Massimo Rastelli

Massimo Rastelli

È il lanciatissimo Napoli di Sarri l’ostacolo che il Cagliari affronterà domenica al S.Elia. Rastelli sta lavorando su pregi e difetti della squadra campana, e vediamo ora di soffermarci su alcuni di questi, provando a capire quale possa essere un buon piano partita da attuare per rossoblù.

IL SISTEMA DI GIOCO – Il 4-3-3 è il modulo di riferimento con centrali di difesa forti fisicamente e sul gioco aereo, terzini che spingono, centrocampisti bravi nel palleggio e nell’inserimento senza palla, tridente rapido, forte negli “uno contro uno” e capace di aggredire o liberare spazi come poche altre squadre.

FASE DI POSSESSO E SITUAZIONI DI GIOCO – Sarri utilizza spesso, soprattutto in campionato, due coppie di centrocampisti: se gioca Jorginho (che ha nel suo bagaglio qualità e fraseggio corto) davanti alla difesa, Allan (giocatore anche di rottura e contenimento) viene schierato da mezzala destra, mentre se il centrale di centrocampo è Diawara (molto meno regista puro rispetto all’italo-brasiliano) ecco che Zielinski trova spazio per garantire qualità ed inserimenti.

EFFETTO CENTRAVANTI – In attacco, se la punta centrale sarà Gabbiadini, attenzione alla sua ricerca della profondità su verticalizzazioni dei centrocampisti, mentre qualora giocasse Mertens vedremo più movimenti verso il portatore di palla, con conseguente attacco dello spazio (creato dal belga) da parte delle mezzali o degli esterni offensivi.

FATTORE REINA – Il Napoli sfrutta i piedi buoni di Reina e lo coinvolge frequentemente nel giro palla difensivo, assicurandosi un uomo in più e quindi la superiorità numerica durante il pressing della prima linea avversaria. Tipica situazione di gioco partenopea è il movimento dell’esterno d’attacco che va incontro al terzino in possesso palla, liberando uno spazio alle spalle del terzino avversario, che viene attaccato dalla mezzala. Questa spesso non viene seguita dal centrocampista avversario e nemmeno dal terzino, portato fuori zona perché attratto dal movimento di Callejon o Insigne. Questa situazione si ripete anche con mezzala in possesso palla: l’esterno d’attacco viene incontro e il terzino attacca lo spazio creato. E’ il lavoro delle celeberrime “terziglie” di Sarri, dalla chiara ispirazione zemaniana.

CALLEJON AGO DELLA BILANCIA – Soprattutto Callejon, dal punto di vista tattico, risulta un giocatore fondamentale, sia per le situazioni appena descritte che per la capacità di farsi trovare sui tagli di Insigne, venuto incontro e dentro il campo per trovare il movimento dello spagnolo ad aprire la difesa avversaria. Callejon, in questa situazione, crea spazi e gioca di sponda per l’inserimento della mezzala destra proprio nello spazio creato dal movimento dello spagnolo.




OCCHIO ALLE RIMESSE LATERALI – Attenzione alle rimesse laterali in fase offensiva a favore del Napoli. Colui che rimette in gioco (soprattutto quando a farlo è Callejon) è protagonista di un uno-due veloce che lo mette in condizione di crossare indisturbato dal fondo, schema semplice ma spesso efficace.

Borriello è reduce dal gol di Pescara.

Borriello è reduce dal gol di Pescara.

FASE DI NON POSSESSO – Il Napoli veste sovente un 4-5-1, con gli esterni d’attacco che si sacrificano e ripiegano in aiuto ai terzini, i tre centrocampisti si stringono e la squadra rimane corta dietro la linea della palla, pronta a sfruttare le ripartenze. Sui calci d’angolo il Napoli difende a zona a protezione dell’area piccola, mentre in campo aperto fonda su Koulibaly molte delle sue certezze difensive, in quanto giocatore veloce e potente capace di recuperi spesso insperati.

COME FARE E COME VINCERE? – Il Napoli è una squadra in continuo movimento fatto di uno-due, fraseggio stretto e giocate con pochi tocchi che portano fuori posizione le squadre avversarie, colpite poi da improvvise verticalizzazioni. Fondamentale quindi che la pressione sia corale ed organizzata, e che funzionino a dovere le scalate e le diagonali difensive. La squadra deve restare corta e muoversi all’unisono: o ci si alza coralmente in una pressione aggressiva, o si aspetta dietro la linea della palla e si sfruttano le ripartenze; una via di mezzo con squadra lunga divisa in due tronconi farebbe il gioco dei campani, liberi di attaccare lo spazio e puntare la difesa sarda in campo aperto.




TERZINI, ATTIVATEVI! – Sarà importante il lavoro propositivo dei terzini (verosimilmente Isla e Pisacane, data la penuria di alternative), cercando di creare in fase di possesso situazioni “terzino contro terzino” con taglio della mezzala (Padoin ad esempio) alle spalle del terzino avversario, costringendo gli esterni d’attacco (più saranno lontani dalla porta e meno saranno pericolosi) ad un profondo ripiegamento, e la mezzala a scivolare lateralmente aprendo uno spazio centrale.

Marco Sau, un gol al Napoli in carriera

Marco Sau, un gol al Napoli in carriera

OCCHIO AL TRIO D’ATTACCO – Qualora Diego Farias dovesse essere disponibile (si è fermato venerdì, condizioni da valutare), il brasiliano potrebbe ricevere nella posizione di trequartista centrale dopo un taglio dietro il terzino campano, con una punta che contemporaneamente uscirebbe creando l'”uno contro uno” in area di rigore. In questo caso, se Farias venisse seguito da un centrocampista, si creerebbe uno spazio centrale che andrebbe sfruttato dalle mezzali rossoblù.

GUAI A NON DISTURBARLI – Ultima considerazione: in fase di prima impostazione bassa del Napoli, sarà importante orientare la pressione oscurando il più possibile Hamsik se Sarri dovesse scegliere Diawara quale regista, qualora giocasse Jorginho sarà altresì fondamentale il lavoro del trequartista sardo sull’italo-brasiliano, lasciando la prima costruzione ad Allan o al giro palla prolungato dei difensori.

Un match dunque interessantissimo dal punto di vista tecnico-tattico, come sempre quando in campo c’è il Napoli di Sarri. Tante le difficoltà applicative per il Cagliari, e mai come domenica risulterà decisivo l’atteggiamento tattico e l’attenzione soprattutto in fase di non possesso che il gruppo di Rastelli riuscirà a portare sul terreno di gioco.

 

A cura di Fabio Pisanu

 

Fabio Pisanu

Fabio Pisanu

 

Originario di Marrubiu, nato nel 1985, Fabio Pisanu è laureato in Scienze Motorie. Allenatore e match analyst, è l’unico italiano nello staff londinese di Opta Sports. Ha all’attivo diverse esperienze nelle academy inglesi. 




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