‘La Mini Transat’, il libro sull’avventura che solo un sardo è riuscito a concludere

Postato il 06 Ago 2014
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Gaetano Mura

Gaetano Mura

a cura di Gian Basilio Nieddu

Il libro racconta la storia della regata Mini Transat dalla prima edizione del 1977 all’ultima del 2013. La MiniTransat si svolge ogni due anni, in solitario su imbarcazioni della lunghezza di sei metri e cinquanta. Creata nel 1977 la Transat è una risposta ‘’umana’’ alle regate transoceaniche che si corrono con barche che richiedono un forte impegno finanziario e sfoggiano la più innovativa tecnologia. Con la Mini Transat si valorizza la componente umana e le capacità dei navigatori. Le prime MiniTransat si disputarono da Penzance, un piccolo porto che si trova a 100 km ad ovest di Plymouth per arrivare, dopo uno scalo alle Canarie, nelle Antille Francesi. Nelle edizioni successive e precisamente dal 1985 la città di partenza divenne Brest che cedette poi negli anni 90 il testimone a La Rochelle nella Charente Maritime mentre la meta è stata Salvador de Bahia in Brasile (con scalo tecnico a Lanzarote o a Madeira). Infine l’ultima edizione da Douarnenez a Pointe a Pitre.

Nel libro si ripercorrono le tappe di questa avventura sportiva che sta per toccare i 40 anni con le sue tragedie (nella prima edizione scomparve il concorrente belga Patrick Van God) e i suoi protagonisti. Si tratta di velisti internazionali come Michel Desjoyeaux, Ellen MacArthur, Isabelle Autissier tra i più forti skipper al mondo. Poi un pezzo di Italia con i connazionali Giancarlo Pedote, Michele Zambelli, Alberto Bona, Andrea Iacopini, Federico Fornaro, Federico Cuciuc. E unico degli skipper sardi: Gaetano Mura.

L’autore Jean-Luc Garnier oltre date, numeri, biografie, aneddoti spiega bene la singolarità di questa regata che ha una sua particolare filosofia: si resta isolati dal mondo. ‘’La Mini Transat è rimasta l’unica regata oceanica al mondo, nella quale il solitario rimane veramente solo’’ scrive infatti l’autore. Insomma una storia tutta da conoscere per chi vuole comprendere la magia della vela oceanica, quella ancora a dimensione umana.

Gaetano Mura durante l'ultima Transat Jacques Vabre

Gaetano Mura durante l’ultima Transat Jacques Vabre

La Mini Transat: Il libro sulla regata oceanica su un guscio di noce

Attraversare l’Atlantico a bordo di un guscio di noce lungo 6 metri e 50, senza comunicare, dormendo poco, razionando il cibo, combattendo con la solitudine e contando solo sulle proprie forze fisiche e mentali. E’ la Mini Transat. Una sfida agonistica che da quasi quarant’anni si ripete e ha rappresentato per tanti valorosi navigatori un rito d’iniziazione alla vela oceanica. Un mito che hanno ben descritto Jean-Luc Garnier (marinaio, giornalista, scrittore e direttore della Mini Transat tra il 1985 e il 1995) e Christophe Julliand (istruttore federale di vela, giornalista che collabora come free lance con varie testate ed editori di vela) nell’opera La Mini Transat (pubblicata di recente da Edizioni Mare Verticale).

Un racconto della regata dove si sono cimentati tutti i più grandi skipper al mondo che sono salpati dalla Francia e approdati nelle coste dei Caraibi o a San Salvador de Bahia in Brasile (l’itinerario ha subito modifiche nel corso degli anni). I protagonisti della Mini Transat raccontanti nelle pagine di Garnier e Julliand sono velisti internazionali come Michel Desjoyeaux, Ellen MacArthur, Isabelle Autissier; poi gli italiani Giancarlo Pedote, Michele Zambelli, Alberto Bona, Andrea Iacopini, Federico Fornaro, Federico Cuciuc. In questo gruppo tricolore sventola anche la bandiera dei Quattro Mori con il dorgalese-gononese Gaetano Mura. Finora l’unico sardo ad essersi cimentato in questa impresa, nella edizione del 2009 (La Rochelle- San Salvador de Bahia). E il libro si apre proprio con una bella foto di Gaetano a bordo del suo guscio di noce. Poi i suoi ricordi: ‘’Allora ero meno interessato all’aspetto competitivo, ma più affascinato dall’avventura. Ebbi quel che cercavo. Ormai in tutti gli sport estremi, comprese le spedizioni himalayane, si comunica durante l’impresa, c’è il contatto con il resto del mondo. Al contrario ciò che rende unica la Mini è che è vietata la comunicazione con la terra ’’.

Un problema, ma durante la navigazione ‘’immerso nella solitudine e in mezzo all’Oceano, senti che il legame con la terra si spezza e che tutto il resto, affetti compresi, ti appartengono in modo nuovo’’. La memoria di un problema importante alla barca che consigliava prudenza ma ‘’Avrei dovuto ritirarmi? Sarebbe stato più saggio e più professionale, ma non lo feci. Feci finta di non vedere. Avevo tutto l’Oceano davanti, una follia. Oggi sono contento di quella follia, ho coronato il mio sogno arrivando in Brasile e oggi è quello che conta’’. Queste la parole del navigatore che dopo l’ esperienza ha affrontato nuove regate e nuove competizioni sportive in Atlantico. Il valore della Mini Transat è sottolineato da Cecilia Carreri, l’editrice di Mare Verticale ma soprattutto la velista che scrive: ‘’Attraversare l’oceano Atlantico su una piccola barca a vela di sei metri e mezzo, è una grande impresa. Colossale. Soprattutto perché a bordo c’è uno skipper in solitario, privo di collegamenti con la terraferma. Una solitudine dura, estrema, ai limiti della follia. La MiniTransat non è una regata, è un’avventura ai limiti delle umane possibilità. In questa impresa si cimentano anche skipper italiani, pochi, selezionati.

Dei veri appassionati, quasi dei fanatici esaltati. Solo così si può giustificare la loro partecipazione a una traversata oceanica su quel guscio di noce, autentica pazzia’’. Un pensiero su Gaetano: ‘’La nautica italiana è il regno dei croceristi da diporto, da noi purtroppo non esistono regate oceaniche, dobbiamo accontentarci del Mediterraneo. Pochi sanno in Italia che cos’è il Vendée Globe, la regata attorno al mondo senza scalo, in solitario. Pochi sanno che cos’è la MiniTransat, anche se, da anni, vi partecipano degli skipper italiani. Anche Gaetano Mura l’ha fatta, in modo egregio, senza risparmiarsi, com’è nel suo carattere. Un vero sardo purosangue, tenace, testardo, uno che inizia un programma e va fino in fondo. Un sognatore visionario, come tutti i grandi avventurieri del mare’’.

a cura di Gian Basilio Nieddu

 

Scheda La Mini Transat

Autori:
Jean-Luc Garnier – marinaio, giornalista, scrittore e direttore della Mini Transat tra il 1985 e il 1995
Christophe Julliand (istruttore federale di vela, giornalista, collabora come free lance con varie testate ed editori di vela)

Editore: Edizioni Mare Verticale

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