Amarcord – 1° novembre 1942: Cagliari in fibrillazione per l’arrivo del “Gigante Buono”

Primo Carnera a Cagliari (foto Società Ginnastica Eleonora d'Arborea)

Primo Carnera a Cagliari (foto Società Ginnastica Eleonora d’Arborea)

Primo Carnera, “Il gigante di Sequals”, com’era definito, nasce in provincia di Udine il 25 ottobre 1906. Vive un’ infanzia tribolata a causa della povertà. Il padre, mosaicista di professione, è richiamato alle armi durante la Grande Guerra e la madre è costretta a lavorare per mantenere la famiglia. Primo, nonostante tutto, cresce a vista d’occhio e le sue dimensioni vanno oltre la media dei ragazzi della sua età, a tal punto che è difficile vestirlo. Spesso, infatti, è costretto a rimanere scalzo perché è raro trovare qualcosa che si adatti ai suoi enormi piedi.

Dopo la guerra parte in Francia dove vivono alcuni parenti e qui si guadagna da vivere in diversi modi. Nel 1925 la prima svolta: un circo itinerante fa tappa dalle sue parti nei dintorni di Le Mans. Qui si svolgono anche incontri di lotta e Carnera non può certo passare inosservato. Viene notato da uno dei responsabili che finirà per ingaggiarlo. Inizia la sua carriera di lottatore itinerante, che durerà per tre anni, fin quando viene notato dall’ex pugile francese e campione del mondo Journée. Questi intuisce il suo potenziale di pugile e prende ad allenarlo fino a riuscire a farlo debuttare.

La sua tribolata carriera lo porterà in 5 anni a conquistare il titolo dei pesi massimi (unico italiano della storia a riuscirvi) il 29 giugno 1933 a New York contro il pugile Sharkey. Il titolo rimane appannaggio dei suoi pugni fino al 14 giugno 1934, quando, menomato per una frattura al piede sinistro, deve cedere – sebbene si fosse ripreso in pieno incontro – al pugile Max Baer, che gli strappa la corona dei massimi.

Due anni dopo ha la sventura di incontrare l’astro nascente Joe Louis. Quando Carnera spera di poter concorrere nuovamente al titolo, il pugile afroamericano, molto più giovane di lui, riesce a metterlo al tappeto durante un incontro infuocato. Dopo alcuni anni anche per l’insorgere del diabete, che gli causa la perdita di un rene, smette di combattere e si dedica più intensamente alla carriera cinematografica. Riceve anche la richiesta per una tournée sudamericana di combattimenti di lotta, ma rifiuta. In Italia invece prende a calcare il tappeto della lotta libera, che lo vede campione nazionale nel 1941.

Nel 1942, dopo aver girato due film, giunge a Cagliari, per difendere il titolo di campione contro il lottatore torinese Antonio Fusero. Qui è accolto come un eroe e festeggiato in ogni modo. Difende il titolo sul quadrato all’aperto all’Eden Park, ribattezzato “Villaggio del soldato”, che sorgeva nella zona porto, grossomodo dove oggi sorge il palazzo dell’I.N.P.S. La kermesse sportiva, in programma domenica 1 novembre, viene organizzata dalla Società Ginnastica Eleonora d’Arborea, in particolar modo dai suoi due allenatori Ignazio Montaldo e Gino Loddo, specializzati nell’atletica pesante. L’incontro viene vinto da Carnera, che conserva così il titolo, senza troppa fatica, per ponte schiacciato al 17’.

Un giornale del 2 novembre 1942 riporta al notizia del successo di Carnera a Cagliari

Un giornale del 2 novembre 1942 riporta al notizia del successo di Carnera a Cagliari

Nei giorni precedenti e dopo l’incontro, viene organizzata per lui una visita all’ospedale militare, in seguito i sommergibilisti lo vogliono loro ospite in caserma, viene poi condotto in visita ad Oristano ed è ospite di un memorabile pranzo a Sestu, dove viene rimpinzato di ogni specialità locale. Gli abitanti del paese gli fanno omaggio di parecchi doni, tra cui insaccati di ogni genere e formaggi, che avrebbe difficoltà a trasportare per via dei rigidi controlli dovuti al razionamento viveri. Fortuna vuole che trovi posto su un aereo militare che parte per Roma. Il giorno 5 successivo è infatti atteso in Spagna per alcune importanti manifestazioni sportive.

Negli incontri, che fecero da corolla alla sfida Carnera-Fusero, per la lotta greco-romana, ebbe modo di cimentarsi l’astro nascente della lotta Giovanni Cocco, sempre dell’Eleonora d’Arborea, che per la categoria pesi piuma prevalse contro l’atleta Fanti di Bologna. Curiosamente Carnera, morirà nel suo paese natale proprio nell’anniversario della conquista del titolo di campione, il 29 giugno 1967.

Mario Fadda  

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