianchi ai playout, costringendoli a guardarsi alle spalle per evitare la retrocessione diretta. Apparentemente proibitiva ogni speranza di salvezza diretta.



Nel marasma, arrivò la lucida intuizione di una società messa alle corde da risultati e contestazione. Davanti ad una piazza in subbuglio e con una squadra ormai sfaldata, il sodalizio gallurese puntò tutte le sue fiches su un tecnico navigato ma assente in terza serie da oltre dieci anni: Bernardo Mereu. Il tecnico di Triei, a testa bassa e senza proclami, mise in cascina 10 punti su 12 a disposizione, con una squadra che ne aveva raccolto soltanto uno nei tre mesi precedenti. L’ex tecnico di Villacidrese e Torres convinse i suoi giocatori a sporcarsi le mani, dando loro più ordine e fiducia: la salvezza diretta, insperata quattro settimane prima, fu il coronamento di un mese ai limiti della perfezione.

Un mese che ha rappresentato la base di partenza per la stagione in corso, durante la quale l’Olbia – in piena lotta playoff – ha già conquistato gli stessi punti dello scorso anno (42), trovando maggior solidità e soprattutto mettendo in tasca la salvezza quando mancano ancora 5 partite da giocare. Nella valigia del campionato, successi di prestigio (Livorno e Pisa su tutti) e qualche fisiologico periodo di flessione che non ha inficiato il sogno del post season da cullare. Obiettivo ambizioso di un gruppo che – vista la carta d’identità – è destinato a crescere ancora. Seguendo la propria guida e la sua filosofia: tanto lavoro e poco fumo.

Stefano Sulis





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