Massimo Rastelli, allenatore del Cagliari dal 2015

Massimo Rastelli, allenatore del Cagliari dal 2015

Prosegue la marcia di avvicinamento del Cagliari alla sfida col Genoa. Match crocevia della stagione isolana, non tanto per quel che concerne il risultato (classifica tutt’altro che preoccupante e ancora tanta strada da fare) bensì per decidere se sia il caso di continuare o meno con l’attuale guida tecnica targata Massimo Rastelli. Il tecnico è finito sulla graticola dopo le sconfitte con Sassuolo e Chievo, oltre alla brutta (inesistente) prova offerta allo stadio “San Paolo” di Napoli. Per la sfida interna contro i liguri, il tecnico campano potrà verosimilmente disporre di una nuova freccia nella sua faretra, vale a dire Gregory van der Wiel, terzino destro arrivato dal Fenerbahce e fin qui oggetto del mistero cagliaritano.



LA GRANA TERZINI – Tra i maggiori problemi palesati dai sardi in questo avvio di stagione c’è sicuramente l’assenza di veri ed affidabili esterni difensivi. Frutto dell’essere acerbo di Senna Miangue e di precise scelte di mercato, quando ci si dichiarò sicuro che la strada maestra fosse quella dell’adattamento dei vari Padoin, Faragò e Capuano. A destra il friulano è sempre stato il titolare, a sinistra l’abruzzese ha soppiantato il belga, al netto dell’apparizione contro il Chievo, dove comunque il ventenne ex Inter non fu certo tra i peggiori. Col Genoa qualcosa potrebbe cambiare, anche se van der Wiel dovrebbe essere gettato nella mischia dopo mesi di inattività e alla prima prova dopo più di un mese di dura preparazione. Arduo pensare che Rastelli lo rischi in una gara tanto delicata, dove il primo a rischiare è proprio l’allenatore. Più credibile concedergli una porzione di match, soprattutto se le cose si metteranno bene, anche se giovedì scorso tutti aspettavamo di vedere l’olandese all’opera e ci siamo accontentati di ammirarlo in borghese. A sinistra? Discorso simile, non tanto perché Miangue non sia al top quanto per il citato bisogno di maturare. Una conferma del duo Padoin-Capuano, insomma, non è da escludere. Usato mica tanto sicuro alla luce delle prestazioni offerte, ma questo offre il convento.

PRIMA CHANCE? – La condizione di van der Wiel non può essere ottimale. Da un lato l’ex Ajax deve sciogliersi dal duro lavoro, che non conosciamo perché avvenuto nelle segrete stanze asseminesi. Dall’altro è vero che potrebbe essere tra i più freschi del gruppo, non minato nel fisico e nella mente dall’inizio di stagione. Rastelli dovrà decidere quale strada sia maestra, puntando o meno sulla classe e l’esperienza di colui che è stato sorpresa di mercato e uomo immagine, ora dovrà essere fattore sul campo. Di fatto, tra peripezie varie, viene da due anni di fermo biologico a Parigi e Istanbul, e il Cagliari vuole vincere la scommessa.



GLI UNDICI ANTI-GENOA – Torna il duello Rastelli-Juric, ormai mitologico dopo quello Crotone-Cagliari in Serie B e il debutto (per entrambi) un anno fa a Marassi, fino al dominio rastelliano nella gara di ritorno, nella quale un Genoa in brandelli (come oggi?) fu demolito da uno dei migliori Cagliari della gestione dell’uomo di Torre del Greco. Fatto il preambolo sui terzini, per il resto non sembrano esserci grossi dubbi. In porta Cragno (che continua a lavorare a parte ma non sembra preoccupare), Romagna (più dell’opaco Andreolli di questi tempi) con Pisacane al centro, Padoin-Capuano sugli esterni. Barella-Cigarini-Ionita in mezzo, Joao Pedro con Farias e Pavoletti davanti. Ai brasiliani e al livornese (che non segna da Genoa-Milan 3-0 di ottobre 2016) il compito di stappare un Cagliari che non segna dalla vittoriosa gara di Ferrara, quando tutto sembra roseo e rivoluzionato in positivo. Sarà fondamentale non sbagliare le scelte, per il Cagliari così come per il Genoa: il match di domenica può valere la panchina.

Mattia Marzeddu





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