Fabio Aru (photo Roberto Bettini/BettiniPhoto©2018)

Fabio Aru (photo Roberto Bettini/BettiniPhoto©2018)

Subito scintille nella prima tappa del Tour of Alps. L’Arco-Folgaria di 134 km ha visto il rientro alle corse di Fabio Aru, che ha concluso la sua fatica in 10ª posizione . Un buon test quello del villacidrese che, dopo i recenti problemi fisici di fine marzo, ha provato nella salita conclusiva a scattare dal gruppo, dando il via di fatto all’azione che ha deciso la corsa. Gloria per l’Astana che ha fatto una doppietta con Pello Bilbao e Luis Leon Sanchez, conquistando anche la prima maglia di leader col basco.



LA CRONACA: Nove i fuggitivi iniziali, Joan Bou (Nippo-Fantini), Alex Turrin (Wilier-Selle Italia), Mathias Krizek (Felbermayr-Simplon), Aleksej Saramotins (Bora-hansgrohe), Natnael Berhane (Dimension Data), Davide Ballerini (Androni-Sidermec), Pascal Eenkhorn (Lotto NL), Marco Friedrich (Tirol Cycling Team) e Aleksey Rybalkin (Gazprom), ripresi alla spicciolata dal gruppo tirato dalla FDJ-Groupama, che ha accelerato il ritmo nel lungo tratto in salita che portava all’ultimo GPM della tappa, quello di Serrada: qui ci provano Stalnov, Reichenbach e soprattutto Thibaut Pinot, ma gli attacchi sono stati neutralizzati dalla SKY. Soltanto il corridore della Bardiani-CSF Giulio Ciccone riesce a prendere il largo. A -7 km dal traguardo scintille in gruppo, prima Aru prova uno scatto poi di contropiede Chris Froome accelera e si porta dietro i soli Pozzovivo, Pinot e Bennett: il quartetto va a prendere Ciccone, ma viene a sua volta raggiunto da un’altra dozzina di corridori comprendenti il sardo. Nel tratto di discesa che portava all’ultimo strappo di Folgaria, si avvantaggia Pello Bilbao che riesce a sorprendere tutti e portarsi a casa tappa e maglia. Alle sue spalle si sono piazzati Luis Leon Sanchez e Sosa Cuervo (Androni), poi più staccati a 10″ il grupppetto con Pinot, Froome, Pozzovivo, Bennett, Ciccone, Hermans e a 14″ Il Cavaliere dei Quattro Mori. Martedi 17 aprile la tappa clou della corsa trentina, con la Lavarone-Fiemme di 145 km e l’arrivo ai 1750 metri dell’Alpe di Pampeago al termine di una salita di 7,7 km al 9,8% di pendenza media.



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