Cagliari, nuovo stadio e dati abbonamenti: quali valutazioni?

La curva Nord del Sant'Elia

La curva Nord del Sant’Elia

Si è espresso nettamente il presidente rossoblù Tommaso Giulini nel corso dell’inaugurazione del Cagliari 1920 Airport e Wine Bar 1920 tenutasi all’aeroporto di Elmas. Il numero uno di via Mameli esterna tutti i suoi timori per l’imminente match tra Cagliari e Atalanta: “Sono un po’ preoccupato perchè ci sono da vendere ancora 7mila biglietti”. Uno stadio semivuoto, dunque, inerente l’attualità ma che riporta in auge anche il mai sopito dibattito su quella che dovrà essere la capienza del nuovo impianto cagliaritano.

I DATI – Sono 7300 gli abbonati di fede rossoblù al ritorno in Serie A, ben oltre 3000 in più rispetto a due anni fa. Le sottoscrizioni sono distribuite prevalantemente nelle due curve (il 65%) con la Nord (34%) di poco più gremita rispetto alla Sud (31%), mentre Tribuna e Distinti si spartiscono rispettivamente 18 e 17%. Solo nel 2004/2005 (anche allora al ritorno nella massima serie) si viaggiò su cifre tali, superando quota 7mila ma rimanendo al di sotto del bottino odierno. Il record dei sardi ammonta a 15mila tessere. Il Cagliari, attualmente, è dodicesimo tra le squadre della Serie A per numero di fidelizzati, con un incremento del 58% rispetto alla passata stagione, vissuta in Serie B. Un dato influenzato sia dal fatto che un grande numero sostenitori del Cagliari risiedano fuori dalla Sardegna, sia dalla mancata sottoscrizione di abbonamenti da parte della tifoseria organizzata, in opposizione alla “Tessera del Tifoso“.




BACINO D’UTENZA – Ma qual è il reale bacino d’utenza della piazza rossoblù? Come noto, una fetta cospicua alberga nello Stivale o in giro per il mondo, facendo sì che questo dato assuma varie sfaccettature. Riguarda meno il discorso stadio (i cui dati reali sono quelli che oggi preoccupano Giulini e che verranno presi in esame per edificare l’erede del Sant’Elia), e maggiormente l’aspetto dei diritti televisivi unito al marketing in generale. E’ dunque vero che il sodalizio cagliaritano rientri nella “top 10” (dati della Lega) per numero di supporters, ma è altrettanto inconfutabile come il bacino da cui attingere per riempire il Sant’Elia non sia poi così ampio, soprattutto se si considera il contesto tecnico e infrastrutturale.

QUALE CAPIENZA? – Le rimostranze del presidente Giulini sono più che comprensibili, e rientranti nella classica dinamica che vede un dirigente sportivo chiamare a raccolto il tifoso-cliente. La fatiscenza dello stadio e i realistici obiettivi della squadra non invogliano la gente ad accorrere in massa, pur ricordando come si sia di fronte al cane che si morde la coda: senza stadio non ci sono ambizioni, senza queste non si riempie lo stadio, se non si riempie lo stadio non ha senso farlo nuovo e all’avanguardia. Certamente la partecipazione vista e prevista nelle partite non di cartello tiene aperto il discorso su quale debba essere il numero di seggiolini del nuovo stadio di Cagliari. I 30mila posti auspicati da più parti appaiono cifra fuori parametro, come da sempre sostenuto dal club, la soluzione “B Futura” (ammesso che con essa si decida di proseguire, le parti non hanno ancora chiarito definitivamente) resta di attualità a quota 21mila. Una decisione dettata non solo da esigenze economiche ma anche da segnali come quelli del Cagliari-Atalanta di turno: pagu genti, sarà bona festa?

Mattia Marzeddu




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