Filippo Romagna

Filippo Romagna

Cronaca, tabellino e commento di Cagliari-Benevento

Rafael 6.5 – Spettatore nel primo tempo, decisivo su Iemmello quando i compagni dormono e lo lasciano colpire indisturbato, fortunato sul tiro alto di Cataldi da dentro l’area.

Romagna 6.5 – Molto attento e spesso elegante, si lancia anche in proiezione offensiva denotando talento e personalità.



Ceppitelli 5.5 – Regista difensivo, sposta la palla e controlla le punte senza eccessivi patemi. Nella ripresa potrebbe tenere più alta la terza linea e balla con tutto il reparto

Pisacane 6 – Il Benevento non punge mai e lui controlla con precisione senza affanni, tradito da un problema muscolare (dal 38′ Capuano 5.5 – Quasi mai perfetto, una sua dormita permette a Iemmello di colpire e sfiorare il pari, in affanno nell’ultima mezzora quando il Benevento punge eccome)

Faragò 6.5 – Fa e disfa: gol, fallo da rigore, assist decisivo. Conferma i buoni segnali dati sin dall’inizio della sua stagione, la qualità non è di casa ma raramente si fa trovare impreparato davanti e dietro. Il gol dell’1-0 premia la scelta di schierarlo titolare, nel finale soffre come tutti.

Barella 5.5 – Pochi fronzoli e tanto fosforo, decisivo con alcuni recuperi, ma non brilla per raziocinio palla al piede. E’ una serata dove di calcio se ne vede ben poco, si prende il solito cartellino giallo.

Cigarini 6 – Ordinaria amministrazione, qualche bello spunto con palloni distribuiti in verticale, a questi ritmi è protagonista ma serve un cambio di passo per diventare decisivo in contesti più impegnativi. (dal 63′ Ionita 6 – Lotta senza brillare particolarmente; indossa l’elmetto e non sfigura)

Padoin 5.5 – Nel cuore del centrocampo riesce a mascherare un passo non adeguato che emergeva giocando sulla fascia. Fa il mediano, con efficacia intermittente.

Miangue 5.5 – La pochezza dell’avversario e il nuovo sistema di gioco permettono al belga di uscire leggermente dall’ombra. Giocatore molto acerbo, ha delle pecche in copertura (tra diagonali ballerine e avversari lasciati crossare con eccessiva facilità) e in avanti, dove la falcata non basta per cancellare lentezza e piede ruvido. Meglio quando ha spazio per pensare a cosa fare, ma così è facile.

Sau 5.5 – Il barbaricino è l’unico che cuce il gioco, venendo dentro il campo a manovrare e dialogare con i compagni, giocando più da trequartista che da punta. Ha però sulla coscienza due errori (rigore e contropiede) che tengono aperta una partita altrimenti chiusa dopo un quarto d’ora. (dal 79′ Farias s.v. – Non incide, sciupa un contropiede con le sue solite bollicine fini a sé stesse).

Pavoletti 6.5 – Non punge anche perché di palloni giocabili non ne arrivano, le sue sponde e le sue botte appaiono imprescindibili per un Cagliari privo di qualsivoglia tema propositivo. Poi pesca un guizzo che può cambiare la sua annata.

Allenatore: Diego Lopez 6.5 – Mette in campo una squadra quadrata senza inventare troppo, ma anzi inserendo i calciatori nei loro ruoli naturali. Ancora presto per parlare della mano del tecnico, ma si vede unità di intenti. La pochezza del Benevento aiuta il processo di crescita, ma per regalare gioie serve molto di più.

dall’inviato Fabio Frongia



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