L'Olbia in un momento di esultanza di questa stagione (foto: Sandro Giordano)

L’Olbia in un momento di esultanza di questa stagione (foto: Sandro Giordano)

L’Olbia di Bernardo Mereu è attesa domenica a una sfida molto insidiosa sul campo di una compagine, l’Arezzo, che dopo la partenza titubante e l’esonero di mister Bellucci, ha ritrovato il feeling con la continuità di risultati. Merito anche del tecnico Pavanel, che in 4 partite, dopo il ko all’esordio con la Lucchese, ha raccolto 7 punti spezzando una maledizione casalinga che durava da quasi sei mesi. Il successo sul Pontedera ha infatti interrotto la striscia di 7 sconfitte consecutive al Comunale, facendo in fondo tirare un sospiro di sollievo anche all’Olbia che contro gli amaranto non avrà avversa la legge dei grandi numeri. E potrà in tutta serenità tentare la replica del sacco compiuto lo scorso 6 maggio, quando il rigore di Kouko regalò ai bianchi vittoria e salvezza matematica, quando ormai tutti tra commentatori e tifosi la davano per condannata.



Cabala a parte, i numeri che contano in casa Olbia sono ben altri. E dicono di una squadra che, a dispetto dell’età media della rosa e al di là delle notevoli prestazioni offerte in questo primo scorcio di stagione, veleggia con fare deciso al quinto posto in classifica. Con 14 punti (un anno fa erano 11) e una solidità che è insieme fisica, tattica e mentale, i bianchi in queste prime otto giornate (dove peraltro hanno affrontato già tre squadre di vertice come Pisa, Piacenza e Siena) hanno saputo fare meglio dell’anno scorso, quando guidati da Mignani l’avvio fu comunque positivo. E se non sono cambiati gli obiettivi (“salviamoci e miglioriamo la posizione dello scorso anno” hanno ripetuto a più riprese dirigenza, staff e giocatori), salta agli occhi come, se la zona nevralgica si mantiene sugli stessi standard pregevoli, i reparti difensivo e offensivo sono in crescita e lasciano ben sperare per il prosieguo del campionato.

La difesa, che ha subito un gol in meno (8 contro 9) e che in generale appare ben più solida e registrata rispetto allo scorso anno, ha trovato nella coppia di centrali Dametto-Iotti una catena robusta e resistente, così come sugli esterni danno ampie garanzie un Pisano tirato a lucido (dopo una preparazione svolta al meglio) e la maturità di Cotali. Le stesse certezze che possono garantire Pinna e il francese Leverbe, quest’ultimo osservato speciale di mister Giampaolo alla Sampdoria e scippato proprio all’Arezzo in chiusura di mercato. Senza dimenticare il portiere Aresti, il cui apporto in termini di qualità, esperienza e carisma ha messo l’Olbia al riparo da brutte sorprese, al netto delle indecisioni dell’ultima gara persa in casa contro il Siena.



In attacco brilla più che mai la stella di Daniele Ragatzu. Anche lui, lo scorso anno rientrante da un infortunio, ha beneficiato della possibilità di poter iniziare la stagione con i compagni, raggiungendo e stabilizzandosi su quei livelli che in carriera aveva lasciato intravedere soltanto da enfant prodige. L’attacco dei bianchi, numeri alla mano, surclassa quello della passata stagione. La squadra di Mereu ha segnato 10 reti sinora (una in più rispetto allo stesso periodo della passata stagione e gli stessi del Siena capolista), ma ciò che salta all’occhio è che il 70% delle marcature arriva dalle frecce avanzate, laddove dodici mesi fa erano state appena 3 (tutte a firma di Capello, che poi si sarebbe lentamente spento). Ragatzu oggi guarda tutti dall’alto con 5 reti, mentre Ogunseye (il cui apporto è imprescindibile per compagni di reparto e squadra) e Senesi sono a quota 1. Ben più alto, il bottino, se si tiene conto dei match di Coppa, dove Ragatzu (2) e Ogunseye (1) rimpinguano il carniere biancolbiese.

Qualcosa che manca, in ultima analisi, rispetto alla stagione del ritorno in Serie C esiste: sono i gol e la qualità (inserimenti e ultimo passaggio) di Marco Piredda. L’assenza del funambolico centrocampista è forse quella che più è pesata nello scacchiere di Mereu, che dal centrocampo ha ricevuto contributi in zona gol solo in due circostanze (Geroni contro il Gavorrano e Feola contro il Pro Piacenza), mentre lo scorso anno la metà esatta (e ben 3 a firma di Piredda) delle segnature arrivava dalla linea mediana. Questione di bilanciamento in una squadra che sta superando i propri limiti e vuole continuare a farlo. Ma se proprio si vuol essere pignoli, per andare a caccia di ulteriori migliorie sarà proprio sulla classe e le doti balistiche del suo numero 11 che l’Olbia dovrà puntare. Ad Arezzo non ci sarà, ma il suo rientro è ormai prossimo.

Fabio Frongia



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