Riccardo Paolini (foto: Zuddas)

Riccardo Paolini (foto: Zuddas)

E’ un Riccardo Paolini ovviamente soddisfatto dopo la netta vittoria della sua Cagliari Dinamo Academy sulla Viola Reggio Calabria (leggi qui cronaca e statistiche). “Migliorando l’attacco, cercando meno soluzioni individuali forzate, si migliora anche la difesa – spiega in sala stampa – Spero che il tempo lavori per noi, siamo talmente ingenui che una banale rimessa la eseguiamo bene ad inizio partita e malissimo nel finale, nonostante l’abbiamo provata e riprovata in allenamento. Ho dato tempo alla squadra sino a dicembre per arrivare ad un certo tipo di maturità che stiamo cercando sin dall’inizio della stagione essendo una realtà completamente nuova”.



La classifica, però, parla chiaro: 3 vittorie interne e 2 KO esterni: “Penso che 6 punti dopo 5 giornate siano tanta roba, è fieno in cascina che spero ci ritroveremo più avanti. Dobbiamo migliorare nella gestione dei possessi offensivi, allungando i minuti di efficacia difensiva”. Come sempre decisivo Keene: “Sicuramente deve crescere, come tutti, e deve imparare a gestire i momenti della partita, quelli nei quali viene provocato o messo sotto pressione, arrivando a non forzare o sparire dalle gare, come è successo lontano da Cagliari”.

In un momento opaco della squadra bravo Ebeling a timbrare alcuni canestri fondamentali: “E’ vero che Tatu ha fatto un paio di canestri pesanti quando eravamo un po’ fermi in avanti, però mi piace pensare che dietro quei canestri ci sia un miglioramento nel gioco di squadra, nella circolazione e nella spaziatura. Spesso si giudica in base al fatto se un tiro sia andato dentro o meno, bravo Ebeling a segnare ma dietro c’è sempre un lavoro collettivo che va al di là del mero canestro”.



Pesante il rendimento di Stephens: “Era stanco anche lui, però non potevo rinunciarci quando la fase era decisiva. Sicuramente deve acquisire maggiore condizione, però senza di lui facciamo fatica e fatichiamo ad avere in campo insieme Ebeling e Matrone. Stephens oggi ci ha dato moltissimo, il discorso è simile sugli esterni, siamo giovani e quindi quando hai un quintetto un po’ inesperto paghi dazio”.

dall’inviato Fabio Frongia



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