Fabio Pisacane, oggi uno dei peggiori (foto: Gianluca Zuddas)

Fabio Pisacane, oggi uno dei peggiori (foto: Gianluca Zuddas)

Cragno 6 – Salva letteralmente il Cagliari in un paio di occasioni, non ha colpe sui due gol e se oggi non stiamo parlando di una goleada subita è soprattutto merito suo. Uscirà per un risentimento muscolare dopo l’ennesimo bell’intervento di giornata (dal 64′ Rafael 6 – Entra bene in partita e si rende protagonista di parate decisive, poteva forse uscire in occasione del gol di Rigoni, ma l’area piccola era piuttosto affollata).

Van der wiel 4 – Clamorosamente fuori condizione, non spinge e non difende, passa tutto il primo tempo con le mani sui fianchi e osserva da spettatore non pagante il disastro difensivo dei rossoblù. Ai limiti del tragicomico, resta negli spogliatoi dopo la pausa sperando di dimenticare al più presto questa giornata. (dal 46′ Faragò 6 – Il suo ingresso in campo complica la vita al Genoa che fino ad allora aveva trotterellato allegramente per 45′. Vivace e propositivo, suo l’assist per Pavoletti. Uno dei pochi ad uscire a testa alta).

Romagna 4 – Galabinov lo scherza come e quando vuole, sia dal punto di vista fisico che tattico. Parte impaurito, confuso e senza idee come tutta la squadra, sale leggermente di livello nella ripresa dimostrando buone potenzialità. Difficile però emergere senza una guida valida in panchina.

Pisacane 4 – Il fenomeno delle prime giornate non c’è più e dell’atteggiamento da leader gli è rimasto solo qualche urlaccio. Stende il tappeto rosso agli attaccanti del Genoa, sbaglia sia gli appoggi che le chiusure e insieme ai compagni di reparto si rende protagonista di una prestazione da dilettanti allo sbaraglio.

Padoin 4 – Dalla sua parte gli avversari sono più clementi e gli risparmiamo le umiliazioni inflitte invece agli altri rossoblù. L’ex Juventus prova anche casualmente a spingere ma oltre qualche inutile cross dalla trequarti non produce niente di interessante e si perde Rigoni sull’1-3.



Ionita 4 – Il moldavo è irriconoscibile. Forse stanco dall’impegno Nazionale, non è mai lucido e sono tante le volte in cui con spazio e tempo a disposizione incespica sulla palla regalandola agli avversari. Passaggi fuori misura e un irrilevante lavoro sporco sono stati gli ingredienti della sua brutta partita (dal 75′ Sau S.V. – Entra in campo troppo tardi, non punge).

Cigarini 4 – Il regista del Cagliari spegne la luce e limita le sue azioni a velleitari e imprecisi lanci lunghi. A tratti pare svogliato, sicuramente l’ottimo lavoro in pressing della mediana genoana lo ingabbia. Ci mette del suo andando in carenza di ossigeno molto presto e soffrendo maledettamente gli inesistenti movimenti senza palla della squadra.

Barella 4,5 – Tanta foga, la solita ammonizione evitabile, un paio di aperture interessanti. Ma alla resa dei conti il gioiellino di casa è impalpabile e non incide praticamente mai in fase di creazione di gioco. L’impressione è che come i suoi compagni spesso non abbia idea di cosa fare con la sfera tra i piedi.

Joao Pedro 4,5 – Invisibile fino al gol su rigore, cominciano a essere troppe le gare in cui si assenta dal match per buona parte dei 90′. Sul finale sfoggia qualche bella giocata e mette in mostra quello che da un giocatore come lui ci si aspetterebbe di vedere con più continuità.

Farias 4 – Il voto dovrebbe essere un S.V. nonostante i 90′ giocati. La sua presenza, infatti, è certificata solo dal nome sulla distinta. Evanescente e dribblomane come spesso gli capita, quest’oggi è anche totalmente inutile.

Pavoletti 6 – L’unica palla buona ricevuta la insacca in rete da attaccante vero qual è. Poi tanto lavoro di sacrificio e abnegazione massima, meriterebbe una squadra decente alle sue spalle in grado di aiutarlo. Fa piacere si sia sbloccato, è lui la sola nota lieta di giornata insieme ai portieri.

All. Rastelli 3 – Voleva una squadra sbarazzina e sicura dei propri mezzi, ha mandato in campo undici ragazzi che per tutto il primo tempo sembravano non aver mai giocato assieme, come ormai capita sempre più spesso. Uno scempio inaudito, con Taarabt e Galabinov (non certo Mertens e Insigne) in grado di fare quello che volevano quando volevano. La sua proverbiale fortuna stavolta non è bastata, nonostante un rigore generoso e le innumerevoli occasioni sprecate dal Genoa, che avrebbe meritato un risultato nettamente più ampio. Preso letteralmente a pallate dalle idee di gioco di Juric, il tecnico napoletano dimostra una volta di più quanto il Cagliari non abbia la più pallida idea di cosa fare in campo e stavolta neanche la rabbia necessaria per evitare la terza sconfitta consecutiva in quello che secondo Giulini sarebbe dovuto essere “un fortino inespugnabile“. Senz’anima e a testa bassa, la misura ora sembra essere colma. Ha davvero senso continuare a insistere con questo allenatore?

Oliviero Addis



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