La nostra TOP 11 messa in campo (grafica a cura di Roberta Marongiu)

La nostra TOP 11 messa in campo (grafica a cura di Roberta Marongiu)

Diciamolo subito: è solo un gioco. Non se la prendano a male giocatori, dirigenze e – soprattutto – i tifosi delle due galluresi, per anni realtà parallele ma nelle ultime stagioni sempre più a contatto, fino all’apice di questo derby in serie C in programma il prossimo 29 ottobre. A cosa ci riferiamo? Alla pazza idea di prendere le rose di Olbia e Arzachena e fonderle in una squadra unica.



Un proposito folle, lo sappiamo bene, sia per ragioni di “piazza” e storie reciproche, sia per i risultati di entrambe nella terza categoria nazionale, dove finora si stanno disimpegnando egregiamente dando grande entusiasmo a tutta l’isola calcistica, facendo ben sperare a fronte di un contesto generale meno positivo. Nello specifico i bianchi olbiesi hanno un profilo di squadra giovane e ambiziosa che ha tutte le carte in regola per giocarsi l’accesso ai playoff fino alla fine; pochi chilometri più a nord i biancoverdi smeraldini hanno già zittito tutti gli scettici con un calcio non esclusivamente speculativo e capace di mietere già alcuni scalpi di prestigio. Eppure la domanda è di quelle suggestive: un’ipotetica ArzOlbia (o OlbiEna, fate voi) dove potrebbe arrivare? Immaginiamolo, schierando la nostra TOP 11 con il modulo prediletto dei due allenatori, Mauro Giorico (Arzachena) e Bernardo Mereu (Olbia): il 4-3-1-2.

Porta e difesa. In porta il dualismo principale è tra Aresti (Olbia) e Ruzittu (Arzachena), col primo in vantaggio per curriculum ed esperienza, mentre Ruzittu – dopo qualche incertezza ad inizio torneo – sembra essersi calato a pieno nella categoria. Passiamo alla difesa: sulla destra l’alternativa è tra l’esperienza di Pisano (Olbia) e la dinpamicità di Arboleda (Arzachena), con l’ex Cagliari che sarebbe la chioccia ideale per far crescere il biancoverde. Al centro maglia da titolare per la coppia olbiese Leverbe-Dametto, con Piroli (Arzachena) ottima alternativa ai due. Sulla sinistra preferenza al bianco Cotali, più propositivo rispetto allo smeraldino Peana, che nella carta d’identità ha scritto difensore centrale.

Mediana. Il centrocampo è il reparto dove c’è più imbarazzo della scelta: pescarne tre nella rosa che vede i vari Piredda (in dubbio per domenica), Muroni, Geroni (oggi infortunato), Feola (Olbia) Casini, Nuvoli, Bonacquisti (uno squalificato e gli altri due infortunati, assenti nel derby), Taufer (Arzachena) sarebbe un dolce grattacapo per qualsiasi allenatore. Nel nostro caso, ragionando in senso assoluto e non guardando a chi sarà disponibile domenica prossima, scegliamo Casini vertice basso e Piredda-Nuvoli come mezzali di corsa e qualità. Ma ce n’è davvero per ogni gusto e per ogni impostazione strategica della partita, senza temere squalifiche o infortuni.

Attacco. Dulcis in fundo ecco la prima linea. La scelta ricade sull’attuale capocannoniere del girone A e dell’intera categoria, Daniele Ragatzu, che nell’Olbia è il direttore d’orchestra. Gli affianchiamo una seconda punta tecnica con cui dialogare, qual è Alessio Curcio. E il panzer? Ne abbiamo tre pressoché in fotocopia, due arzachenesi e uno olbiese: l’armadio Michele Vano, il cecchino Andrea Sanna, la torre Roberto Ogunseye. Scegliamo il primo, ma l’abbondanza permette di fare turnover senza perdere lavoro di sacrificio e capacità realizzative. Il trio ha infatti i crismi di potenza e cinismo, nonché il fascino della brillante prima volta in Serie C (Vano, classe ’91), del ritorno tra i “pro” dopo anni di polveri a suon di gol (Sanna, classe ’83), del giovane di sicuro avvenire (Ogunseye, classe ’95).



Presentati tutti i protagonisti, disegniamo il nostro piccolo Frankestein in salsa gallurese:
4-3-1-2 con Aresti; Cotali, Dametto, Leverbe, Arboleda; Piredda, Casini, Nuvoli; Curcio; Ragatzu, Vano.
Una formazione che – sulla carta – garantisce una buona tenuta difensiva, la stessa qualità di gestione della palla mostrata sin qui dalle due squadre, un tridente offensivo formato da due uomini di grande tecnica e fantasia, capaci sia di concretizzare che di svariare e servire palle importanti per il centravanti. Questi (sia esso Vano, Sanna oppure Ogunseye) risulta abile nel finalizzare ma anche nel tenere alta la squadra e aprire spazi. Insomma, rispondendo alla domanda iniziale, ci sembra proprio una squadra che avrebbe tutte le carte in regola per conquistare un posto nei playoff e, perché no, sognare anche la promozione diretta.

Claudio Inconis

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Salvatore Loi

“dove potrebbero arrivare” …….da nessuna parte eccetto: eccetto Aresti; Dametto; Piredda; Curcio; Ragatzu !!!