Serie D – Il Lanusei rilancia: “Lavoriamo per essere ambiti”

Angheleddu e Loi a colloquio

Angheleddu e Loi a colloquio

Un anno da ricordare. I lanuseini e il Lanusei difficilmente dimenticheranno il 2015. La loro squadra è in Eccellenza – e anche solo questo traguardo è ascrivibile all’impresa -, ma non basta. Vincono la Coppa Italia di categoria e proseguono il cammino verso le fasi nazionali. Cedono solo in semifinale ai pugliesi del Francavilla, e incrociano le dita per la vittoria dei rispettivi campionati delle altre tre squadre giunte al penultimo atto. Così andrà, e per il Lanusei è serie D, senza passare dalla lotteria degli spareggi nazionali (giocati e persi dal Castiadas, poi ripescato).

Se arrivare all’Eccellenza era stata un’impresa, la Serie D può essere considerata un miracolo? Per la prima volta il paese si è stretto attorno a un’intera squadra, a dirigenti che non senza difficoltà (e con una grande organizzazione) si sono tolti enormi soddisfazioni portando il nome di una piccolissima realtà alla ribalta. Dalla citata Coppa Italia all’ottimo girone di andata all’esordio in Serie D e tanto altro. Se non è un miracolo poco ci manca, ma la mole di lavoro alle spalle di tutto ciò è enorme.

La Serie D inizia come meglio non avrebbe potuto. L’allenatore Francesco Loi ha tra le mani una rosa competitiva, Floris, Gutierrez, Cocco, Masia, Angheleddu, Ladu, Pulina e Figos sono alcune delle pedine fondamentali di questo girone di andata chiuso a 21 punti. Il Lanusei trova vittorie contro pronostico (Rieti e Albalonga), strappando punti da campi difficilissimi, come Grosseto (2-2) e Olbia (3-1). L’andata si è conclusa in calando, colpa di un calo di condizione e dei corposi avvicendamenti dovuti al mercato, non ancora concluso, visto che si lavora alacremente da giorni per avere in rosa un attaccante di primo piano.

Mario Masia, centrocampista centrale del Lanusei

Mario Masia, centrocampista centrale del Lanusei

A parlarci del calciomercato del Lanusei (che ancora non ha finito di dire la propria) è Fabio Piras, direttore sportivo di Gavoi, al terzo anno in Ogliastra. “Sono contentissimo del nostro mercato. In uscita abbiamo fatto una grande cosa permettendo a tre uomini (Gutierrez, Pulina e Curreli nda) di poter lavorare e stare vicino alle proprie famiglie. Seppur a malincuore, era giusto lasciarli andare. In entrata abbiamo compensato le uscite e ora sarà il campo a parlare. È fondamentale che si integrino i nuovi nel gruppo”. Il ds ha un grande rammarico: “Volevamo fare mercato solo con i sardi, chiamandone tanti e lasciando le porte aperte perché tutti si proponessero, ma non è stato possibile perché Lanusei è una piazza ancora poco conosciuta, la dirigenza è seria, sta lavorando affinché diventi ambita. Sono arrivati giocatori molto validi come Venneri e Milicevic, adesso cercheremo di sostituire anche Curreli, nei limiti del possibile.” C’è spazio anche per una battuta sulla sua esperienza lanuseina. “Sono contentissimo di quanto fatto e dei traguardi raggiunti, se non altro perché guardo sempre da dove arrivo e cosa ho fatto in passato. Andiamo avanti con un progetto che sappiamo essere ambizioso.” Sul futuro è fiducioso “Se dovessimo rifare un girone ai livelli di quello di andata ci salveremmo. Con una dirigenza di questo tipo, Lanusei merita il posto in una serie così.”

Francesco Loi, allenatore, motivatore e trascinatore di questa squadra commenta così il mercato. “Ho sposato questo progetto sin da subito, perciò qualsiasi scelta della dirigenza io la condivido. Se ci fosse la possibilità per un nuovo rinforzo lo accoglieremo, dovessero restare questi effettivi lavorerò con loro per il nostro obiettivo perché credo in questi ragazzi.”

La pausa servirà a Loi e al suo staff per trovare l’equilibrio perso. “Era fisiologico che pagassimo prima o poi lo scotto con l’ignota categoria. Adesso dovremo rivedere anche tatticamente la squadra, valutando magari un cambio di modulo. Probabilmente quello usato fin’ora (4-4-2 col rombo nda) non può più darci i risultati di inizio stagione. La squadra si sta compattando, sto ritrovando ordine, equilibrio e mentalità. Sapevamo che da dicembre in poi il campionato sarebbe cambiato. Per andare avanti ci mettiamo anche delle scommesse (come il giovane Lai classe ’97 preso dal Cardedu) e soprattutto ci mettiamo in discussione tutti, io per primo che devo dimostrare di poter stare in questa categoria, e credo che questo non possa che essere uno stimolo. Sportivamente è un’esperienza unica, la Serie D è un altro mondo rispetto a quello che molti di noi conoscevamo fino all’estate scorsa. Abbiamo una struttura organizzativa che non ha nulla da invidiare ad altre società, seppur con la scommessa vera del budget limitato. Probabilmente in tanti ancora non hanno capito l’importanza che una vetrina del genere può dare al territorio.”

Il Lanusei sarà impegnato sabato 2 gennaio a Tortolì nel primo “Trofeo C Fadda Ogliastra”, triangolare con Tortolì (Eccellenza) e Baunese (Prima Categoria), ennesima occasione per testare i meccanismi, i cambi tattici e amalgamare il gruppo in vista della prima di ritorno al Lixius contro la Nuorese, il 6 gennaio. Per i prossimi impegni di campionato (Nuorese, Flaminia e Grosseto) Loi parla di sfide difficilissime. Spera di fare più dei tre punti dell’andata, “sarebbe una grande risposta agli ultimi risultati”.

Mario Masia è il “figliol prodigo” tornato nel suo paese dopo aver giocato con Nuorese e Olbia, e ora affronterà proprio i barbaricini da capitano, il 6 gennaio alla ripresa del torneo. “È sempre una gioia ritrovare la Nuorese, i suoi tifosi e tutti gli amici che ho lasciato lì. Ora che sono a casa posso dire che è un orgoglio indossare questi colori e speriamo di regalarci altre soddisfazioni.” Il Lanusei vive il periodo di assestamento tipico del post mercato. “Sono andati via tre giocatori importantissimi sia per quello che facevano sul campo sia per il carattere che aiutava tutti a rendere di più. Sono arrivati giocatori altrettanto validi e adesso sta anche a noi “vecchi” farli ambientare al meglio e il prima possibile.”

Marcello Angheleddu, uno degli uomini simbolo di questa squadra, trascinatore a suon di punizioni, invenzioni, gol e assist, ha un bagaglio di esperienza che lo porta a sostenere come “da gennaio il campionato cambi totalmente diventando più difficile. Saranno 17 finali, solo vedendo in quest’ottica le nostre future partite potremmo raggiungere l’obiettivo salvezza, al quale credo.” Sulle ultime prestazioni parla di calo fisiologico “ma non ne farei un dramma, il gruppo è compatto e sono speranzoso”.

Roberta Marongiu

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