Pinna, Biancu e Ragatzu

Pinna, Biancu e Ragatzu

Si affrontavano le squadre più giovani dell’intera Serie C con una situazione di classifica e ambizioni molto diverse. Il Prato – fanalino di coda porta avanti delle idee di gioco che, unite all’impellenza di far punti, stanno creando grattacapi a parecchie squadre – opposto all’Olbia che non ha mai abbandonato la zona mediana della classifica, facendosi ammirare in prestazioni di livello contro corazzate di alta classifica e che continua a vedere alla sua portata qualche chances di acchiappare i play off. Il risultato ha detto che le due compagini si sono equivalse ma a rammaricarsi, a fine gara, può essere solo la truppa di Mereu. 

EFFETTO SORPRESA. Il grande merito di mister Catalano è stato aver sparigliato le carte proponendo un inatteso 3-4-3 (rispetto al consueto 4-3-3) che ha tenuto l’Olbia ostaggio della velocità e dell’ampiezza di gioco dei suoi ragazzi. Spinti dall’entusiasmo e da un pressing alto e asfissiante, Ceccarelli & Co. hanno mandato fuori giri i bianchi che sembravano rincorrerli a vuoto. L’effetto sorpresa è svanito dopo mezz’ora, quando i ragazzi di Mereu hanno preso le contromosse e ritrovato ordine in mezzo al campo. Nonostante tutto i toscani sono arrivati in vantaggio all’intervallo grazie a un rigore concesso per un fallo di mano di Cotali trasformato da Ceccarelli. 



L’AGO DELLA BILANCIA. Come sottolineato da mister Catalano a fine gara, l’Olbia ha qualcuno che sposta gli equilibri come pochi nella categoria. Si tratta ovviamente di Daniele Ragatzu. Così avulso dalle manovre nel primo tempo e così determinante nella ripresa, è riuscito a cambiare volto alla squadra rendendola pericolosa con punizioni (ringrazia Iotti al primo centro coi bianchi) e cross in mezzo, oltre a una traversa su punizione dal limite.

GREEN LINE. Al triplice fischio l’Olbia più giovane della stagione  (età media 21,9) ha ottenuto un punto che sta stretto alla luce delle occasioni avute. “Serve più cattiveriadice Iotti. Forse è solo questa la “colpa” di questa Olbia. Olbia Prato, al di là di tutto, è lo spot di un calcio sostenibile, che non sempre può concedersi il lusso dei risultati. Non succede a Prato, dove mister Catalano elogia i suoi ragazzi che tentano di conquistarsi per lo meno i play out, ma succede in Gallura, dove giocare con i giovani sta togliendo più di una soddisfazione allo staff dei bianchi. “Loro sono come noi ma fanno punti”, il lapidario commento del tecnico pugliese.

SLIDING DOORS. Verrebbe da chiedersi se con tutti i titolari che hanno iniziato la stagione avremmo assistito ugualmente a un risultato del genere o se, invece, le defezioni non si siano rivelate fondamentali nel non far calare quasi mai l’attenzione e mell’aver tenuto tutti abili arruolabili e pronti alla chiamata del mister. Il tecnico ha il grande merito di essere riuscito a gestire e lanciare tanti prospetti che hanno detto la loro in molte occasioni. Senza over a disposizione e con i numerosi infortuni abbiamo assistito all’esordio di Mossa (l’ultimo in ordine di tempo) centravanti che sembrava destinato al Torino e ha scelto di restare in Gallura trovando ieri qualche minuto, ben giocato, in una gara non facile, oltre che alla maturazione di Biancu e Pennington, alla scoperta di Vallocchia e Silenzi, alla crescita di Cotali, Pinna e Iotti. 

Ancora in corsa per un risultato prestigioso e già meglio rispetto alla scorsa stagione. I risultati in questi progetti non possono essere immediati ma la crescita, un anno dopo, appare evidente.

Roberta Marongiu



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