Cagliari Primavera, le pagelle: difesa solida, Doratiotto prezioso – SardegnaSport


Max Canzi (foto: Zuddas)

Max Canzi (foto: Zuddas)

Cronaca e tabellino di Cagliari-Pescara 2-0

Cabras 5.5 – Non deve compiere alcuna parata, perché il Pescara gira al largo dalla sua area e produce poco o nulla. Tuttavia il portierino non dà grande sicurezza, soprattutto quando esita nelle uscite e deve soffiare per due volte sperando che le uniche incornate abruzzesi finiscano (come poi sarà) fuori di un niente.

Kouadio 6 – Guadagna mezzo punto per la prorompente azione finale con irruzione in area che porta al gol del raddoppio. Nel complesso è opaco, sforna una delle prestazioni meno positive da quando veste la maglia rossoblù: poco attento in fase difensiva, raramente trovato dai compagni sulla corsia dove di norma è un pendolo letale.



Cadili 6 – Arcigno in marcatura, ha il suo bel da fare contro i guizzanti pescaresi (in definitiva fumosi, però) e cerca come al solito di sganciarsi.

Molberg 6.5 – Annulla il temibile Mancini con una prova attenta e corposa, nessuna sbavatura.

Antonini Lui 6.5 – Guida la squadra con le parole e gli atteggiamenti, in coppia con Molberg va a nozze contro una prima linea pescarese che non si accende mai.

Colarieti 5.5 – Qualche buon tackle, un’ammonizione e una consistenza rivedibile. Ancora da scoprire, ammesso che ci sia sostanza (dal 46′ Porcheddu 6 – Raddoppia nel finale arrivando bene a rimorchio e timbrando a porta vuota. Prima si era mangiato il gol, da neoentrato, e aveva sbagliato più di un pallone, non riuscendo né ad incidere in avanti né a fare filtro a protezione del vantaggio)

Tetteh 5.5 – Prova di carattere anche se talvolta si fa trovare fuori posizione lasciandosi trasportare in avanti dall’entusiasmo. Spesso ruvido sia negli interventi sia nella gestione della sfera. Limiti tecnici evidenti. (dal 73′ Pitzalis s.v. – Pochi minuti da quinto di sinistra a protezione dell’1-0, guadagna una bella punizione che per poco Ladinetti non tramuta in gol)

Ladinetti 6 – La convocazione in prima squadra gli dà emozione in avvio e carica col passare dei minuti, quando viene fuori il suo piede educato e la elevata tecnica di base. Deve tirare fuori gli artigli per essere davvero determinante non solo con la palla ferma (due tiri fuori di poco), sia da playmaker sia da mezzala.



Melchiorri 5 – Non troppo confortanti i segnali forniti dal marchigiano, beniamino di tutta la tifoseria che lo aspettava alle prove generali prima di ritrovarlo alla corte di Lopez. Qualche spunto, giocate in punta di piedi e molto controllate, ritmi e passo a scartamento ridotto, molto lontano da quell’impressione devastante che proprio con la Primavera diede un anno fa, quando a Decimomannu segnò due reti e dominò contro la Roma. Da rivedere, si pensava che potesse incidere di più in questo palcoscenico. (dal 61′ Dervishi 5 – Schierato da punta, col suo fisico dovrebbe battagliare e averla spesso vinta, invece sovente si fa spostare. Anarchico dal punto di vista tattico, ha solo il piede mancino e lo usa male, perdendo tanti palloni e sciupando in area di rigore, quando anziché calciare cerca un’improbabile sponda).

Mastromarino 5.5 – Arrivava di rincorsa ma stavolta rimane nell’ombra. Mai protagonista, cerca il cambio di passo ma rimane a galleggiare senza trovare il guizzo.

R. Doratiotto 6.5 – Un gol sporco in area, una rovesciata infida che avrebbe strappato applausi, tantissimo sacrificio e movimento che in queste settimane stanno convincendo Canzi a confermarlo titolare accanto al centravanti di turno. Prezioso.

Allenatore: Max Canzi 6.5 – Squadra matura, il suo Cagliari, che ha trovato “undici” e scacchiere di base dove poi modellare e impiantare concetti un po’ alla volta. Non c’è un gioco scintillante, anche perché qualità, personalità e fisicità presenziano con parsimonia, ma il gruppo compatto rema in un’unica direzione e si vede, al cospetto di avversari non trascendentali. Opta per due terzini molto alti in fase di costruzione, abbassando il play vicino ai centrali di difesa (loro sì, di grande fisico) e puntando a giocarsela con le incursioni dei “piccoli” negli ultimi trenta metri. Senza Gagliano e col Melchiorri di oggi perde molta incisività, deve sgolarsi perché i suoi abbassano i ritmi, sonnecchiano e rischiano di rianimare un Pescara che è ben poca cosa.

PESCARA – Fargione 6.5, Martella 5,  Zugaro 5.5, Ferrini 6, Minelli 5.5, Camilleri 5, Pavone 6  (80′ Liguori s.v.), Palestini 5.5, Mancini 5.5, Palladini 6 (78′ Borrelli 6) Scimia 5.5. A disposizione: Scuccimarra, Marafini, Albanese, Pierpaoli, Zampacorta. Allenatore: Massimo Epifani 5

Fabio Frongia



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